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A 4 anni cuciva già i bottoni: la vita tra il ricamo e i bambini di Maria Anna, il ''tesoro umano''

La nobile arte del ricamo raccontata da una ricamatrice, artigiana e artista nissena, da poco entrata a far parte del REIS, il Registro eredità immateriali della Sicilia

  • 6 agosto 2021

Maria Anna Bonaffini

«Io sono un'eterna creativa, non mi piace il copia e incolla, esprimo la mia essenza nelle opere», ci dice Maria Anna Bonaffini, ricamatrice, artigiana e artista nissena, da poco entrata a far parte del REIS (Registro eredità immateriali della Sicilia) e a tal proposito ci svela il suo timore e la grande gioia: «Quando mi hanno proposto questa cosa, mi sono sentita molto piccola, intimorita, è stato emozionante.

Preservare, tutelare, tramandare lo faccio a prescindere, per me è naturale». Maria Anna impara a ricamare da bambina. Nonostante nella sua famiglia l'arte del ricamo fosse molto sentita, non ha imparato in famiglia ed è autodidatta: «Ero a Sesto San Giovanni, c'era una signora che mi dedicò alcune ore per insegnarmi le prime cose e ho imparato subito, ho continuato come autodidatta.

Non sono cresciuta a pane e ricamo, le mie zie brave ricamatrici ma tutte fuori dalla Sicilia – ci racconta – e mia madre mi dice che a 4 anni già mettevo i bottoni». Insomma, il ricamo Maria Anna ce l'ha nel DNA e fin da piccola manifesta questa inclinazione. Tutto inizia grazie a sua figlia, che a 4 anni ha voluto imparare la tecnica dell'uncinetto: «Mia figlia è la mia più grande ispirazione.
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Ho pensato ''come lo fa lei, lo possono fare anche gli altri bimbi'', allora coinvolsi alcune bambine, per poter interagire con i bambini mancini ho imparato a lavorare anche con l'altra mano», così nasce il progetto ''Ricamiamo giocando'', tra il 2008 e il 2009, che ancora oggi cresce ed è stato portato avanti online anche durante il lockdown: «''Ricamiamo giocando'' è come un figlio per me, lo lascio libero ma con un occhio vivo.

''Manidoro Rimini'' ha fatto tanto perché il progetto decollasse, loro come me hanno lo stesso obiettivo, quello di tramandare e tutelare - ci racconta - lo scopo è diffondere il progetto in tutta Italia, farlo adottare da diverse signore e ognuna applica la propria tecnica (a Favara il tombolo, a Lentini macramè, tessitura a Pisa, cucito creativo a Modena). Il vero tramandare è ai bimbi, i bambini devono portare avanti le tradizioni», ci dice con convinzione, credendo nell'importanza di trasmettere l'antico sapere soprattutto alle nuove generazioni.

Maria Anna ha un curriculum di tutto rispetto, è riuscita a far diventare internazionale un progetto nato a Caltanissetta. Nel 2009 il progetto è stato inserito nelle scuole primarie di Caltanissetta, nel 2011 viene selezionata dall'Istituto Italiano di Cultura in Algeria per rappresentare l'Italia e la Sicilia: «All'inizio i genitori erano molto diffidenti, poi invece è andato tutto bene.

È venuto il ministro della cultura, l'ultimo giorno eravamo al palazzo della cultura». Nel 2013 rappresenta l'Italia a Marsiglia e nel 2015 forma la prima classe di ricamo di bimbe che hanno iniziato a partecipare a concorsi nazionali e internazionali: «Abbiamo ricevuto la lettera dal presidente della Repubblica», ci racconta con entusiasmo, e ci svela anche che le bambine, per ringraziare il presidente della Repubblica, che le ha incoraggiate e motivate, stanno realizzando un regalo per lui e presto ne sentiremo parlare.

''Entusiasmo'' è la parola che la rappresenta maggiormente, Maria Anna ama il suo lavoro, la sua arte e i bambini: «Mi sento privilegiata e fortunata. Quando vedo una bambina che riesce a realizzare le prime cose mi emoziono tantissimo», ci racconta. Sempre nel 2015 lavora per Dolce&Gabbana con la tecnica dell'uncinetto artistico su telaio, una sua tecnica innovativa.

Recentemente ha partecipato a un concorso alla Pinacoteca del Lussemburgo, con l'opera ''Terra mia'', dedicata alla Sicilia: «Un quadro con maioliche di Caltagirone, cannolo ricamato stilizzato, l'asso di bastone, l'azzurro delle onde nella tramatura del legno», ci dice. Maria Anna ama molto la sua terra, nonostante abbia vissuto fino agli anni del liceo in Francia, dove il padre lavorava, parla infatti correntemente il francese, avendo frequentato le scuole d'oltralpe.

Oltre ad essere presidente dell'associazione ''Lady Anna, i ricami della nonna'', da poco, ''due giorni fa'', sempre per valorizzare il sud, prende parte alla realizzazione di una nuova associazione: «Recentemente ci siamo riuniti, siamo un gruppo di maestrie del ricamo, da vari punti del sud Italia e abbiamo l'associazione ''Rakkamari'', dall'arabo. Lo scopo è divulgare e tramandare le tecniche del sud», ci racconta. In occasione di una mostra che si terrà a dicembre, l'associazione ''Mani attive'' da Cascina, dove si trova il museo del mobile, ha dato loro l'esclusiva di alcuni disegni da ricamare.

I progetti e i ricami non finiscono mai, parola di Maria Anna.
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