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Dalla "mezza ca’ panna" a quelle alla frutta: le granite più buone di Messina (e provincia)

La granita messinese dovrebbe rientrare nel Patrimonio dell'Umanità. Intanto ce la godiamo e vi indichiamo dove poter gustare le più buone di Messina e dintorni

Marcella Ruggeri
Giornalista e conduttrice Tg
  • 6 agosto 2021

«Mi dia una mezza con panna” (o “‘na mezza ca’ panna” in gergo) come “mi dia il mezzo freddo” sono le espressioni più comuni che si ascoltano entrando in un bar di Messina, soprattutto in questi periodi in cui le persone tentano di refrigerarsi in spiaggia e vogliono abbandonare lo “status boccheggiante”, davanti a un climatizzatore.

Quelle tre parole magiche “mezza con panna” fanno parte di un vocabolario tutto messinese che ti suggerisce “bontà assoluta” nella nuvoletta dei fumetti, se questa potesse apparire ogni volta che mangiamo una Granita. L’essenzialità del sapore del caffè ghiacciato amaro e misto alla panna che ti arriva dritto al cervello, la frescura del limone e della frutta di stagione che ti rianima il cuore nei frangenti di arsura estiva o quando stai andando via dal mare come ciliegina del tuo relax e a volte il miscuglio di caratteri dolci del territorio collinare: tutto questo accompagnato dalla brioche col tuppo (anche detto cappello o coppola) da pucciare nella granita.
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Ed è meglio dare il via a questo rito partendo dal tuppo.

Se è vero che la storia della granita affonda le sue radici nella cultura degli Arabi che esportarono lo sherbet o sharbat (equivalente del sorbetto in inglese e dal termine arabo “bere”) dal Medio Oriente, è altrettanto vero che la completezza del rito di degustazione granita e brioche (dove la qualità di entrambe fa la differenza) e gli ingredienti migliori appartengono a Messina che è stata l’ingresso delle dominazioni in Sicilia. Tanta acqua è passata sotto ai ponti dallo sherbet che è una bevanda ghiacciata contenente zucchero, agrumi e petali di fiori da servire col cucchiaino in versione densa o diluita in acqua.

Un balzo in avanti ci fu nel Medioevo con i “nivaroli” cioè i precursori dei gelatieri che scoprirono come conservare la neve (in anfratti rivestiti di mattoni) quando ghiacciaie e congelatori non esistevano, una volta averla raccolta per esempio sui Monti Peloritani e sull’Etna. La neve veniva grattugiata e guarnita con sciroppo di frutta e fiori.

L’aggiunta del sale qualche secolo più tardi cambiò lo stile del congelamento. Ma dove si possono mangiare le migliori granite a Messina? Con buona pace dei catanesi dove la panna spesso si paga separatamente rispetto al bicchiere del prodotto originale. Senza classifiche e podi, procediamo con le attività che vogliamo segnalarvi geograficamente da nord a sud del comprensorio. Il Bar “Eden” nella Riserva Naturale Capo Peloro (Via Athanasius Kircher 2) è uno dei ritrovi dolciari più quotati della città, specialista in granite, tanto che il suo inquadramento è di Graniteria - Gelateria.

«Svolgere il nostro lavoro a due passi dal mare nel cuore dell'incantevole borgo di Torre Faro ci invoglia a fare ogni giorno del nostro meglio. Vi aspettiamo ogni giorno per condividere insieme questa bellezza!». È questo il pensiero che si legge nella pagina Facebook del punto ristoro, i cui titolari da 12 anni sono Sandro Mondello e Claudia De Domenico ma il locale è nato nel 1968.

I due (marito e moglie) hanno accettato la proposta dalla vecchia proprietaria Caterina Giovagnoli e si definiscono “ragazzi di bottega” che hanno imparando il mestiere sul campo. Il capo gelateria è Sandro che si avvale di altro personale artigiano e prepara anche torte pasticcere tradizionali, solo su ordinazione.

Sul portale di settore “Dissapore.com”, il locale è risultato quarto in Italia nel 2016 in classifica delle graniterie, secondo in Sicilia tra le 50 granite migliori nel 2017 e primi a Messina nel 2018. La fama di questo bar è stata da subito la dimensione delle granite: piccola, normale e maxi con una brioche di formato extra large di propria produzione, sfornata continuamente dal peso di 145 grammi. Turisti, residenti, atleti e gente di tutte le età fano tappa qui.

Prezzi modici: granita Normale compresa brioche 2,50 euro, tranne quella pistacchio a 2,90 euro con un mix di pistacchio dolce – salato. Da qualche tempo, si produce la “Fantasia di agrumi” che va a ruba. Trovare la frutta non è sempre facile ma si predilige il prodotto nostrano come i fichi bianchi o neri. Per esempio, i gelsi locali provengono da San Saba e Fiumedinisi. Fragoline e fragoloni invece vicino Catania.

