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Giulia e Simone: da Palermo a Berlino portando anelletti, panelle e caponata

Dalle panelle agli anelletti al forno, senza scordare le arancine: a Berlino è presente un apprezzato ristorante aperto da una siciliana, con prodotti tipici e profumi di Sicilia

Caterina Damiano
Giornalista e Coordinatrice di redazione di Balarm
  • 11 settembre 2017

Giulia Paolillo

Cosa succede se camminando per Berlino, tra un currywurst e uno strudel, si viene colti da un forte attacco di nostalgia e si volesse mangiare un bel piatto di anelletti al forno? Contro qualsiasi previsione non si deve attendere il ritorno in terra natìa per scacciare questa malinconica fame, ma spostarsi nel quartiere di Prenzlauer Berg.

Proprio lì, in quel di Rhinower Street, si trova "Orlando", apprezzato ristorante nato dall'impegno di Giulia Paolillo, che dopo un lungo viaggio in Sicilia ha deciso di trasportare a Berlino tutto il meglio della cucina siciliana (visualizza il video).

Tra caponata e arancine, a dare una concreta mano alla Paolillo è lo chef Simone Proietto, che prepara e rielabora le ricette senza mai intaccarne la tradizione e il gusto, dando vita a piatti d'alta qualità.

I partner di "Orlando" sono tutti giovani imprenditori siciliani: così, i vini, i liquori, gli amari e gli ingredienti dei vari piatti partono proprio dalla Sicilia per arrivare a Berlino, dove vengono serviti trasmettendo tutto l'amore per l'Isola.

Anche la scelta del nome del locale non è casuale: Giulia, palermitana, ha deciso di omaggiare un'altra tradizione tipicamente siciliana, quella del Teatro Popolare dei Pupi che, racconta le gesta dell'Orlando Furioso.

L'impegno di Giulia e Simone, così come quello dell'intero staff che ogni giorno consente di preparare e servire pranzi, aperitivi e cene (il ristorante rimane aperto fino alle 22) è ricompensato dai visitatori: sia i berlinesi che i turisti apprezzano il locale e le sue pietanze.

Così "Orlando" si pone come punto di riferimento tanto per tutti i siciliani ammalati di nostalgia canaglia che attanaglia lo stomaco quanto per i teutonici abitanti che si ritrovano a gustare un sicilianissimo Nero D'Avola e magari a chiudere in bellezza il pranzo con un cannolo rigorosamente farcito sul momento con la tradizionale ricotta di pecora.

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