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Dopo tanti anni difficili, fra l'indifferenza di pubblico e istituzioni cala il sipario sulla scommessa innovatrice del cinema d'essai di Greco, Ciprì e Maresco
Dieci anni di cultura: chiude il cinema Lubitsch
Ha attraversato tante stagioni difficili, ma è sempre riemerso. Stavolta no: dopo dieci anni sotto la gestione di Paolo Greco, Daniele Ciprì e Franco Maresco, che ne hanno fatto vero e proprio cinema d'essai, il Lubitsch di via Guido Rossa, a Bonagia, chiude i battenti. Si spegne così un presidio culturale per molti versi unico nel Palermitano, tanto per la collocazione in una periferia decisamente “ai margini”, quanto per la qualità delle proposte: negli incontri e nelle rassegne che hanno animato questi anni si è fatta strada un'idea di cinema lontana dal mainstream e da logiche commerciali, legata più all'amore per il mezzo e per il suo linguaggio. 10 aprile 2010
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| 10/04/2010 15.32.18 bix ha scritto: mi spiace tanto... |
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| 10/04/2010 19.48.32 Fabio Vento ha scritto: Esco dai panni di redattore per dire la mia. Quando, poche settimane fa, il Laboratorio Zeta è stato sgomberato, ricordo fior di proclami dalle segreterie politiche, consiglieri comunali sui tetti, collettivi in rivolta. Adesso, dopo lunga agonia, chiude il Lubitsch, che di attività culturale ne ha fatta almeno altrettanta (e, aggiungo, pagando qualche tassa in più e con maggiore rispetto della legge) e persiste il silenzio di un disinteresse che dura da anni. Benvenuti a Palermo, la città dove tutto è politica e dove tutto ha un prezzo. |
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| 11/04/2010 13.39.13 Marco ha scritto: Perchè ha chiuso? Faceva c u l t u r a? cosa significa..cos''è? un nuovo aperitivo? una nuova enoteca? un nuovo circolo? no?? e allora a che serviva scusate! per carità, non c''è posto per questo strano termine in questa città! |
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| 11/04/2010 23.03.49 ilaria sposito ha scritto: trovo molto brutto il commento di fabio vento e per spiegare il perchè citerò le stesse parole di Maresco in questa intervista: «Oggi - continua Maresco - rimango ancor più perplesso vedendo attori, musicisti, registi, artisti, tutti riuniti in gruppetti che si fanno la guerra l''uno con l''altro, dietro falsi sorrisi.“ Che senso ha, mi chiedo, dico a lei Fabio Vento, dannarsi per la chiusura del Lubitsch, mitico luogo, gettando fango su un''esperienza come il Laboratorio Zeta ("e, aggiungo, pagando qualche tassa in più e con maggiore rispetto della legge")? Perchè non usa come termine di paragone, le nefandezze di una città in rovina piuttosto che le gioie e le speranze di quella stessa città? Sono proprio d''accordo con Maresco, uno dei più grandi problemi di Palermo è la malevolenza, la serpe dell''invidia, lo sguardo dell''avvoltoio... |
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| 12/04/2010 0.35.00 Fabio Vento ha scritto: Cara Ilaria, ti rispondo anche se, evidentemente, non hai letto con attenzione il mio commento. Anzitutto non faccio parte di nessun "gruppetto di attori, musicisti, registi, artisti". Cerco di far bene il mio lavoro e parlo poco di quello altrui: insomma non ho interessi privati da difendere. Nei confronti del contributo culturale e sociale dato dal Laboratorio Zeta ho sempre avuto rispetto: anzi, rimango convinto che quest''esperienza debba continuare e per questo ero anch''io contrario ad uno sgombero "tout court". Non vedo di buon occhio però neppure il caso opposto, il mantenimento di una situazione di illegalità da "far-west" (io sgombero, tu rioccupi, io sgombero di nuovo, etc...) che veda la pur meritoria attività dello Zeta proseguire senza rispetto per quella legge a cui soggiace qualsiasi altro presidio culturale nella nostra città (in termini spiccioli, per dirne una: io pago le tasse, perchè loro non dovrebbero?) A questo punto mi chiedo: tutti questi politici e movimenti innamorati della cultura al punto da chiedere che lo Zeta tornasse agli occupanti "senza condizioni"... dov''erano quando quei "fessi" del Lubitsch lanciavano appelli per la sopravvivenza del cinema? |
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| 12/04/2010 17.28.23 nutshell ha scritto: che peccato. Era una grandissima esperienza. Impensabile che non si possa fare qualcosa per salvarlo. |
