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Società e Costume
La giunta comunale ha approvato la creazione del "Memoriale laboratorio della lotta alla mafia", istituzione culturale per la diffusione e la promozione della legalità

Nasce "No mafia museum": lo scruscio contro la mafia


di ELOISA ZERILLI 

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La Sicilia è un’isola dai mille contrasti, ricca di problematiche tuttora irrisolte: una tra tutte è la presenza della mafia che attanaglia ancora l’intero territorio.

Due sono le considerazioni che, concatenate tra loro, vengono in mente: se da un lato la società civile siciliana ha dimostrato di essere sempre più consapevole delle laceranti infiltrazioni mafiose, dall’altro non si può dire lo stesso con riferimento al nord d’Italia, là dove nonostante la presenza del fenomeno sia assodata da tempo si rileva una costante tendenza ad emarginare il problema.

Insomma, in Sicilia “’u scrusciu” c’è e si sente. Si inserisce in quest’ottica la creazione del “No mafia museum”, un memoriale laboratorio della lotta alla mafia progettato dal Centro Siciliano di Documentazione Giuseppe Impastato.

Il progetto si basa sull’idea che la lotta contro la criminalità organizzata e la mafia passa innanzitutto attraverso la diffusione di una cultura della legalità e che coinvolga tutti, adulti e ragazzi.

Il “No mafia museum” è pensato come un’istituzione culturale che promuova, attraverso la creazione di uno spazio pubblico polivalente e permanente i valori della legalità e della lotta alla criminalità organizzata.

Parole-chiave dell’istituzione culturale sono storia e ricerca. In particolare, i visitatori potranno fruire di un percorso espositivo e multimediale in grado di raccontare, vivere e far rivivere la storia delle mafie e l’evoluzione dei movimenti in dissenso alle stesse.

A disposizione di tutti, ci saranno poi il patrimonio di studi, ricerche e pubblicazioni, la biblioteca-emeroteca e l’archivio storico di documenti e atti giudiziari del Centro Impastato.

“No mafia museum”, luogo di promozione di attività educative finalizzate alla creazione di una coscienza civile diffusa, avrà sede presso il Palazzo Gulì di corso Vittorio Emanuele.

Trovano così realizzazione le parole di Paolo Borsellino, per il quale “la lotta alla mafia dev’essere innanzitutto un movimento culturale che abitui tutti a sentire la bellezza del fresco profumo di libertà che si oppone al puzzo del compromesso morale, dell’indifferenza, della contiguità e quindi della complicità”.

 
4 gennaio 2016