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Il "Babbalucio" preso sul serio: le vere proprietà nutritive e come mangiarlo

Per la Santuzza tutto è concesso! E ad alleviare il senso di colpa da street food ecco un approccio scientifico ai "babbaluci": buoni, nutrienti, ipocalorici e ricchi di minerali

Laura Napoli
Biologo nutrizionista
  • 15 luglio 2017

“U festino”, la festa per eccellenza del palermitano, più importante di onomastico, comunioni, compleanni, Natale e capodanno.

La notte tra il 14 e il 15 Luglio si festeggia la santuzza per le strade del centro storico seguendo il carro che dalla cattedrale arriva fino al foro italico.

In questi due giorni, per le vie di Palermo, il cibo da strada trova la sua massima espressione: crocchè, panelle, pane cà meusa, sfinciune, babbaluci e scaccio. Vi chiederete se... anzi no, non chiedetevi nulla.

Per la Santuzza tutto è concesso! E per non farvi sentire troppo in colpa tra una fritturina e un'altra, oggi voglio elogiare uno di questi "street food" che non solo sono buoni ma hanno anche delle ottime proprietà nutrizionali.

Il nome babbaluci deriva dall'arabo "babuch", lumaca e sono una delle specialità tipiche delle nostra tradizione culinaria. È un piatto insolito per chi non è del luogo (più famosi sono i bocconi di mare) è quello che non si conosce è l'alto valore nutrizionale che ci riservano.

Ebbene sì, le lumache sono un alimento ipocalorico con un'alta concentrazione di proteine e grassi polinsaturi (quelli buoni). Per il buon contenuto proteico, ad alto valore biologico, sono indicate per chi ha deficit proteico dovuto a patologie ma anche in stati fisiologici particolari quelli gravidanza e allattamento o ancora per incrementare la massa muscolare di chi fa sport.

I grassi polinsaturi, d'altro canto, sono un toccasana per cuore e arterie perché favorisco l'eliminazione del colesterolo in eccesso.

Ottimo anche il contenuto di sali minerali, utili in questa stagione calda dove, con il sudore, si hanno maggiori perdite e nel post-allenamento per ripristinare l'equilibrio idro-salino.

Come si cucinano? Le lumache possono essere cucinate in tanti modi ma da buona tradizione ne esiste solo uno in grado di stimolare le nostre papille gustative: i babbaluci alla palermitana.

Lessate le lumache in acqua bollente per 5 minuti (a partire dal bollore), lavatele e fatele sgocciolare. In un tegame mettete dell'olio extra vergine di oliva, qualche spicchio d'aglio trito, un mazzetto di prezzemolo trito, sale, pepe, e i nostri babbaluci.

Accendete il fuoco (fiamma bassa) e fate cuocere, rimestando spesso, per 15 minuti. Qualcuno aggiunge anche un po' di pomodoro a pezzetti che, a mio avviso, non guasta mai.

Adesso che il languorino si è fatto sentire... buona Santuzza a tutti.

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