La finestra sul cortile

HomeBlog › La finestra sul cortile

Tu chiamale, se vuoi, elezioni (regionali siciliane)

I "Saranno famosi", i "ma cu è", i "di nuovo che avanzano". Ammiccando e sorridendo invadono gli angoli delle strade per ricordarci che si candidano alle regionali siciliane

Nicola Primo
Ex politico
  • 3 ottobre 2017

Ammiccano, sorridono, promettono. E soprattutto invadono ogni angolo delle strade, per ricordarci che, udite udite, sono candidati alle regionali siciliane del 5 novembre.

Chissenefrega direte, lo direi anche io se non fosse che i tanti (troppi?) anni di vita politica, mi fanno venire strani pruriti: come si fa a non commentare i manifesti elettorali? Photoshop usato come machete è la costante di ogni campagna elettorale che si rispetti. Sono mostri e sui cartelloni come sui facsimile, diventano fighi da paura, senza rughe, magri, con la stempiatura coperta come nel Berlusconi d’antan pre-trapianto di capelli, a volte persino con un’espressione intelligente (miracoli della grafica che ancora sorprendono).

L’unico inconveniente può essere quello di non essere riconosciuti dal vivo, ma volendo essere malpensanti, potrebbe essere anche un effetto voluto. Siamo seri, dopo averlo visto vis à vis, e soprattutto dopo averlo sentito parlare, chi seriamente voterebbe per A invece che per Y?

Con i manifesti piazzati in ogni angolo delle strade e quel volto fresco, invece forse qualcuno, preso per stanchezza, potrebbe persino convincersi ad apporre quella fatidica X sulla scheda elettorale.

Nulla di nuovo sotto il sole direte, e vi sbagliereste. Perché di nuovo c’è tanto. O meglio, di nuovo che è avanzato ce n’è tanto. Ci sono gli evergreen come Antonello Cracolici che da deputato anticrocettiano annunciava di voler spegnere le luci di palazzo d’Orleans, poi è diventato assessore all’Agricoltura del governo di Saro e ha cambiato le lampadine.

Oggi, come credo dieci anni fa (la memoria mi difetta quando le legislature diventano più di 2), l’ex capogruppo del Pd all’Ars torna alla carica, con la sua "storia di politica autentica", come si legge nei suoi manifesti elettorali. E noi autenticamente lo crediamo capace di vincere, da eccellente Highlander della politica siciliana.

Come lui, dall’altra parte della barricata, il sempiterno Vincenzo Figuccia, espressione all’Ars di una famiglia che è come il tubino nero negli armadi delle donne, va bene per ogni competizione elettorale. Per l’occasione il nostro Vincenzo si è tirato a lucido, eccedendo forse un filino con Photoshop tanto che, se non fosse per il nome, si potrebbe pensare a un altro fratello della dinasty panormita, da poco entrato in politica. Il vantaggio è che votando Figuccia Vincenzo, prendi Figuccia Angelo detto Sabrina (consigliere comunale emerito, come si definisce, e Figuccia Sabrina detta Angelo e Vincenzo (anche lei oggi seduta a Sala delle Lapidi a Palermo).

E in tempi di crisi, le offerte sono sempre vantaggiose. A occhieggiare per strada ci sono tante new entry, che dai cartelloni ci raccontano la loro voglia di emergere. I "Saranno famosi?" di questo eterno talent che è diventata la politica nel nostro Belpaese. Il più diretto è Francesco Trinca che, sotto le insegne del megafono - Lista Crocetta, ci elenca il suo programma, ovvero "Costruire e sviluppare opportunità di lavoro, per te, per noi e per i nostri figli".

In un impeto di modestia, sul manifesto si legge pure "Io lo so fare" e noi, con consueto ottimismo, ci auguriamo che faccia anche un veloce ripasso sul tema, al presidente della Regione, padre nobile dei megafonini siciliani. Altra presenza stradale fissa è Alessandro Fontanini, presidente de "Il centrodestra", che già da tempo ha annunciato la sua discesa in campo con la scritta "sarò il tuo candidato". Il manifesto in corso d’opera è stato cambiato, inserendo il sostegno a Musumeci presidente, ma la foto è rimasta la stessa, così da non scontentare gli appassionati che lo hanno rimirato per circa un mese al curvone della Cala.

E tornando ai "who is?" anche detto in slang locale, "ccu è?", delle regionali 2017, spicca in città la faccia sorridente di Natalia Re, in corsa per Sala d’Ercole con il Partito democratico. In posa plastica ci dice, dall’alto del cartellone, che è un’imprenditrice e lancia uno slogan nuovo, un “sole, cuore, amore” declinato in politichese: fare, creare, lavorare. Insomma idee inedite.

A loro, agli aspiranti onorevoli, un grande e sincero "in bocca al lupo", perché conoscendo il costo medio delle affissioni pubblicitarie, non possiamo che essere solidali con loro. Infine ci sono i candidati alla presidenza della Regione. Fava, Micari e Musumeci al contrario di Cancelleri, sono molto presenti negli angoli delle strade e pur nelle chiare differenze, sono accomunati da una caratteristica fotografica evidente: via le lenti.

Tutti e tre infatti, nonostante indossino abitualmente gli occhiali, si sono fatti ritrarre senza. Dando per scontato che non sia un velato invito al voto rivolto ai produttori di lenti a contatto, non resta che pensare a un messaggio subliminale per gli elettori, da contrapporre a quello del grillino Cancelleri: io ci vedo lungo.

articoli recenti