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Insostituibile nel bene e nel male, elogio di una termine che racconta la storia: Minchia

È la prima parola che insegnai a un mio amico quando venne in Sicilia. Gli dissi che qui è all'ordine del giorno, che ha tanti significati ma che uno è particolarmente importante

  • 8 novembre 2018

L'opera "AIHCNIM" allestita in via Alloro a Palermo nel 2018

Tra le parolacce "minchia" è un caso a parte. Chi, non hai mai utilizzato questo bellissimo termine? Non vi scandalizzate, non fate i "signori" che signori si nasce.

Se non avete mai pronunciato questa parola, avete fatto male. Probabilmente non ne avete colto il senso, e io non posso che essere desolata per voi.

È la prima parola che insegnai ad un mio amico quando venne in vacanza in Sicilia. Gli dissi: «Caro amico senti non ti allarmare, ma qua, minchia è all’ordine del giorno».

«Proverò a farti capire perché questo termine: è insostituibile». Così, gli mostrai come si vive in Sicilia, come sono le persone, quali sono i posti che ogni giorno ci ritroviamo sotto il naso, ciò che mangiamo e dulcis in fundo lu fici cummattiri cu mia (trad. dal dialetto: "l'ho fatto combattere con me").

Gli venne spontaneo dire un «Minchia Angela, sei insopportabile» Bingo. L’animo siciliano si era impossessato di lui.
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Ecco amico mio, quando sei arrabbiato con qualcuno e vuoi mandarlo a quel paese, quando sbagli e vorresti prendertela col mondo, quando devi fare un complimento, quando non riesci a risolvere un problema, quando devi dire a qualcuno che è proprio vuoto...

Quando tutto è difficile, quando stai male, quando sei felice (Minchia, amico mio, quando sei felice il solo suono di questa parola, triplica la felicità).

È un un connubio di sensazioni, di sentimenti. Minchia, amico mio: è appartenenza ad una terra, agli uomini che la vivono.

E anche quando un siciliano lascerà la Sicilia, avrà impresso dentro di se il senso profondo che racchiude questa parola.

Ah amico mio ti volevo dire un’ultima cosa, ti ricordi quando mi chiedesti di Giovanni e Paolo? Ecco, loro erano due uomini che hanno dato la vita. Figurati che Paolo aveva preparato il discorso da tenere in chiesa dopo la morte di Giovanni e sai cosa c’era scritto?

Leggi, leggi qui: «Ci sono tante teste di minchia, teste di minchia che sognano di svuotare il Mediterraneo con un secchiello, quelle che sognano di sciogliere i ghiacciai del Polo con un fiammifero».

«Ma oggi signori e signore davanti a voi, in questa bara di mogano costosissima, c'è il più testa di minchia di tutti. Uno che aveva sognato niente di meno di sconfiggere la mafia, applicando la legge».

Amico mio, ti aspetto e minchia se mancherai. La tua amica siciliana.

Nota di redazione: la luminaria in fotografia è un'opera d'arte che è stata allestita in centro storico, a Palermo, alla fine dell'estate 2018.
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