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| 14/04/2010 9.55.36 giovanni romano ha scritto: Va bè, insomma. Non c''è tanto da scervellarsi. Io sono andato diverse volte al Lubischt e, tranne i primi anni di apertura, l''ho trovato quesi sempre vuoto. Una volta eravamo io, la mia ragazza e un''altra coppia, di venerdì. La verità non è solo che Palermo è una città di mafiosi e che i politici non si interessano. I politici avrebbero potuto anche interessarsi di più, trovare fondi etc. Ma alla fine... quanto sarebbe sopravvissuto ancora quel cinema? I politici non sono educatori, sono...politici. Non chiediamo loro quello che non faranno mai. Loro sono - nella maggior parte dei casi - inutili pedine di altri. Non hanno compiti didattici di orientamento culturale delle persone. L''unica verità è che i palermitani non sono interessati a questo genere di iniziative e, come dice Maresco, la cultura a Palermo è presidio egemonico di quei duecento (più o meno) pseudo-intellettuali di sinistra che si divertono a prendere il the mentre la città affonda e che si interessano solo di ciò che va di moda (come lo Zeta che, peraltro, è utilissimo). Il resto della città passa come passa il vento. Un cinema di periferia va di moda al principio poi... "no è lontano, andiamo alla vucciria... |
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| 15/04/2010 16.43.25 Pippiniello ha scritto: Intanto anche se non ne ha bisogno chiede alla sig.ra Ilaria di scrivere di aver malinteso quanto scritto dal sig. Fabio. Per il resto stiamo solo rendendo complessa una cosa semplice....il laboratorio zeta coinvolgeva tante persone e quindi il suo esistere aveva e ha un senso...Il cinema Lubitsch si trova nella città sbagliata e soprattutto nel momento storico sbagliato. Era quasi sempre vuoto quindi che senso ha tenerlo aperto per due persone al giorno?? Con questo non voglio parlare del cinema ma al contrario e mi ci metto io per primo dire che non ce lo meritiamo. Chi ha un po'' di cultura e di sensibilità si lamenta e protesta ma io ci sono andato non piu'' di 3 o 4 volte in dieci anni... |
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| 15/04/2010 23.50.01 giovanni romano ha scritto: Non condivido la tua opinione, Peppiniello. Ha senso di esistere, deduco, solo ciò che trova larghi consensi? Mi sembra una logica molto "maggioritaria" perchè in questi termini rispondo che di fronte al lavoro positivo dello Zeta ci sono tante persone che vanno allo Zeta solo perchè va di moda, perchè ci fanno i concerti e ci fanno le feste. E'' chiaro che un cinema è una cosa diversa da una specie di centro sociale ma, come tu stesso sinceramente ammetti, se alla fine al cinema si va 3-4 volte in dieci anni... bè, credo allora che quel cinema abbia ben poco da chiedere al futuro. La mia opinione è che la sopravvivenza dello Zeta e la morte del Lubitsch sono la conferma che la cultura intellettual-chic di sinistra palermitana non è immune dalla cultura modaiola e, purtroppo, il cinema d''essai nel quartiere disagiato oggi tira meno del centro sociale che, tutto sommato, è pure in centro. Ai palermitani, anche quelli che fanno gli intellettuali snob di sinistra, non gliene frega un cazzo della periferia. Finita la festa sono tornati a casa e fanno la rivoluzione in via Notarbartolo. E poi dicono che i film di Ciprì e Maresco sono esagerati... |
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| 16/04/2010 19.00.34 STSTS ha scritto: Anche a me dispiace davvero tanto, ma è troppo facile dispiacersi quando non si può più fare nulla. Quando era aperto tutti noi lo abbiamo dimenticato. E'' così ... |
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| 23/04/2010 15.29.57 Daniele Bonfiglio ha scritto: Quante speranze, quante battaglie combattute, perse, vinte insieme...se ne vanno gli anni dell''università, gli anni delle passioni di celluloide, gli anni della cultura respirata in una sala che sapeva di cinema "puro". Mi dispiace tantissimo Paolo, mi dispiace di vedere affondare ogni giorno di più questo vecchio relitto che è la nostra città... Ma forse un giorno si riaccenderanno quei sogni e quelle speranze. Forse un giorno, ci voglio credere, una nuova insegna potrà essere issata lassù, più bella di quella di prima, e la gente farà la coda per entrare....se il cinema è fatto di sogni, allora è dai sogni che bisogna ripartire. Un fortissimo abbraccio...staremo a vedere ;) Daniele |
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| 28/04/2010 19.23.14 marco ha scritto: http://www.pupidizuccaro.com/2010/04/10/staccattato-arrocco-piace-vai-lubitsch/ |
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