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Da geologo a "fotografo della luna": Marcello e il coraggio di cambiare vita (a 50 anni)

Non tutti hanno il coraggio di ascoltare la propria voce interiore, ma il fotografo siracusano Marcello Bianca è uno di quegli uomini che è riuscito a farlo e a rinascere

  • 27 novembre 2021

Marcello Bianca

C’è sempre tempo per un nuovo inizio e molte storie ci insegnano che non conta affatto l’età anagrafica. Ciò che occorre affinare è l’intelligenza emotiva e riuscire ad ascoltare la nostra anima e il nostro corpo, che molte volte ci inviano dei chiari segnali sul desiderio di cambiamento.

Di certo, anche lo spirito d’osservazione conta molto e per cambiare vita spesso è importante il saper “mettere a fuoco” chi siamo e che cosa siamo riusciti a costruire durante gli anni e di quali persone ci circondiamo. Insomma occorre sapersi guardare dal di fuori per raggiungere degli obiettivi. E chi potrebbe raccontarci meglio di un appassionato di fotografia, come si fa a focalizzare un cambiamento?

Non tutti hanno poi il coraggio di ascoltare la propria voce interiore, ma il fotografo siracusano Marcello Bianca è uno di quegli uomini che è riuscito ad ascoltarsi e osservarsi, per poi ritrovare una seconda vita all’età di 50 anni. Quando sceglie di cambiare lavoro, lo fa senza certezze e con un conto in banca non solido. Marcello nasce a Siracusa nel 1966, da madre inglese, insegnante e padre siracusano, cabarettista e artista di teatro. Prima di diventare un fotografo creativo era un geologo.
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Dopo la laurea e il dottorato prosegue la sua carriera universitaria in Basilicata, dove studia i terremoti e ha qualche cattedra a contratto e pubblica su riviste scientifiche fotografiche. Un giorno poi si guarda allo specchio e si rende conto di non essere più un giovane e capisce che non può trascorrere il resto della sua vita nella speranza di vincere un concorso a tempo indeterminato. Inoltre, si rende conto che l’amore per la geologia non è rimasto uguale nel tempo.

Così si dirige con coraggio su un’altra strada, quella di una sua grande passione, la fotografia, e decide di abbandonare l’insegnamento.

Cambia totalmente vita e passa da un lavoro di tipo razionale ad un lavoro creativo, da una giornata scandita dagli orari fissati, ad una senza orario e senza sonno, in modo da poter trovare il momento giusto per lo scatto perfetto. «Rinasco a Siracusa nel 2016- ci racconta- dopo aver acquistato la mia FujiX-T1 e aver imparato ad usarla da autodidatta, ma studiando intensamente come se dovessi preparare un esame. Non è stato semplice è ho affrontato dei momenti duri, ma mi sono fidato del mio istinto. Avevo capito di aver perso l’entusiasmo di vivere e la fotografia mi ha ridato la vita».

La fotografia ha attratto da sempre Marcello, fin da piccolissimo. Egli ritiene che attraverso uno scatto si possa afferrare un momento di vita e sottrarlo all’oblio del tempo. Questa passione lo coinvolge così tanto che, successivamente, fonda l’associazione fotografica ALFA (associazioni liberi fotografi aretusei) e insegna nei corsi di fotografia. «A chi frequenta il corso- dice Marcello- spiego non solo come si usa una macchina fotografica, ma anche che è importante la passione e mantenerla, per crescere sempre più.

La macchina fotografica è un’estensione non solo dell’occhio, ma anche della coscienza. La fotografia non è soltanto un regalo del caso, ma è anche saper capire qual è il luogo e il tempo adatto per fare uno scatto particolare. Bisogna avere sempre la volontà di girare con una fotocamera dietro».

Marcello Bianca è conosciuto a Siracusa come il "fotografo della luna". La luna lo ha sempre affascinato e, col tempo, ha sviluppato la capacità di fotografarla in contesti fiabeschi e a darle un’importanza particolare messa a confronto con l’ambiente o gli edifici circostanti.

174Le foto della luna- ci dice Marcello- hanno avuto un grande successo fin da subito. La luna va accostata ad elementi del territorio e con un gioco di prospettiva e senza utilizzo di nessun programmadigitale rendo la luna più grande di come appare ad occhio nudo. Bisogna saperequando scattare e dove ».

Con l'esperienza, è riuscito ad immergersi nella naturache fotografa e nei suoi scatti predominano paesaggi marini e figure umane. È stato scelto come fotografo ufficiale dell’Ortigia Film Festival nel 2020 e delle Feste Archimedee, un festival che promuove l’arte di giovani e geniali talenti.

Inoltre ha partecipato ad una campagna fotografica per Emergency. La peculiarità del suo linguaggio artistico è la spontaneità, per questo motivo preferisce non utilizzare il Photoshop. «Fotografo la bellezza ovunque si annidi- ci spiega Marcello- anche nei luoghi in cui sembrerebbe assente. È una questione di sguardo meno superficiale. Non posso definirmi artista, ma preferisco dire di essere un ladro di bellezza, perché il vero fotografo non crea bellezza ma la ruba».

Ci racconta che per motivi professionali, si è ritrovato a scattare delle foto di notte in una delle zone più difficili di Siracusa, dove predomina la criminalità, ma proprio lì ha trovato delle scene intense di neorealismo e di rara bellezza. «Prima di fotografare la gente, occorre costruire un rapporto con loro e ascoltarle. Cerco di distaccarmi – continua Marcello- dai soliti canoni della bellezza.

Perché secondo me la bellezza non si trova necessariamente dove c’è splendore e armonia, ma anche dove c’è una certa drammaticità. Sto lontano dalla bellezza omologata. Ritengo che la fotografia debba essere vissuta sul campo e non a distanza. Per questo motivo considero i social uno strumento per la fotografia, ma non uno scopo finale. Oramai tutti scattano foto e si perde però la personalità della foto.

Ecco perché è straordinario incontrarsi per discutere di fotografia, per organizzare escursioni fotografiche tra la natura, anche quando il tempo non è bello, e stare così insieme alla gente. Le fotografie devono essere sviluppate ed esposte nelle mostre, non solo pubblicate online».

In questi anni Marcello ha imparato a fotografare in diversi campi. I suoi oggetti preferiti sono quelli della natura e degli uomini, ma lavora anche per l’architettura e gli interni, per eventi e spettacoli, per ricorrenze e still life.

La sua storia ci fa pensare che la passione e la tenacia offrono l'opportunità di passare dalle parole ai fatti, dall'insoddisfazione alla soddisfazione, dal desiderio al cambiamento vero e proprio.
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