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La cultura genera l'integrazione: il progetto "Come.in"

Dall'impegno di varie associazioni, nasce il progetto "Come.in" che tramite pratiche innovative vuole fornire ai migranti supporto e occasioni di integrazione culturale

  • 3 aprile 2017

Il confronto, le idee, la contaminazione positiva di valori ed esperienze, per promuovere l’integrazione dei rifugiati in Europa: arriva il progetto "Come.in", che prova a declinare il linguaggio dell'accoglienza affiancando al sostegno istituzionale quello basato sulla comunità.

Tramite pratiche innovative, attività culturali e sfruttando strumenti crossmediali, dal linguaggio audiovisivo a quello multimediale, il progetto mira a supportare cittadini e cittadini di quattro paesi (Italia, Malta, Grecia e Romania), di inserirli in un quadro di integrazione e socializzazione.

Come affrontare il fenomeno dei flussi migratori? Che risposta dare oltre alla "semplice" accoglienza? Mettendo in rete l’esperienza di associazioni e organizzazioni no-profit operanti in ambito sociale, "Come.in" offre ai migranti la possibilità di tutelare e valorizzare la propria identità a partire dalla lingua.

A mettere in campo le idee e la propria esperienza sono CISS/Cooperazione Internazionale Sud Sud (Italia), circolo Arci Porco Rosso (Italia), associazione Tavola Tonda (Italia), associazione Maghweb (Italia), Encardia (Grecia), The People for Change Foundation (Malta) e Apel Service Association (Romania). A curare l’intera identità grafica del progetto è l’associazione Maghweb di Palermo.

Sette le attività destinate a 470 rifugiati, tra quelle già attive e quelle in programma. 200 i docenti, artisti e operatori culturali, giovani e studenti coinvolti. A far da volano all’intero progetto, e ai laboratori che partiranno nelle prossime settimane, è l’attivazione del Centro di orientamento culturale rivolto a rifugiati presso lo “Sportello Sans-Papiers” organizzato da Arci Porco Rosso, realtà che già oggi consiglia e indirizza, facendo da primo hub, centinaia di “sans-papiers”.

Tra le attività in programma, quindi, la creazione dello spazio interattivo e multimediale "Migrants' routes", la realizzazione di un documentario che raccolga i percorsi e le storie personali dei rifugiati, in modo da migliorare la percezione generale della differenza culturale; un laboratorio fotografico per rifugiati, per la ricostruzione di identità narrative attraverso la fotografia; un workshop transnazionale per operatori sociali, artisti e rifugiati; la realizzazione di una piattaforma gratuita on-line per la pubblicazione della mostra interattiva.

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