L’Eden ha grande successo mediatico oltre che sui siti specializzati. Tre anni fa, Sandro (peraltro è stato ospite da Mengacci su Rete4 mentre il prossimo settembre è stato invitato nella nuova trasmissione di cucina su La7, condotta da Maria Grazia Cucinotta.

La coppia di imprenditori (lui peraltro ex dj nelle discoteche e lei insegna in una scuola di estetica a Messina) annuncia una nuova apertura in centro nell’ex “Ritrovo Cavour” per poter sfruttare tutto l’anno visto che la stagione di lavoro va dal periodo di Pasqua fino ai primi di novembre. Menzione speciale anche per i gelati: limone, the verde e zenzero per luglio ed agosto, gusto ricotta, “Tramonto ad Avola” ovvero gusto mandorla con mandorle tostate caramellate, cioccolato fondente all'arancia e countreau.

La loro figlia Daria 14enne che ama lo studio delle lingue straniere dice: “Io porterò avanti l'Eden, chissà in America”. Il “Nuovo Caffè Granatari” (Via Consolare Pompea, 2021) sorge nella frazione omonima e, dal 2006, appartiene ai fratelli Florio Andrea, Lucia Claudio e Rossella, originari di Torre Faro. A gestire la società in particolare le due donne e ne abbiamo parlato con la più giovane Rossella. Il locale è aperto dalle 5.00 alle 20.30 ed è dotato di un proprio laboratorio che sforna brioche a tutte le ore.

La tradizione della granita, in questa piccola location, è la panna leggera, brioche senza strutto sempre calda, i prezzi più convenienti della zona: caffè con panna a 2 euro, inclusa brioche, caffè a 70 centesimi.

I gusti delle granite: i classici tutto l’anno quindi caffè, fragola, limone, cioccolato e poi più estive mandorla, pistacchio, pesca, gelsi, nocciola e melone. Fuori menù anche fichi.

«Mio padre ci ha sempre saputo fare nella ristorazione e pasticceria – spiega Rossella -. Nel villaggio ad Acqualadrone aveva un bar anni già negli Novanta. Prima ancora del noto ristorante La Cambusa a Ganzirri». Al momento, con loro, c’è come Capo Pasticcere la professionista Tiziana Celi che ha lavorato in famosi locali del versante nord, come l'ex Fanalino. La produzione di gelato è anche eccezionale: su ordinazione mattonelle, pasticceria appena fatta, torte sette veli, crostatine di crema e mele, alla marmellata, alla ricotta e alla Nutella Ferrero.

Il “Ritrovo Fiumara” (via Consolare Pompea, 1405 Vill. Sant’Agata) ha un’antichissima tradizione. Da un anno e mezzo, il titolare e Capo Gelatiere è Francesco Cilione, 33enne che si forma sotto la scuola Fiumara dal 2009 e ha appreso altri trucchi del mestiere da suo padre, a sua volta cresciuto sotto la scuola pasticcera Valveri (per intenderci il Bar “Lumachina” a Torre Faro).

Il “Ritrovo Fiumara” ha una terrazza sul mare dello Stretto dove si possono degustare tutti i tipi di granita. 40 chili di limoni arrivano da un agricoltore di Mezzana (zona Tirreno). La panna deve essere di origine animale, montata sempre fresca, bando a quelle spray.

Le brioche di ottima qualità vengono fornite dalla Pasticceria “Jessy” (ex La Spada, pressi Stazione centrale). Per tutto agosto, l’apertura del bar va dalle 4:10 fino alle 21. Cilione ha preparato la sua prima granita a 8-9 anni quando il padre possedeva un locale ad Acqualadrone, “Il Corsaro” (dal ‘96 al 2004) e a 21 anni ha avuto il suo primo bar “l'altro bar” a Messina.

Il Bar Noviziato (angolo viale Italia - via Noviziato) dal 1977 si è trasferito nell’attuale location ed è una goduria per tutti i tour operator che accompagnano i viaggiatori a mangiare le granite sullo splendido belvedere. La prima fermata dopo lo sbarco al porto è il Bar Noviziato.

Da cinque anni, la gestione dei coniugi Massimo Quattrocchi e Ilenia Carcame porta avanti la tradizione della nonna paterna Lilla Minissale che aveva il locale in zona sud (Bisconte) negli anni Settanta. Il capo gelatiere è Massimo. Le granite (Maxi, normale e mignon) variano in base alla frutta di stagione fresca e di prima scelta, poi ci sono caffè, mandorla, pistacchio estivo (a partire da maggio fornito da un'azienda siciliana), gelsi in via di esaurimento (perché non c'è più la politica del congelato), adesso more e fichi bianchi mescolati a fichi rossi, anguria, meloni cantalupo di Siracusa, limoni da Santa Teresa, Villafranca e Cumia.

