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Vucciria, smantellata la "cattedrale dei rifiuti"

  • 26 novembre 2006

A piazza Garraffello adesso è rimasta soltanto la spazzatura “ordinaria”, quella che sbuca dai cassonetti e che per terra ostacola il cammino dei passanti. Non ci sono invece più gli stracci, gli elettrodomestici, i mobili, i copertoni e tutti gli altri oggetti di uso comune che l’artista austriaco Uwe Jantsch in questi mesi ha raccolto tra le vie del quartiere e ha trasformato in un’installazione, collocandoli tra le mura diroccate di un antico palazzo e creando così, nel cuore di una Vucciria ormai in decadenza, un "museo" a cielo aperto.

Alcuni camion dei vigili del fuoco, dotati di scala estensibile, e una quarantina di persone tra vigili urbani, uomini dell’Amia e operai comunali hanno portato via tutto (ben quarantacinque metri cubi di rifiuti), in un blitz della polizia municipale per la bonifica del quartiere che ha coinvolto anche l’installazione di Jantsch in quanto considerata «pericolosa e priva di autorizzazioni». «Nessuno ci ha avvertito di quello che sarebbe accaduto – spiega Costanza Lanza di Scalea, nobile siciliana compagna e collaboratrice dell’artista – Verso le sette e mezza di mattina sono venuta qui in piazza per portare il caffé a Uwe e ho visto che stavano smantellando tutto. Abbiamo cercato di avere informazioni più precise sull’operazione, ma non ci è stato detto molto. A Uwe non è rimasto altro da fare che prendere la macchina fotografica e mettersi a scattare delle foto per documentare quello che stava succedendo».

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A pochi giorni dall’operazione, Uwe Jantsch e Costanza Lanza di Scalea sono ancora lì, in piazza Garraffello, a guardare con occhi increduli quello che rimane del lavoro di tanti mesi e ad incassare la solidarietà della gente del quartiere, affezionata a questo eclettico artista che da sette anni vive e opera alla Vucciria. «Distruggere», è questo il verbo utilizzato da Jantsch, quando gli si chiede cosa pensa dell’accaduto: «Chi crea l’arte può anche distruggerla, non è giusto però che in questo caso siano stati altri a farlo, senza nemmeno interpellarmi». «Uwe – aggiunge Costanza Lanza di Scalea – è un artista che con il suo lavoro fa gratuitamente pubblicità alla Sicilia, senza ricevere un grazie, ma anzi venendo umiliato in questo modo».

Il Museo Piazza Garraffello è stato aperto tutti i giorni dal 28 maggio al 7 ottobre scorso, registrando un grande afflusso di visitatori. «Con il tempo siamo diventati un punto di riferimento per i turisti in visita a Palermo – spiegano Uwe e Costanza – Abbiamo ricevuto anche, per non dire soprattutto, grandi riconoscimenti all’estero». In questi giorni, quindi, è stata tanta la delusione di quei turisti venuti a vedere la “cattedrale dei rifiuti” che invece non c’è più. E anche molti abitanti della Vucciria ritengono che sia stato fatto un grave danno a Piazza Garraffello e all’intero quartiere.

Effettivamente, aldilà del fatto che le forme d’arte di Jantsch possano piacere o meno e che potessero esserci reali esigenze di sicurezza o necessità di autorizzazioni, a stupire maggiormente è la velocità con cui è stata eseguita l’operazione, di cui, ad esempio, non era stato avvertito nemmeno l’assessore comunale alla Cultura, Tommaso Romano. «L’attentato alla libertà di espressione, e quindi alla libertà dell’arte, è assolutamente inconcepibile – ha affermato Romano – Bisognava avere un’informazione complessiva sulla situazione che consentisse di conciliare le ragioni della sicurezza al diritto di tutti alla libertà d’espressione».

Lo stesso Romano, quando ricopriva il medesimo incarico alla Provincia, aveva sponsorizzato la pubblicazione di mille copie del catalogo “The Planet of the apes, I am into” di Jantsch, dando quindi al lavoro di Uwe un evidente riconoscimento dello status di arte. «L’amministrazione è dalla nostra parte – sottolinea Costanza Lanza di Scalea – sia il Comune, tramite l’assessore Romano, che la Provincia si sono detti stupiti di quanto è accaduto. Ma purtroppo, a parte parole di solidarietà, non c’è stato molto altro». Adesso del Museo Piazza Garraffello rimane il nuovo catalogo “Mpg # 1”, autoprodotto dall’artista e presentato alla Vucciria lo scorso 17 novembre, proprio qualche giorno prima dello smantellamento.

Uwe Jantsch e Costanza Lanza di Scalea tra un po’ andranno all’estero per presentare questo nuovo lavoro, ma «poi ritorneremo», promettono. «Quello che però ci aspettiamo – concludono – è una reazione da parte della città». Intanto, la “cattedrale dei rifiuti” è ormai vuota. Rimane solo un port-enfant ricolmo di svariati oggetti che Uwe Jantsch, dopo l’operazione di smantellamento, ha collocato lì come provocazione polemica, «una piccola installazione per una città dalla mentalità piccola».

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