Palazzi storici in Sicilia

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Palazzo Butera

Indirizzo
Via Butera 18 - 90133 Palermo - Vedi mappa
Apertura
In fase di restauro, chiuso al pubblico
Telefono
091.6110162
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Palazzo Butera è una delle dimore più affascinanti e ricche di storia di tutta la Sicilia, una vera e propria reggia che sorge nel cuore dell’antico quartiere della Kalsa.

Sappiamo con certezza che, in seguito alle proprietà precedenti dei Branciforte e dei Gravina, il palazzo già nel 1735 aveva l’aspetto attuale, con il monumentale prospetto rivolto verso il mare. I successivi interventi furono realizzati per uniformare l'edificio al contiguo palazzo Moncada e alla dimora di Francesco Benso Landolina duca della Verdura, dal quale si voleva probabilmente ricavare un grande salone da ballo.

Dall’elegante scalone in marmo rosso di Trapani si accede al piano nobile che ha inizio con la grande sala di rappresentanza, sul cui soffitto campeggiano gli araldi della famiglia Branciforte, il leone rampante con vessillo e due zampe mozzate, e sulle cui pareti sono apposti i ritratti degli antenati della famiglia e le vedute delle proprietà dei Butera. A seguire si incrociano i numerosi salotti e saloni, in primis il sontuoso salone destinato a sala da pranzo.

A causa di un incendio, avvenuto nel 1759, gran parte del palazzo rimase distrutto, tanto che si è persa traccia di tutte le opere decorative realizzate dal Sozzi e dal Martorana.

L'incendio fu, però, occasione per un gran rinnovo, che oggi ci lascia testimonianza attraverso le splendide pitture raffiguranti prospettive architettoniche a trafori che decorano i soffitti dei saloni del piano nobile e del secondo piano, oltre alle collezioni di dipinti, i lampadari in vetro di murano, gli eleganti arredi, i raffinati soprammobili e i ricchi pavimenti.

Il fascino di questo luogo, con il suggestivo panorama sul golfo di Palermo, colpì l'immaginario del poeta tedesco Goethe che vi soggiornò, durante il suo viaggio in Sicilia.

Dopo la proprietà di Stefania Branciforte, ultima principessa di Butera, il Palazzo passa prima ai Lanza, principi di Trabia e duchi di Camastra ed, infine, al principe Pietro Lanza Galletti e alla moglie Giulia Florio d’Ondes, dal 2016 è proprietà del collezionista e gallerista Massimo Valsecchi, che ne ha avviato un imponente progetto di restauro e rinnovamento, per creare un grande museo d’arte classica e moderna.