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100 donne a scuola di politica

  • 9 maggio 2005

Dopo la positiva esperienza dello scorso anno, viene riproposto il II ciclo del corso "Donne, politica e istituzioni. Percorsi formativi per la promozione delle pari opportunità nei centri decisionali della politica" promosso dal Ministero delle Pari opportunità, in convenzione con sedici atenei del centro-sud d'Italia, fra cui l’Università degli Studi di Palermo. Il progetto formativo, volto a ridurre il disagio sociale ed occupazionale della donna, è organizzato a livello locale dalla Facoltà di Scienze politiche in collaborazione con la Scuola Superiore della Pubblica Amministrazione di Roma. “Il processo di riequilibrio delle presenze nella politica - ha sottolineato il Ministro Stefania Prestigiacomo - passa anche attraverso la formazione di una classe dirigente femminile che conosca i meccanismi della politica, gli strumenti e le strategie di comunicazione. Questi percorsi formativi rappresentano un passo importante in questo senso: avvicinare la politica alle donne, le nuove risorse che possono cambiarla in meglio”.

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Il corso, totalmente gratuito, si svolgerà da giugno ad ottobre 2005 presso il Collegio San Rocco (Via Maqueda 324, Palermo), per un totale di 90 ore formative. Le lezioni, che avranno cadenza bisettimanale nel primo mese e trisettimanale nei rimanenti (luglio e agosto pausa), affronteranno sei aree tematiche: “Le donne nei processi decisionali politici”, “Le istituzioni dell’Unione Europea”, “Organizzazione e funzionamento delle istituzioni parlamentari e governative”, “Le autonomie degli enti territoriali”, “Il sistema dei partiti in Italia” e “Dinamiche e tecniche della comunicazione in pubblico”. A beneficiare dell’iniziativa saranno 100 donne: 35 studentesse universitarie ed il rimanente in possesso del diploma di scuola media superiore. Alle iscritte in Scienze Politiche il Consiglio di Facoltà ha deliberato il riconoscimento di n. 9 crediti formativi, mentre a tutte le partecipanti, che avranno raggiunto almeno l’80% delle ore di attività previste, verrà consegnato un attestato di partecipazione. Le due allieve che otterranno la valutazione finale più alta, infine, saranno convocate nella capitale dove frequenteranno uno stage presso la Scuola Superiore di Pubblica Amministrazione.

“Si tratta di un’iniziativa che ha riscosso notevole successo – afferma la prof.ssa Giovanna Fiume, coordinatrice per la facoltà palermitana – come testimoniano le oltre 300 richieste pervenute”. Un’adesione che ha evidenziato la voglia di partecipazione attiva delle donne, giovani e non, ai processi decisionali della nostra società, di apprendere le ragioni di questa storica assenza, acquisire le competenze necessarie per combattere il fenomeno del “glass ceiling”, la difficoltà femminile di arrivare ai massimi livelli di carriera nell'amministrazione come nelle professioni, ben resa dall’immagine di un soffitto di cristallo. Il bando di partecipazione del corso è disponibile sul sito della Facoltà di Scienze Politiche: www.sciepol.unipa.it e in quello del Dipartimento Pari Opportunità: www.pariopportunita.gov.it/percorsiformativi. Per ulteriori chiarimenti: 091.6629911 - corsodonneepolitica@sciepol.unipa.it.

Le domande d’iscrizione potranno essere redatte secondo due modalità: 1) in carta libera, attestando il possesso del titolo di studio con la relativa votazione e, per le studentesse universitarie, il numero di esami sostenuti (per quelle rientranti nel nuovo ordinamento universitario, il numero di crediti formativi acquisiti); 2) compilando l’apposito modulo scaricabile da: www.pariopportunita.gov.it/percorsiformativi. Le richieste dovranno essere inviate al sito del corso, consegnate personalmente o a mezzo raccomandata a.r. alla Segreteria del Corso “Donne, politica e istituzioni percorsi formativi per la promozione delle pari opportunità nei centri decisionali della politica” - Università di Palermo - Facoltà di Scienze Politiche, via Maqueda 324 - 90133 Palermo entro le ore 13.00 del 21 maggio 2005. Sono passati sessantanni dall’estensione del diritto di voto alle donne, ma questo non ha coinciso col diritto ad una piena cittadinanza e libertà sociale. Il cammino delle donne verso la parità è lungo ed impervio. Vocaboli come ministra, avvocatessa, rettrice sono estranei al linguaggio quotidiano. Occorrono profondi mutamenti culturali per giungere a risultati concreti. Con il coinvolgimento degli uomini. Perché diritti, lavoro, crescita economica, rispetto umano, non possono essere una questione di genere.

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