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Forse non sai che era "La Casa del Goliardo": il palazzo nella (magnifica) piazza di Palermo

Una dimora storica in una splendida piazza del capoluogo regionale, che passò da una famiglia nobile all'altra fino a diventare perfino un ostello. Com'era e com'è

Antonino Prestigiacomo
Appassionato di storia, arte e folklore di Palermo
  • 11 maggio 2023

Un'antica cartolina mostra com'era l'Hotel de France a Palermo

La nobile famiglia del Castillo pare abbia avuto origine nella città di Enciso facente parte del regno di Castiglia. Il capostipite fu un certo Diego Martinez del Castillo servitore del re Ferdinando il Cattolico.

«Fu portata in Sicilia da Baldassarre del Castillo capitano e maestro di campo del terzo reggimento spagnuolo nel 1557, stabilendo sua dimora in Palermo ove si ebbe il carico di senatore».

Da Diego si originarono i vari rami della famiglia fra cui quello dei marchesi di Sant'Onofrio «qual titolo fu concesso da Carlo II a Bartolomeo Del Castillo senatore della città di Palermo e governatore del Monte di Pietà».

Nel corso del XVII secolo Bartolomeo costruirà il palazzo della famiglia nel piano della Marina tra il trecentesco palazzo Steri e l'antico palazzo della Zecca. I marchesi di Sant'Onofrio terranno la proprietà e la residenza nel palazzo sino ai primi anni del XIX secolo, quando lo affitteranno ad un agiato signore inglese, certo Francesco Wolff, il quale lo adibirà ad albergo col nome di "Crown and Hanchor Hotel".
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Dopo un susseguirsi di diversi gestori che cambieranno di volta in volta il nome all'Hotel, nel 1838 il marchese di Sant'Onofrio lo venderà alla ricca e nota famiglia dei Giachery «che vi trasferì l'Hotel de France, ubicato sino in quel momento lungo il Cassaro in un oggi non più esistente edificio di fronte al monastero di Santa Caterina».

La famiglia Giachery, di cui il più noto esponente fu l'architetto Carlo, amico di Vincenzo Florio e colui che trasformò la famosa torre d'avvistamento della tonnara dell'Arenella nei famosi Quattro Pizzi, trasformerà il complesso secondo il gusto dell'epoca, amplierà il numero di camere dell'albergo, creerà un giardino d'inverno e adornerà il prospetto con varie opere in ferro battuto provenienti dalla famosa Fonderia Oretea.

I Giachery risultano proprietari dell'Hotel sino agli anni Novanta dell'Ottocento, quando subentra P. Weinen, infatti nell'Annuario d'Italia del 1894 costui risulta già proprietario e il suo nome è inserito nella pubblicità: «Hotel de France – Piazza Marina Palermo. Dirimpetto il giardino pubblico – situato nel punto più centrale della città. Raccomandato ai viaggiatori di commercio».

Non era e non è certo il punto più centrale della città, ma trattasi appunto di "pubblicità".

In alcune guide del tempo l'Hotel de France viene ritenuto migliore dell'Hotel Trinacria, sito al Foro Italico, in virtù del fatto che era meno costoso e che il Trinacria, vista la sua posizione, era più esposto alla brezza marina.

All'Hotel de France alloggiarono illustri personaggi fra i quali «Francesco Crispi, Massimiliano II re di Baviera [...] Francesco Hayez che durante il soggiorno palermitano dipinse diverse vedute del golfo di Palermo» e non ultimo Joe Petrosino poco prima di essere assassinato a Piazza Marina nel 1909.

Weinen mantenne l'albergo sino agli anni venti del Novecento quando fu trasformato nella cosiddetta Casa del Goliardo, un ostello per universitari. Su questo riporto un interessante passo tratto da "Uno scrittore in redazione" di Michele Perriera, famoso scrittore e giornalista del giornale L'ora: «Essa può ospitare circa ottocento universitari.

L'ammissione si ottiene per titoli: di disagiate condizioni familiari e di buoni risultati nello studio [...] Sorge a piazza Marina, di fronte alla Villa Garibaldi. L'entrata non è delle più promettenti. I vetri della vecchia porta tintinnano rumorosamente. Occorre spingere con forza.

La prima cosa che salta agli occhi è un basso rilievo che fa bella mostra di se sulla parete a destra di chi entra: rappresenta alcuni giovani avanguardisti nell'atto di fare il saluto fascista. A sinistra la mensa: ossia un locale, non certo elegante, diviso in più settori, con tavoli rozzi.

Di fronte all'entrata una lunga scala ottocentesca che porta alle stanze riservate agli studenti. Tutto dà un'inattesa impressione di stantio. Dai muri alle cose, al portiere (bonaccione, arguto, lento). Allo stesso apparecchio telefonico, di quelli che usavano i nostri nonni.

Tutto rimanda al passato. Si direbbe che la casa del Goliardo sia rimasta, salvi alcuni ritocchi, come nacque ai tempi del fascismo».

Oggi il vecchio Hotel de France ha un bell'aspetto, essendo stato recentemente restaurato, ed è proprietà dell'Università di Palermo che vi ha allestito all'interno numerosi uffici.

(Per approfondimenti sul tema consultate Sulle Orme dei Florio di Gaetano Corselli d'Ondes e Paola d'Amore Lo Bue; Piazza Marina a Palermo di Giovanni Fatta)
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