Un produttore di Monforte San Giorgio manda il mango siciliano, non manca neppure il passion fruit. Prima a Rometta per cinque anni, la coppia lavorava al Caffè Noviziato sulla strada nazionale e ha congegnato il proprio matrimonio dentro al bar sul belvedere. «Le brioche vengono fatte con il sesamo e ai sette cereali - afferma Massimo - giochiamo sulle forme, sfilatini e curvati, grazie al Laboratorio sul Viale Europa ‘Buon mattino’ di Tanino Ungaro.

Il caffè freddo è un’invenzione del padre di Ilenia, Nino Carcame. I figli Leonardo 11 anni e Carlotta 14 anni vogliono aiutare. Credo in questa missione che ha lasciato la nonna». Apertura dalle 5 del mattino 19:30, tranne sabato e domenica fino alle 14:30.

Il Bar U Tedesco (villa Angelo Muschio - incrocio viale Europa con via Battisti) di Andrea Tedesco (67 anni) è la storia della granita a Messina. Il suo bar mobile col furgoncino Fiat 200 T che distribuiva granite sul Ponte Zaera è una caratteristica distintiva dell’arte dolciaria locale.

È aperto dalle 5 del mattino fino alle 13 e poi, di sera alle 20 fino all'una di notte. Il titolare, che ha creato la sua prima granita a sei anni, ha come cavallo di battaglia la caffè e panna, poi cioccolato, limone, fragola, mandorla, pistacchio e more. Le brioche nel suo chiosco arrivano dall’ex “La Spada”. Andrea ha raccolto l’eredità del nonno materno Santo Soffli che vendeva le granite sull'asino col carrettino. Non l'ha conosciuto. Suo padre Giovanni gli ha tramandato il mestiere.

All’epoca del nonno, si andava sui Colli San Rizzo, nel punto più alto a Dinnammare e si prendeva la neve nei sacchi di juta per utilizzarla in estate e mescolarla con il sale. Questo ghiaccio finiva in tinozze di legno con all’interno i pozzetti zincati che contenevano acqua, zucchero e limone premuto. Dal triciclo di legno di famiglia a Ponte Zaera fino al 1970, si giunge ai 21 anni di Andrea con il furgoncino a posto fisso, pronto a fare catering. Ha cinque figli, tre hanno seguito il padre: Antonino (con punto vendita in Via La Farina 154) e Remilio (sul viale Europa 66), Santino con furgoncino e bar in Via Roosevelt. Francesca 32enne e Andrea Francesca 21enne lo supportano al chiosco.

In provincia, non possiamo non ricordare il “Bam Bar a Taormina (in via G. Di Giovanni 45 pressi Palazzo dei Congressi) di Saro Bambara, aperto dal 1996 e conosciuto anche all’Estero. Varie testate giornalistiche come il New York Times ed El Pais ne hanno parlato.

La mission è esclusivamente graniteria. 24 gusti di granite vengono suddivisi in periodi diversi dell’anno e della giornata: al mattino solo limone, caffè, cioccolato, fragola, pesca e lampone mentre di pomeriggio ci sono 16 gusti quali kiwi e banana. Il titolare ha inaugurato con il fratello che non c’è più e ha adoperato il negozio del padre che vendeva lampadine.

A Letojanni (piazza Durante 2), il “Niny Bar” di Dino Alberto Rapisarda è un’istituzione per le granite dal 1968 ma è stato acquistato dalla famiglia Rapisarda da 18 anni. Questo ritrovo è rinomato su scala internazionale per i gusti tradizionali ma anche per i frutti di stagione come i fichi neri e il melone cantalupo, provenienti dalla Piana di Catania. Gli stessi imprenditori hanno da 24 anni il Bar “Il Gabbiano” in via Vittorio Emanuele, dove la produzione di granite è sempre assicurata dal padre Giuseppe che si è specializzato sotto l’ala Condorelli nel catanese.

Il “Niny Bar” è apprezzato nelle classifiche di settore anche per il suo meringato, una supercoppa di gelato a strati. Menzione breve e speciale per la storicità di "Ritrovo Pasticceria Gelateria Doddis" che è la tradizione della socialità a Messina dal 1926, in via Garibaldi 414, eccezionale per le sue granite con panna associata a caffè o fragola, della “Pasticceria Irrera 1910” (piazza Cairoli 12) anche per cannoli e cassate, per il “Bar Torino” (corso Cavour 153) con clienti fino a fuori il locale ogni giorno e il “Bar De Luca” (via Nazionale 208) a Briga Marina.

Con appena un anno di vita, il Bar “A Messina” a Ganzirri, si muove con la Noah Srl e un pasticcere d’esperienza trentennale. Le granite sono tradizionali e con alcune chicche: al pistacchio salato, mango, papaya e nocciola. Quattro dimensioni: piccola, media, normale e maxi. Brioche del proprio laboratorio; ancora, cornetti, piccola pasticceria, semifreddi, torte gelato. Di recente, la società ha riaperto il giardino esterno. Fruizione dalle 7.00 all'1.00.
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