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"Malavoglia": Scimeca racconta il Sud e i giovani

Un film per raccontare la realtà del nostro tempo, di un Sud povero e privo di prospettive, di migranti che arrivano e non trovano accoglienza

  • 2 maggio 2011

Raccontare il Sud, i giovani e i problemi che li circondano: stiamo parlando di “Malavoglia”, del regista Pasquale Scimeca, liberamente tratto dal romanzo di Giovanni Verga. Prodotto da Arbash, Cinesicilia, Classic, Cinecittà Luce in collaborazione con Rai Cinema, il film è stato presentato nella sezione Orizzonti del Festival del cinema di Venezia, oltre ad aver vinto l’Efebo d'Oro. Il film conserva intatta la storia del romanzo: la barca Pruvirenzia (Provvidenza) affonda durante una tempesta e i Malavoglia si trovano a dover fare i conti con i debiti.

Ma la storia di Scimeca si svolge ai giorni d’oggi, in provincia di Siracusa: è infatti il Sud il vero protagonista della pellicola, una terra che, nonostante il passare del tempo, continua a essere avara e ingiusta nei confronti dei suoi abitanti, in particolare verso le nuove generazioni e verso gli immigrati che raggiungono in barca le coste della Sicilia. Se le colpe della disgrazie della vita sono attribuite al destino da Giovanni Verga, Scimeca le addossa alla società moderna, volutamente criticata. Basta notare che il protagonista Padron ‘Ntoni è un giovane siciliano che si trasferisce al nord per inseguire il sogno di diventare un famoso Deejay.

Il cast del film è costituito da attori non professionisti. Un film tra Giovanni Verga e Luchino Visconti, ambientato a Porto Palo, per raccontare la realtà del nostro tempo, composta da giovani in un Sud povero e privo di prospettive, disperati, di anziani rimasti senza nulla, di migranti che arrivano e non trovano accoglienza. I “Malavoglia “ arriva finalmente nelle sale, la sua attualità risulta ancora più evidente, se guardato alla luce del dramma di Lampedusa, la morte di donne e bambini a un passo dalla nostre coste.

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