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Società e Costume
Nella conferenza stampa semi-seria, l'attore palermitano consiglia al voto i suoi concittadini. Tra battute e risate, anche una riflessione sul futuro della Sicilia

"Brogli alle elezioni 2012": i consigli di Pino Caruso


di DAVIDE DI GIORGI 

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Pino Caruso
Pino Caruso 

“Brogli alle elezioni 2012, conferenza semi-seria di Pino Caruso”. Questo il titolo della conferenza stampa dell’attore palermitano, che ha voluto lanciare il suo “personale” contributo alle elezioni comunali. Il suo slogan, “Votate per chi vi pare e non per chi vi paga”, si eleva come monito per tutti i palermitani. Si parla del pericolo brogli ma Caruso precisa: «Non lo sono, ho appreso dai giornali che la faccenda non era chiara.

Nel passato, sia quello più remoto che quello recente, è accaduto che qualcuno vendesse il suo voto. A queste persone dico che un candidato che ti paga non ha niente da dare, quindi non fidatevi». L'attore lancia un messaggio ai palermitani «dall’autorità che mi deriva dal non essere nessuno – continua Caruso - ma che è prerogativa della vita democratica. Prendete le distanze da una lunga serie di scorrettezze, perché niente può dare chi ottiene il consenso con mezzi secondari o illegali».

Si parla anche dei problemi del Sud. Il Mezzogiorno abbandonato dallo Stato e dalla politica. Stoccate alla politica – soprattutto ai leghisti – e alle istituzioni, che hanno bistrattato e vilipeso la Sicilia. Caruso però se la prende anche con l’accondiscendenza della Sicilia «che prende quello che le viene dato senza fiatare per quanto le continua ad essere tolto». Vorrebbe anche una maggiore partecipazione della gente siciliana con proteste che lui stesso definisce “clamorose”.

Un risveglio di popolo insomma. Avendo girato il mondo l’attore palermitano conosce benissimo la reputazione che i siciliani hanno nel mondo e non può che indignarsi quando sente assimilare i siciliani ai mafiosi. Caruso lancia anche una proposta: «Aspetto che qualcuno mi spieghi perché ai mafiosi non viene tolta la cittadinanza. Andrebbe fatto, perché infangano una nazione. Noi siciliani siamo le prime vittime di questa vergogna»

Sulle amministrative siciliane dove ci sono candidati circa 15 mila persone, Pino Caruso avverte: «Considerate poi che molti vogliono raggiungere i posti di potere per farsi i fatti propri, non quelli degli altri. La maggior parte dei politici italiani non sono passati alla storia ma alla cassa».

 
4 maggio 2012