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Società e Costume
Sette tipi di "pasquettatori", sette tipi di Palermitani: in occasione dell'avvicinarsi della classica scampagnata ecco una lista tutta da ridere. E voi quale siete?

Dimmi che fai a Pasquetta e ti dirò che palermitano sei


WALTER VITALE 

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La Pasquetta è vicina e cresce la frenesia: c'è chi cerca l’aria aperta, chi vuole stare in famiglia, chi la trascorre con gli amici, chi in un museo. Proviamo a scoprire i tipi di pasquettatore più diffusi a Palermo.

1. LO SCALATORE. Fra le anse della tortuosa via che si arrampica sul “promontorio più bello del mondo”, sotto lo sguardo della Santuzza, c’è un tipo di palermitano che preferisce l’aria di montagna senza troppo allontanarsi dalla rassicurante città. Monte Pellegrino si trasforma in un parco a terrazze in cui automobili e piccoli bracieri spuntano come funghi. Fra un caddozzo e una puntina, il palermitano alpinista osserva e controlla che i suoi concittadini assolvano la funzione di pasquettatori così come da tradizione.

2. IL PALERMITANO D.O.C. Ogni Pasquetta un pasquettatore si alza e sa che dovrà correre più veloce di un altro pasquettatore per un ambito posto nel regno delle scampagnate palermitane: la Favorita. Armi e bagagli già pronte all’alba, intere famiglie partono verso il parco cittadino, addestrate a dovere per individuare il posto migliore, l’albero migliore, l’ombra migliore! La sera prima ci si ritrova tutti insieme per il rito della danza anti-pioggia, unico rimedio del tradizionalista che alla Pasquetta in Favorita non sa proprio rinunciare. Piccole automobili si trasformano in mini bus dove padri, madri, figli, nipoti, zii e nonni, trovano posto fra carbonella, diavolina, sedie, tavoli, stigghiole e ruote di salsiccia in un meraviglioso tetris che nemmeno lo scacchista russo più agguerrito potrebbe eguagliare.


3. IL BRITISH. Ampi prati verdi, grandi plaid a scacchi, cestini di vimini. Hyde Park? Macché! Il Foro Italico, ovviamente. Soluzione ideale per chi ama respirare un’aria più internazionale: fra tanti aquiloni che si stagliano nel cielo azzurro (almeno si spera, a meno che non si voglia ripetere l’esperimento di Benjamin Franklin) e affascinanti partite di cricket delle comunità originarie del Commonwealth, il palermitano può crogiolarsi al tiepido sole primaverile rinunciando all’aria densa del fumo dell’arrostuta e optando per la più salutare brezza marina.

4. L’ESTIVO. Sole, più giornata libera, uguale Mondello. Ecco l’equazione a cui il palermitano estivo fa fedelmente riferimento. Cosa c’è di meglio che prepararsi con anticipo alla stagione delle stagioni? E quindi, pronti via! Che si tirino fuori i costumi da bagno i costumi da bagno, che si postino foto intitolate “nemmeno fossero i Caraibi”. Un SuperSantos (o SuperTele per i più anticonformisti), un panino con le panelle e pronti ad insabbiare tutti i pensieri di un inizio settimana rimandato. E a fine giornata la domanda di rito: “Ma ho preso un po’ di colore?”

5. IL PRIVÉ. C’è chi può e chi non può. “Io può”, direbbe Totò. E lo dicono tutti coloro che posseggono una seconda casa e che amano ricreare in essa l’atmosfera dell’arrostuta condivisa, ma più chic! Gloria quindi all’amico che possiede u’ billino, che sia a Mondello o nella provincia palermitana, poco importa. Occhiali da sole, t-shirt un po’ usata, jeans e sneakers: la divisa perfetta per profumarsi dei vapori della carne alla brace ed infilarsi direttamente nella lavatrice una volta rincasati. I più esperti avranno con loro un cambio: il gavettone è sempre in agguato!

6. L’ESCURSIONISTA. Alla ricerca della natura più incontaminata e più selvaggia? Assolutamente no. Qui si cercano tavoli, barbecue in muratura e bagni chimici! Una vera corsa al tavolo, ricostruzione perfetta dell’ultima scena di Cuori ribelli, dà inizio alla giornata del pasquettatore escursionista. La fanteria, di cui spesso fanno parte i più giovani della famiglia, è il reparto addetto alla conquista della postazione. Segue l’artiglieria pesante, dotata di ghiacciaia, damigiane di vino rosso, pasta al forno e carciofi per dessert. La giornata è destinata a concludersi con le interminabili code del rientro, ma ne sarà valsa la pena.

7. IL COLTO. C’è chi segue le vicissitudini dei custodi dei musei siciliani più intensamente di quanto ha potuto fare un italiano per la finale di Berlino del 2006. È il pasquettatore colto, sempre informato sui musei aperti, ancora più informato su quelli gratuiti. Un’occasione troppo ghiotta quella della città vuota per non vivere il centro storico ed elevare lo spirito davanti alle magnificenze palermitane. A fine giornata, mentre i tg daranno notizia dell’esodo e delle code chilometriche, il pasquettatore colto se la riderà facendo oscillare il vino nel suo bel calice.

E voi dove pasquettate?

 
27 marzo 2016