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Sport
Venticinquesima giornata, 20 febbraio 2005: Palermo-Lecce 3-2

Palermo-Lecce 3-2: grande spettacolo al Barbera


di GIGI MONASTERO 

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Mario Santana (foto Mike Palazzotto)
Mario Santana (foto Mike Palazzotto) 

Divertimento, sofferenza, ansia e incontenibile gioia: sentimenti che si sono alternati sugli spalti dello stadio Barbera di Palermo durante l’incontro disputatosi la scorsa domenica tra Palermo e Lecce, due formazioni le cui tifoserie sono legate da un antico e sentito gemellaggio e che stanno regalando emozioni e bel gioco sin dall’inizio di questa magica stagione. Palermo-Lecce è uno dei derby del sud di questo campionato di Serie A che, finalmente, è stato contagiato dalla passione delle tante squadre meridionali partecipanti. I rosanero stanno attraversando un periodo di forma smagliante stazionando nella parte alta della classifica dopo aver inanellato successi importanti e il buon pareggio di Bologna; i giallorossi, di contro, hanno ricominciato a far punti pesanti dopo una fase contraddistinta da alcuni risultati negativi. A Palermo ritorna Zeman, uomo legato profondamente alla città siciliana sin dai tempi in cui i suoi ragazzi vestivano la maglia rosanero della primavera e la sua casa si trovava sullo splendido lungomare di Mondello, dove ancora oggi viene a passare parte delle sue vacanze estive: contro le sue squadre il Palermo ha sempre sofferto e il Lecce di quest’anno, effettivamente, fa un po’ paura.

Lo schieramento delle due squadre è condizionato da infortuni vari e dal virus influenzale ma i due tecnici riescono comunque a mandare in campo due formazioni molto competitive: al fischio iniziale dell’arbitro, infatti, si capisce immediatamente che non sarà una giornata in cui si rischia di annoiarsi. Il gioco è veloce e il ritmo altissimo e si comincia subito con improvvisi cambi di fronte: si gioca a viso aperto e le due squadre dimostrano di saperci fare, ma è il Lecce che prende l’iniziativa in modo veemente e al sesto minuto i giallorossi gelano il Barbera andando in gol con l’ivoriano Konan, liberato da un cross di Rullo e da uno svarione della difesa palermitana. Lo svantaggio costringe il Palermo ad alzare ulteriormente il ritmo e la partita diventa splendida e frenetica: mentre i rosanero provano in tutti i modi a riagguantare il pareggio, il Lecce approfitta degli spazi e sfiora in un paio di occasioni la possibile rete del KO con Vucinic. Ma sono i ragazzi di Guidolin a fare la partita anche se, come all’andata, l’ex idolo della curva nord, Vincenzo Sicignano ha deciso di lasciare ancora una volta il segno parando tutto quello che capita all’interno della sua area. Dopo una serie di occasioni sventate, però, al 18° arriva l’opportunità di recuperare lo svantaggio: Toni tenta di controllare un lancio lungo all’interno nell’area leccese e Stoini, un po’ ingenuamente, lo spinge facendolo cadere. De Sanctis vede tutto e fischia il calcio di rigore, il secondo della stagione per il Palermo: sul dischetto va Corini che prende la rincorsa e calcia alla destra di Sicignano che, però, si allunga dal lato giusto e respinge.

Arriva in corsa Toni che calcia di potenza, ma Vicè respinge ancora, il pallone termina dall’altro lato a Brienza che in scivolata prova da insaccare ma stavolta è il palo a negare il gol ai rosa. Incredibile, il ricordo di tutti i tifosi corre subito alla partita giocata in casa contro la Fiorentina quando pali, traverse e portiere avversario fermarono il risultato su un in giustissimo 0-0; solo che in questo caso si rischia di perdere. Ma i ragazzi di Guidolin non mollano un attimo e continuano a martellare Sicignano che respinge ancora un altro tiro di Toni. Nella parte finale del primo tempo succede di tutto: il Palermo è riversato in avanti e dalla fascia sinistra arriva un pallone che Toni calcia verso la rete trovando l’opposizione di un difensore avversario, sul rimpallo ci riprova Brienza, ma è ancora Diamoutene a respinegere col petto; il pallone arriva fuori area dove c’è appostato Mario Santana e mentre sugli spalti ci si lascia andare a scene di disperazione, l’argentino lascia partire un fantastico sinistro a giro che si va ad insaccare sotto la traversa dove Sicignano, questa volta, non può davvero nulla. Esplosione di gioia incontenibile, in campo e sulle gradinate. Ma il pareggio non placa la furia del Palermo che prosegue ad attaccare: Toni è travolgente, riceve palla sul lato sinistro, salta Diamoutene con un tunnel e mette al centro un pallone sul quale si avventa con precisione ancora Santana: è il gol del 2-1 ed è davvero difficile raccontare l’entusiasmo dei tifosi. L’arbitro manda tutti negli spogliatoi e si ha la consapevolezza di aver assistito ad un vero e proprio spettacolo.

Nella ripresa il ritmo cala, ma solo un po’: il Palermo, infatti, sa di non poter lasciar giocare il Lecce e prova a chiudere il match in un paio di occasioni senza riuscirci. E così le emozioni non sono per niente terminate: la squadra di Zeman non molla e riesce a trovare la rete del pareggio ancora con Konan, abile a sfruttare una corta respinta di Barzagli su un lungo cross di Stoini. Il 2-2 può accontentare le due squadre? Neanche a dirlo: questo Palermo sa che in casa ha la possibilità di compiere qualunque impresa e così, Zauli decide che arrivato il momento di utilizzare uno dei suoi colpi magici: rivece palla in area di rigore e con uno splendido colpo di tacco smarca Barone che si alza il pallone e lo mette nell’area piccola dove Toni, come un falco, ci mette il piedi contrastato da Diamoutene…non si sa bene chi abbia toccato per ultimo il pallone, ma quello che importa è che si sia infilato sotto le gambe di Sicignano oltrepassando la linea di porta. E’ la rete del definitivo 3-2 che resiste anche all’ultimo assalto di Vucinic e consente ai 35.000 tifosi di esultare al triplice fischio finale. Tre punti che portano il Palermo a quota 39, in piena lotta per un posto in Champions insieme a Udinese, Sampdoria e Roma. Ed è proprio contro la Roma che domenica prossima, sempre al Barbera, si giocherà un’altra partita da mozzare il fiato.

 
22 febbraio 2005