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Alan Parsons Project: l’ingegnere è tornato

Il musicista cercherà di ricreare sul palco le sue magiche atmosfere musicali con una nuova band

  • 13 ottobre 2004

Dopo cinque anni di silenzio lo storico Project di Alan Parsons, che ha saputo coniugare con successo negli anni ’70 e ’80 il pop melodico e l’elettronica, torna sul mercato musicale con una nuova formazione, un nuovo tour ed un nuovo disco intitolato “A valid path”, uscito il 24 agosto negli USA per la Artemis Records e in Europa per la Eagle Records. L’Alan Parsons Live Project arriverà anche a Palermo, martedì 19 ottobre alle 21.15, per un unico spettacolo al cineteatro Golden, in via Terrasanta 60 (biglietti 37/47 euro in prevendita al Box Office di Ricordi, in via Cavour 133, telefono 091.335566). L’esperienza nel mondo musicale dell’ingegnere Alan Parsons, tecnico del suono di prim’ordine agli studi della EMI (dove è attualmente responsabile del settore commerciale), nasce con la prestigiosa collaborazione ad alcuni fra i dischi più famosi della storia del rock: “Abbey road” e “Let it be” dei Beatles ed il celeberrimo “The dark side of the moon” dei Pink Floyd, per il quale ha ricevuto una delle sue dieci nomination ai Grammy.

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Dopo aver collaborato con musicisti come John Miles, i Cockney Rebel, i Pilot e Al Stewart, nel 1976 fonda il suo personale progetto musicale insieme al musicista e autore di testi Eric Woolfson. Con “Tales of Mystery and Imagination”, ispirato ai versi di Edgar Allan Poe, i due elaborano la loro innovativa ricetta musicale fatta di esperimenti elettronici e sonorità inconsuete che visualizzano atmosfere visionarie o fantascientifiche, come quelle del successivo I Robot ispirato ai racconti di Isaac Asimov. L’avventura discografica continua con discreto successo con “Pyramid” del 1978, “Eve” del 1979 e “The Turn of a Friendly Card” del 1980, che conteneva i singoli “Games people play” e “Time”. Il grande successo commerciale arriva nel 1982 con “Eye in the Sky” che rievoca le atmosfere orwelliane di 1984, ed il fortunato singolo omonimo riesce a raggiungere i primi tre posti della hit parade britannica. I successivi album degli anni ’80 – “Ammonia Avenue”, “Vulture Culture”, “Stereotomy” e “Gaudi” - procedono sul cammino del rock elettronico filtrato dall’approccio concettuale, ma non replicano lo stesso successo di pubblico e chiudono poco dopo la felice collaborazione artistica con Eric Woolfson.

Con voci e musicisti diversi, Parsons ha continuato in questi anni a sperimentare le vie dell’elettronica contemporanea applicata alla musica, rinnovando le sue raffinate melodie strumentali con percussioni poliritmiche e loop rubati alla dance-music. In quest’ultimo album collabora con alcuni fra i musicisti più innovativi del settore (The Crystal Method, Shpongle, Uberzone, The Nortec Collective) e con David Gilmour dei Pink Floyd, che ha firmato alcuni degli assoli di chitarra. Dopo i concerti negli Stati Uniti dell’agosto scorso, l’Alan Parsons Live Project prosegue il suo tour promozionale che toccherà vari paesi europei ed approderà in Italia dal 17 al 22 ottobre per cinque spettacoli a Ravenna, Palermo, Firenze, Milano e Mantova. Dopo l’improvviso annullamento del tour italiano dello scorso febbraio per “inconciliabili divergenze organizzative fra i membri del gruppo originale” (Alan Parsons, Lenny Zakatek, Ian Bairnson, David Paton e Stewart Elliot), il musicista cercherà di ricreare sul palco le sue magiche atmosfere musicali con una nuova band: il vocalist PJ Olsson, il chitarrista Godfrey Townsend, il bassista John Montagna, il tastierista Manny Focarazzo ed il batterista Steve Murphy. E speriamo che l’attesa dei fans italiani non venga delusa ancora una volta.

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