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L'anello invisibile

L'area di cantiere, in piazza Politeama a Palermo, è nata per fare un anello ed è finita come un cappio. Stringi che ti stringi la sostanza non è variata

Gianpiero Caldarella
Giornalista e autore di satira
  • 4 aprile 2017

Caro, mi regali l'anello? E Palermo disse sì. L'anello ferroviario pareva un sogno, uno di quelli che si può fare il giro della città in pochi minuti e magari senza pagare il biglietto. Sì perché a Palermo sono più i portoghesi che i palermitani, che per fargli comprare il biglietto ci vorrebbero le teste di cuoio armate fino ai denti.

Poi però le teste di cuoio si dovrebbero scontrare con le facce di culo, quelle che: ce l'avevo qua il biglietto, dove l'ho messo? Minchia, ho dimenticato i documenti! Guardi devo scendere alla prossima fermata. L'ho dimenticato sul bancone della farmacia quando ho preso la pomata per le emorroidi del gatto.

Insomma, la tentazione di occupare un poco di spazio senza pagare, quelli che si spostano a Palermo ce l'hanno. Del resto, per i portoghesi si tratta sono di un metro quadrato, che ci vuoi fare pagare il suolo pubblico?

E allora che dovremmo dire di Piazza Politeama che è stata chiusa per quasi due anni perché dovevano farci i lavori per l'anello ferroviario e poi hanno smontato tutte le transenne e i palermitani hanno scoperto che non è stato mosso neanche un sacco di cemento? Dice che hanno calcolato male i tempi, varianti e controvarianti. Insomma, l'area di cantiere di piazza Politeama è nata per fare un anello ed è finita come un cappio. Stringi che ti stringi la sostanza non è variata.

La piazza più importante di Palermo è stata occupata per non fare niente, e come sempre, aggratis. In quello spazio transennato si sarebbero potuti esibire almeno cento musicisti al giorno. A quelli però il suolo pubblico glie lo avrebbero fatto pagare. Oppure, se non autorizzati, gli avrebbero dato il “foglio di via”, come è successo al giovane musicista olandese Hotze Convalis circa un anno fa. Inflessibili furono e trattarono quel musicista come un mafioso: Vattinni!.

Una specie di Daspo ante litteram, per la gioia di Minniti, che Palermo su certe cose viaggia sempre in anticipo. Almeno fino a quando non si tratta di prendere un mezzo pubblico o di passare una carta da un ufficio all'altro. Di chi è la competenza? Cos'è la competenza? E se fosse la destinazione finale? Tipo l'isola che non c'è? Mariaaaaa, che fa, ci dobbiamo preoccupare?

E così la storia è finita con nostri amministressori che hanno gonfiato il petto perché hanno "finalmente" (questa parola è come il prezzemolo, fateci caso) restituito la piazza alla città, ma senza anello. Come se lo fossero sfilato prima di incontrare l'amante. Oppure come se fosse un anello invisibile, che allora sì che parrebbe una storia di Calvino. E facciamoglielo un applauso. Tanto è aggratis!

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