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Collovà: l'inevitabile nesso tra Massa & Potere

Al “Palermo Teatro Festival” Collovà porta in scena un laboratorio-spettacolo incentrato su un testo di Elias Canetti, uno dei più interessanti e complessi del ‘900

  • 9 dicembre 2009

Correva l’anno 1922 quando Elias Canetti, scrittore bulgaro, premio Nobel per la Letteratua nel 1981, allora studente diciassettenne, durante una manifestazione per la morte di Rathenau, ministro della Repubblica di Weimar ucciso dai nazisti, cominciò a riflettere sulla relazione tra massa e potere. Ne seguì una lunga rielaborazione il cui frutto fu, nel 1960, "Massa e potere". A cinquant’anni dalla pubblicazione, Claudio Collovà propone la sua interpretazione del saggio di Canetti con lo spettacolo "Massa & Potere", in scena giovedì 10 e venerdì 11 dicembre, ore 21.15, al Nuovo Montevergini (via Montevergini 8, Palermo). L’ingresso è libero fino ad esaurimento posti. Canetti, in questo suo lavoro di ampio respiro, che spazia dal mito all’etologia alla storia delle religioni, affronta un approfondito studio antropologico e sociologico sulle masse, argomento enigmatico ed attraente per il quale furono necessari quarant’anni di studio e riflessione. Secondo lo scrittore bulgaro, ultimo grande esponente della cultura mitteleuropea, esiste un legame inscindibile tra moltitudine e centro di comando, a tal punto connessi che, attraverso l’analisi degli elementi costitutivi fondamentali della massa è possibile, a suo giudizio, comprendere nella loro evidenza i principi che stanno alla base del potere.

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Attraverso un’argomentazione serrata, caratterizzata da severità e rigore scientifico, Canetti dimostra che, oltre all’insopprimibile istinto alla sopravvivenza, l’uomo è guidato da una altrettanto connaturata tendenza a coagularsi in massa la quale, una volta costituitasi, è geneticamente predisposta all’obbedienza ad un capo. Partendo da questa visione della realtà, la cui attualità risulta del tutto evidente, lo scrittore e regista palermitano Claudio Collovà ha dato vita, lo scorso 2 novembre, ad un laboratorio teatrale in cui 20 giovani attori sono stati impegnati, in maniera intensiva per due mesi circa, nell’interpretazione e rielaborazione scenica del saggio di Canetti, il cui esito è appunto lo spettacolo-performance Massa & Potere. Contrapponendo, in una disamina storica, politica e religiosa, il concetto di massa a quello di potere, Collovà mostra quali sono le reazioni e gli stadi emotivi del loro entrare in relazione reciproca. Come sostiene egli stesso: «Le suggestioni di Massa e potere sono state al centro di una nostra personale ricerca libera dai condizionamenti di un esito scenico, un’occasione per scavare in profondità anche importanti fasi di lavoro, innalzare l’ascolto, vivere lo spazio e il tempo come una esperienza personale al servizio di tutti».

Lo spettacolo si presenta dunque come una rappresentazione ideale e fisica di tutti i comportamenti della massa, di cui vengono evidenziate le qualità intrinseche, le tendenze di aggregazione e disgregazione, fino alla guerra vista come doppia massa in contrapposizione e alla massa festiva sotto il segno della religione. Tutta la realtà, in effetti, può essere interpretata sotto la chiave di lettura offerta dal concetto elusivo e mobile di massa, che è qualcosa di esterno, ma anche di interno; è visibile, ma anche invisibile; può uccidere, ma attrae. La massa, infine, non può esistere se non come contrappeso di un'altra soverchiante entità: il potere. Alla proliferazione della massa risponde, inevitabilmente, un potere, che può assumere anche l’aspetto, come la Storia ha più volte tragicamente dimostrato, di tenebrosa solitudine e paranoia.

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