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Da "La Boheme" al 3D ai concerti per smartphone: il 2018 al Teatro Massimo

L’inaugurazione il 23 gennaio con il “Guglielmo Tell” in francese: la stagione vede il ritorno di Carolyn Carlson, il debutto di John Turturro, le musiche di Zubin Mehta

Eugenia Nicolosi
Giornalista e scrittrice
  • 12 settembre 2017

Il palco reale del Teatro Massimo

Dieci opere, tre balletti e dodici concerti ma anche il 3D, grandi debutti e grandi ritorni: quella del 2018 per il Teatro Massimo è una stagione di innovazione e nuovi linguaggi ma con un'occhio alla storia (visualizza il programma di opere, balletti e concerti).

Infatti, aperta dal "Guglielmo Tell" (martedì 23 gennaio) per la prima volta a Palermo rappresentato in francese, la stagione celebra il 150esimo anniversario della morte di Gioacchino Rossini e porta in scena la produzione originale allestita per la prima volta alla Royal Opera House del Covent Garden di Londra per la regia di Damiano Michieletto e con la direzione di Gabriele Ferro. Un grande ritorno quello del "Guglielmo Tell", che manca dal palscoscenico palermitano da quasi sessant'anni.

«Una bellissima opera di Rossini, di rarissima esecuzione – dice il sovrintendente Francesco Giambrone – che manca da quasi sessant’anni dalle scene palermitane e che peraltro non è mai stata rappresentata a Palermo in lingua originale. La presentiamo in uno spettacolo di grande fascino visivo che uno dei più interessanti registi italiani attivo nei più prestigiosi teatri internazionali, Damiano Michieletto, ha riallestito a partire da quello visto nel 2015 al Covent Garden».

Il secondo titolo è invece il primo dei tre balletti, anch'esso figlio di una collaborazione internazionale: il "Don Chisciotte" di Ludwig Minkus, che dal 20 al 25 febbraio arriva a Palermo con la ripresa coreografica di Lienz Chang Seguono unna trilogia di coreografi di tre generazioni diverse nel segno del contemporaneo (il 28 aprile) e "Wind woman", un'altissima esperienza di danza contemporanea con le coreografie di Carolyn Carson (settembre).

Dal 21 al 29 marzo è invece la volta dell'avanguardia tecnologica portata a teatro: parliamo di "Fra Diavolo" di Daniel-François-Esprit Auber che vedrà scenografie stampate con la stampante 3D in coproduzione con l'Opera di Roma.

La terza opera, con debutto il 13 aprile, è "I Puritani" di Vincenzo Bellini seguita da "Le nozze di Figaro" di Mozart con la direzione di Gabriele Ferro (18 maggio), "Cavalleria Rusticana" di Pietro Mascagni - rappresentato questa volta insieme al film muto del 1917, "Rapsodia satanica" (l’8 giugno). e "L’elisir d’amore" di Donizetti (16 giugno).

Nell'insieme di grandi eventi un'altra data cardine è quella del 20 settembre, quando andrà in scena il "Rigoletto" di Giuseppe Verdi, che vede il debutto alla regia di un'opera lirica dell'attore John Turturro: un nuovo allestimento del Teatro Massimo in coproduzione con il Teatro Regio di Torino e l'Opéra de Wallonie Liége, che si porta dietro un cast d'eccezione (Leo Nucci, Giorgio Berrugi, George Petean, Maria Grazia Schiavo).

A concludere la Stagione è l'omaggio in chiave pucciniana che il Teatro Massimo vuole fare alla lirica nazionale, "La Boheme" per la regia di Mario Pontiggia (Il 13 dicembre).

Un capitolo a parte quello dei concerti: in tale stagione si incastra il ritorno di Zubin Mehta, dopo il trionfo di Taormina, un concerto per smartphone e orchestra, la presenza di grandi bacchette come Fabio Biondi, Asher Fisch, Michele Mariotti e il ritorno di Giovanni Sollima e Fabrizio Bosso o ancora la collaborazione con il Brass Group.

Dodici serate inaugurate l’8 febbraio con "i Poemi dell’estasi": Zemlinsky e Skrjabin eseguiti dall’Orchestra del Teatro Massimo diretta da Gabriele Ferro.

Segue "l’Ouverture 1812" con tanto di colpi di cannone di Pëtr Il’ic Čajkovskij (l’11 febbraio), e Wayne Marshall, nella doppia veste di direttore e pianista, (il 3 marzo) per una serata di tributo a George Gershwin e Duke Ellington. Il 7 marzo vede l'atteso Zubin Mehta per la "Messa da Requiem di Verdi" affiancato dal soprano Maria Agresta, il mezzosoprano Marianna Pizzolato, il tenore Giorgio Berrugi e il basso Oleg Tsybulko.

Il 14 maggio viene riproposto Il "Diluvio universale" di Michelangelo Falvetti e il 21 è la volta del concerto Swing con l’Orchestra Jazz Siciliana del Brass Group e Fabrizio Bosso solista alla tromba. Il 30 maggio Orchestra e Coro del Teatro Massimo saranno nuovamente diretti da Gabriele Ferro in un programma vario e trasversale.

Il 31 ottobre "Mahler Quinta", altro atteso appuntamento con Michele Mariotti, che precede il debutto palermitano del compositore e direttore Tan Dun (il 24 novembre) per un concerto interattivo, con triangolazione tra video, violoncello e orchestra.

Per il concerto conclusivo, il 2 dicembre, il direttore musicale Ferro torna a dirigere Orchestra e Coro del Teatro Massimo con un programma che accosta a due grandi pagine di Johannes Brahms e Aldo Clementi.

Gli abbonamenti possono essere fatti dal 15 settembre al 15 ottobre per gli abbonati con diritto di prelazione e dal 24 ottobre al 10 dicembre per i nuovi abbonati e prevedono diversi pacchetti tra cui quello ridotto per gli Under 35.

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