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A Palermo se dici via dei Materassai dici Florio: forse non conosci la sua (vera) storia

Palermo è una città millenaria e non possiamo ridurre solo agli ultimi due secoli le vicende di un importante tratto viario e commerciale come questa antica strada

Antonino Prestigiacomo
Appassionato di storia, arte e folklore di Palermo
  • 19 gennaio 2023

L'antica via dei Materassai a Palermo

Nel sentire popolare quando si nomina la via dei Materassai immediatamente sovviene la vicenda ormai romantica della famiglia Florio.

In questa via, infatti, ebbe inizio l'ascesa economica di Paolo prima e di Ignazio e Vincezo Florio poi, grazie alla gestione di un'aromateria, senza contare il fatto che oltre all'attività commerciale, Paolo Florio e la moglie Giuseppina Saffiotti abitarono nel piano di San Giacomo la Marina e, dopo la morte di Paolo, Giuseppina, il figlio Vincenzo e il cognato Ignazio si trasferirono in una piccola abitazione proprio in via dei Materassai.

Inoltre «È sempre nella via Materassai che abitarono nello stesso periodo (dei Florio) gli inglesi Benjamin Ingham e John Woodhouse che con i Florio daranno una svolta decisiva all'economia isolana».

Essendo quella dei Florio una storia relativamente recente e famosa, rispetto ai nostri tempi, per di più varie volte romanzata in libri di più o meno successo, non poteva che collegarsi ad essa anche la storia della via Materassai.
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Ma dato che Palermo è una città millenaria non possiamo ridurre solo agli ultimi due secoli le vicende di un importante tratto viario e commerciale quale fu la via dei Materassai, ove fino al secolo scorso la circolazione era «quasi impossibile» mentre oggi invece la strada è quasi deserta.

La piazzetta Garraffello e la piazza di San Giacomo la Marina sono collegate dalla via Materassai, una strada del quartiere della Loggia dove fino a non molto tempo fa erano concentrati i fabbricanti di materassi.

Nella piazza del Garraffello (antico piano della Loggia), proprio dirimpetto la fontana dalle “otto bocche”, aveva inizio la “ruga Catalanorum”, cioè la strada dei Catalani, ovvero la strada dei Materassai, e nel suo principio era fiancheggiata a sinistra dalla Loggia dei Catalani e a destra dalla Loggia dei Genovesi.

Le logge erano strutture porticate e non, entro le quali avvenivano i commerci di queste due grandi “nazioni estere” mercantili.

Rosario La Duca ricorda che «in un documento del 1281 si fa cenno ad una casa posseduta dal monastero della Martorana “in civitate Panormi extra Cassarum in contrata Sancti Iacobi de Maritima in contrata Matrahinorum” (nella città di Palermo fuori del Cassaro nella contrada di San Giacomo la Marina nella contrada dei Materassai)» e dice poi che «verso la metà del Settecento gli artigiani che confezionavano materassi spostarono le loro botteghe nella via degli Spadari, che in conseguenza prese il nome di via dei Materassai».

Questa strada pare abbia avuto diversi nomi nel corso del tempo, in base alle “maestranze” che vi si praticavano e risiedevano. Fu detta: «ruga dei Catalani, via degli Argentieri, vanella degli Spadari e dei Materazzari».

Il Marchese di Villabianca nel descrivere le strade del quartiere della Loggia, appena dappresso alla via degli Argentieri scrive: «Tirando poi il corso della strada seguono i spatari, bagullari (fabbricanti di bauli), scarpari, lanceri, confitteri e da man destra i cassàri e da man sinistra i matarazzari».

Gioacchino Di Marzo in una nota al testo del Villabianca aggiunge che «tutte queste diverse arti avevan botteghe nel corso della stessa via de' Materassai». Stando perciò alle parole del Di Marzo, quella che conosciamo noi come via dei Materassai in realtà era stata una via commerciale incredibilmente fitta di tanti altri artigiani, una sorta di piccolo centro commerciale “ante litteram”.

Ma le maestranze più importanti della via Materassai furono in origine i Coltellieri sino al XVI secolo e poi gli Argentieri e gli Spadari. Infatti la via Materassai nel corso del Settecento era divisa in due da queste ultime maestranze.

Dal centro della strada sino alla piazza del Garraffello vi stavano gli Argentieri, dalla seconda metà della strada sino a piazza San Giacomo la Marina vi stavano gli Spadari.

Questi furono sostituiti dai Materassai allorquando nella seconda metà del Settecento fu varata una legge che impediva di portare liberamente armi in pubblico, cioè, le spade. Gli Spadari perciò decaddero in conseguenza alla perdita consistente dei loro clienti.

Gli Argentieri invece si spostarono nell'odierna via Argenteria vecchia, lasciando l'intera strada ai Materassai. In una vecchia incisione di Francesco Ciché, celebre incisore del XVIII secolo, si vede la strada dei Materassai «adornata da un arco di trionfo realizzato dagli argentieri in occasione dell'incoronazione di Carlo III re di Spagna».

Questo disegno può spiegare meglio di tante parole quanto a suo tempo fosse importante tale strada e darci la possibilità di immaginarla fitta di gente e di bei palazzi in buono stato, al contrario di come ci appare oggi per via di bisognosi restauri dei quali l'intera strada e la zona circostante avrebbero bisogno.

Tuttavia il senso forse banale di quest'articolo vuole essere quello di suggerire ai lettori di non “cristallizzare” la storia della nostra città solo all'epoca che più ci colpisce, ma di renderla fluida in modo da avere sempre chiara nella mente, per quanto possibile, la sua evoluzione e, se ci riusciamo, a trarre vantaggio da essa.

(Per approfondimenti su questo argomento confronta Palermo Felicissima di Nino Basile Volume III pag. 321 e seg.; I mercati di Palermo di Rosario La Duca pag. 56 e seg.; I Florio di Orazio Cancila pag. 29-45; Dietro le quinte del teatro del sole di Maria Mimma Gambino pag.pag. 152 e seg.; Sulle orme dei Florio di Gaetano Corselli D'Ondes e Paola D'Amore Lo Bue pag. 85; Opere storiche inedite sulla città di Palermo ed altre città siciliane di Gioacchino Di Marzo Vol. I pag. 264 e seg.)
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