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Cose che solo a Bagheria puoi fare e vedere: l'arco dei baci centenari sospesi sul mare

Un luogo reso famosissimo dalla Perugina e i suoi noti "baci". Si sono formate più coppie lì su, ma anche lì giù, che in una stagione di Beautiful

Sara Abello
Giornalista
  • 1 marzo 2022

Molti, ma non tutti, sanno che Bagheria possiede uno degli scorci più suggestivi, iconici e sacri per gli innamorati di tutto il mondo: l’Arco azzurro. Per noi dipendenti dal cioccolato, anche noto come l’Arco dei Baci, e che baci succulenti voglio aggiugere! La Sicilia tutta, e Bagheria in particolar modo, è da sempre stata scelta come sede per set cinematografici, televisivi, pubblicitari e photoshooting a tignitè.

L’Arco azzurro infatti deve la sua fama, più ancora che all’unicità morfologica della sua passerella di roccia sospesa a poco più di 10 metri di altezza sul livello del mare, ai Baci di cioccolato che lo hanno consacrato ad imperitura fama attraverso una pubblicità del 1974. Da allora si sono formate più coppie lì su, ma anche lì giù, che in una stagione di Beautiful.

Sulla durata di alcune di loro non mi voglio esprimere, per carità...vero è che si tratta di una location perfetta, che sarebbe capace di persuadere con le sue emozioni anche i meno inclini a far promesse di amore eterno, e che poi, fatto qualche passo più in là, lontano dalla scultura naturale e dal coinvolgimento emotivo, se ne pentono malamente.
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Dal 2017 la comunità si è riappropriata di questo monumento naturale che si incornicia all’interno di uno spettacolo tra i più fascinosi della costa settentrionale della Sicilia, per anni visibile solo dal mare. È stato solo grazie al lavoro del Comune e alla solidarietà di molte associazioni, che questo spazio, ormai sottratto alla speculazione edilizia che per anni l’ha fatta da padrone, è tornato ad essere fruibile.

Oggi l’arco è infatti visibile quotidianamente dalla terrazza del geosito prospiciente sul mare, ed è reso vivo dalla moltitudine di eventi che vi si susseguono non solo nella bella stagione. Certo, è vero anche che poi il Covid ha imposto una brutta battuta d’arresto a quello che per alcune stagioni era stato un valido progetto di valorizzazione dell’area. Festival jazz, spettacoli teatrali, narrazioni, presentazioni di libri, degustazioni di vini e momenti dedicati alla meditazione che speriamo possano tornare presto, hanno rivitalizzato lo scorcio reso celebre anche dalle fotografie di Fosco Maraini.

Oggi, i pannelli didattici posti lungo il cammino che conduce sino al belvedere, raccontano la sua storia e informano i tanti turisti, spesso anche visitatori locali, che in passato non avevano la possibilità di visitarlo dalla terraferma, ma solo dal mare e con piccole imbarcazioni che potessero consentire di giungere sino alla piccola insenatura sotto l’arco.

Dal 1974 la lunga storia dell’Arco azzurro si intreccia con l’atrettanto salda storia dei cioccolatini lanciati dalla Perugina nel 1922, cent’anni di dolcezza e gioie per noi consumatori. Altro che biscotti della fortuna... chi nega di esser curioso sulla frase che troverà impressa a caratteri microscopici dentro il pizzinino su carta trasparente, da leggere rigorosamente in controluce, mente! E tutto questo prima ancora di lanciarsi il cioccolatino in bocca, dove si scioglie e avvolge il palato in un abbraccio paradisiaco di felicità per chi lo mangia.

Attenzione però a restare sempre discretamente vigili perchè, vi parlo per esperienza personale, se non stai bene attento, quella granella goduriosa ti va di traverso e ci resti per sempre. La storia dei Baci di cioccolato è intricata proprio come le rocce che gli hanno fatto da set, e vi assicuro che molti dei suoi aspetti sono sconosciuti a tanti di noi...sapevate ad esempio che da sempre vivono una vita parallela con il mondo della moda? La loro creatrice è stata infatti Luisa Spagnoli, sì quella della catena di negozi di abbigliamento, che però in origine, prima di diventare una portentosa imprenditrice italiana, aveva una drogheria insieme al marito, il vero signor Spagnoli.

Nel loro laboratorio è nato quel miscuglio di cacao, granella di nocciole che in realtà erano destinate allo scarto, e cioccolato fondente sormontato da una nocciola intera. Quando si dice «non si butta via niente»...e meno male! Da quella piccola drogheria è nata la Perugina, nel centro storico di Perugia appunto, e che aveva tra i soci un certo Buitoni, quello della pasta per intenderci, con cui i mal pensanti vociferavano che Luisa avesse una tresca, insomma i baci volavano davvero!

Anche se, il primissimo nome dato a questi cioccolatini era “cazzotti”, profetico se la storia tra i due fosse stata vera, per la loro forma simile a quella di un pugno. Poi però, un altro dei soci della Perugina pensò, facendo di fatto la loro fortuna, che servisse un nome un po’ più garbato ed evocativo. Da lì anche la scelta di impreziosire il cioccolatino con una bigliettino d’amore e di un cartiglio argentato con delle stelline blu.

Come vi dicevo, la storia dei Baci rimane da sempre intrecciata con la moda, tant’è che per il loro centenario è stato chiesto agli stilisti Dolce & Gabbana di progettare uno speciale involucro per racchiuderli e donarli.
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