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Palermo, non rinunciare a vivere: togliere tavolini e sedie ai locali non è la soluzione

Dopo l'incidente mortale di via Daita il Comandante Marchese ha detto di voler rivedere il regolamento dei dehors: che si parli di revoca delle autorizzazioni?

  • 27 febbraio 2019

Via Isidoro La Lumia a Palermo

Un’auto che si schianta e si ribalta nella centralissima via Gaetano Daita (non certo il rettilineo dell’autodromo di Monza) non è probabilmente il presupposto corretto per sollevare la questione sicurezza relativamente ai problemi strutturali di una città.

Sebbene dispiaccia davvero ripescare questa vicenda che meriterebbe riflessione e dolore, a margine delle dichiarazioni del comandante della Polizia Municipale, Gabriele Marchese, vogliamo fare qualche considerazione per far sì che questo episodio possa insegnarci qualcosa.

Nello specifico, il Comandante Marchese ha dichiarato di voler rivedere il regolamento dei dehors (spazi aperti dotati di tavolini, sedie, tipico di bar e ristoranti), in quanto incidenti del genere avrebbero potuto causare danni ben maggiori laddove il misfatto fosse avvenuto nelle vie caratterizzate da queste configurazioni spaziali (via La Lumia, piena di locali è parallela alla via dell'incidente).

Il provvedimento più ricorrente sarebbe quindi quello di revocare le autorizzazioni a svariati esercizi commerciali per prevenire tali rischi.
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Torniamo all’input di questo articolo: la dinamica ricostruita dell’incidente lascia intendere che le cause siano additabili alla perdita di controllo del veicolo.

Pertanto, in queste precise condizioni, ogni area del tessuto urbano sarebbe stata in pericolo. A tal proposito va specificato che il luogo dello schianto non è di certo un punto di percorrenza ad alta velocità, motivo per cui l’associazione e il tempismo di questa dichiarazione non sono parsi proprio calzanti.

Anche una scolaresca sul marciapiede poteva potenzialmente divenire vittima di un veicolo fuori controllo.

A scanso di equivoci, un ravvedimento del regolamento è una prassi assolutamente normale e auspicata qualora migliori o scongiuri eventuali situazioni critiche.

Ma relativamente al caso sollevato, ovvero quello dei dehors, non intravediamo i presupposti per mettere in discussione indistamente tutta la categoria a fronte di un incidente totalmente fuori controllo da ogni ponderata situazione.

Specificando che chi scrive non ha alcun interesse di sorta sulla categoria, non detenendo nessuna attività commerciale su strada, è possibile estendere il ragionamento: tantissime aree pedonali o simil tali sono caratterizzate da una vocazione prettamente commerciale, con un’ingente presenza di pedoni e attività ludico ricreative che utilizzano lo spazio pubblico senza alcuna protezione.

Altrettante situazioni in città sono potenzialmente pericolose e meriterebbero ben altre attenzioni.

Soltanto le recenti cronache relative agli attentati terroristici hanno indotto le amministrazioni a preservare le zone di maggiore interesse cittadino. Tutto il resto era ed è "normale amministrazione".

Che si rivedano le concessioni a partire da giusti presupposti: l’abusivismo, un ponderato pericolo per la collettività, il decoro urbano, sempre nel rispetto delle norme vigenti ovviamente.

L’episodico ribaltamento di un’auto impazzita non crediamo debba creare quel precedente che influenzi qualsiasi decisione da qui in avanti.
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