BENI CONFISCATI

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Un bene confiscato diventa la Casa della Cooperazione

Fa parte del circuito Arci ed è uno spazio comune, aperto e polivalente, che offre alla città di Palermo servizi e opportunità di crescita sociale e culturale

Eugenia Nicolosi
Giornalista e scrittrice
  • 20 marzo 2017

Era il 2011 quando il Ciss Cooperazione Internazionale Sud Sud ha presentato al Comune di Palermo il progetto per la realizzazione di una “casa della cooperazione e della solidarietà internazionale”. Oggi questo luogo di crescita sociale, culturale e territoriale è realtà. 

La Casa della Cooperazione ha infatti aperto i battenti restituendo un luogo confiscato alla mafia alla città sotto forma di spazio polifunzionale. Si trova in via Porta di Mare, a pochi metri da villa Giulia e rientra nel circuito Arci. 

Dopo l'inaugurazione istituzionale, avvenuta lo scorso venerdì 17 marzo, a cui hanno partecipato anche Sergio Cipolla, Presidente del CIss e il sindaco Leoluca Orlando, si è svolta una la festa di tesseramento con musica dal vivo, ma è possibile anche aderire e tesserarsi online.

Intesa come libera, soprattutto dalle dinamiche malavitose, la Casa è uno spazio confiscato alla mafia che ospiterà attività di operatori culturali alle start up, da momenti di incontro per la cittadinanza attiva a iniziative di carattere sociale, la rientra nel circuito Arci.

Il progetto parte dalle necessità dei cittadini della II Circoscrizione di Palermo di riqualificare un bene confiscato e tra le iniziative interne c'è anche quella di dare vita a un Cafè Solidale che vende prodotti a filiera corta e equosolidali e uno sportello informativo per le donne e per i giovani.
La Casa della Cooperazione è un progetto attivo anche grazie al sostegno di alcuni partner: l’Apa, Accademia di Psicologia Applicata, Al Janub, YAM SRL, l’associazione Casa dei Bimbi l’istituto ’Alessandro Volta” e l’istituto “Gioeni Trabia”. 

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