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Gibellina: il Cretto di Burri torna a vivere

La più importante opera di land art esistente al mondo, il Cretto di Alberto Burri, rinasce nella luce della XXIX edizione delle Orestiadi, diretta da Claudio Collovà

  • 23 luglio 2010

Dopo alcuni anni di abbandono, il "Cretto" di Burri di Gibellina (Trapani), una delle opere più suggestive ed originali dell’arte contemporanea, riadattata alle esigenze del pubblico e della rappresentazione, torna ad essere luogo vivo, ritrovando la propria funzione peculiare. Grazie allo strumento del teatro, l’opera di questo geniale artista italiano proietta il passato sul futuro attraverso la mediazione della sua essenza presente. Sabato 24 e domenica 25 luglio, ore 21.30, infatti, troverà momento culminante il progetto “Le Orestiadi al Cretto”, ideato da Michele La Tona, direttore organizzativo della Fondazione Orestiadi, con la messa in scena dello spettacolo “Vincere si deve la sorte”, diretto da Piero Maccarinelli, evento eccezionale per l’altissimo numero di artisti coinvolti e la presenza di protagonisti di grande notorietà e spessore come Umberto Orsini, Massimo Popolizio, Manuela Mandracchia, Valentina Sperlì. A rendere questa prima nazionale un’occasione unica sarà anche la particolare installazione ambientale creata dallo scultore ed artista visivo Giancarlo Neri (che sarà accessibile al pubblico fino alla notte di martedì 27 luglio).

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Il centro storico di Gibellina venne distrutto dal sisma del 15 gennaio 1968. Su queste macerie Burri ha realizzato il "Grande Cretto", un'enorme colata di cemento liquido bianco che ha compattato i dodici ettari di macerie del centro storico. Il progetto fu avviato nel 1984 e terminato cinque anni dopo. Ogni fenditura è larga 2-3 metri, mentre i blocchi sono alti un metro e sessanta circa. Il tracciato ricalca l'impianto urbanistico del paese. Il progetto “Le Orestiadi al Cretto”, iniziato nel giugno 2009, si avvale dei finanziamenti del Ministero dello Sviluppo Economico, in collaborazione con la Regione Siciliana-Dipartimento dei Beni Culturali-Ambientali, dell’Educazione Permanente, dell’Architettura e dell’Arte Contemporanea. Lo spettacolo di Maccarinelli si presenta, quindi, come uno sguardo sulla Sicilia Occidentale che si pone l’obiettivo di evocare assonanze contemporanee a partire dal V libro dell’Eneide del poeta latino Virgilio, interpretato da grandi protagonisti della scena italiana: le parole di Virgilio si muoveranno lungo un percorso di attraversamento delle vecchie strade, immerse nell’installazione ambientale di luci e di potente impatto musicale.

«La mia attrazione per questo meraviglioso luogo della Sicilia - afferma il regista Piro Maccarinelli - trova origine da uno spettacolo del 1996, “Pallida madre tenera sorella”, anch’esso messo in scena sul "Cretto". Da allora è nato il mio innamoramento. Per far rivivere questo spazio unico al mondo ho pensato, con l’artista Giancarlo Neri, di portare su di esso la luce, simbolo di vita e speranza. E insieme ad essa 1500 seggiole, raccolte in giro per il Belice, che, distribuite sul "Cretto", cosparse d’argento, ognuna portatrice di una sua fonte di luce, saranno immagine di socializzazione e condivisione, così come avviene ancora nei paesi siciliani». La scelta dell’Eneide, e in particolare del V libro, non è poi casuale.

È lo stesso Maccarinelli a spiegare come, proprio in quei versi, si possa cogliere maggiormente il legame tra il mondo latino e quello delle Orestiadi, in virtù dell’importanza, per entrambi, dei luoghi della Sicilia occidentale e soprattutto di Cartagine. Il V libro del poema virgiliano, infatti, racconta, sul modello dell’Iliade di Omero, della partenza di Enea dalla città oggi tunisina, dove ha abbandonato la regina Didone, che per questo si suicida, e rappresenta una pausa all’interno della vicenda principale. Le navi dell’eroe vengono spinte sulle coste della Sicilia occidentale ed egli approda ad Erice, muovendosi nella zona del trapanese. È trascorso un anno dalla morte del padre Anchise ed Enea organizza dei giochi a cui prendano parte troiani e siciliani per celebrare l’anniversario.

Ad enfatizzare ulteriormente l’impatto emotivo e viscerale dello spettacolo, fondamentale sarà l’apporto della musica. È prevista infatti un’installazione sonora definita dal suo autore, Giorgio Battistelli, “Planctus”, un’introduzione musicale allo spettacolo, della durata di 15 minuti circa, dal grande respiro inquietante e drammatico. Le musiche saranno eseguite dall’ Orchestra di ottoni e percussioni “Ars Ludi” e dal Coro “Iclassica Ensemble” e dirette da Marco Lena. Durante la lettura dei brani tratti dall’Eneide, invece, l’accompagnamento musicale sarà curato dalla Piccola banda Ikona, formazione dalla forte ispirazione mediterranea e araba, composta da Stefano Saletti (autore delle composizioni), Barbara Eramo, Carlo Cossu, Mario Rivera, Leonardo Cesari, Giuseppe Tortora, Gabriele Coen e Fabiana Manuelli.

Il costo del biglietto intero per tutti gli spettacoli è di 12 euro, mentre il ridotto (over 65, under 24 e Soci Idea Net), 10 euro. Le prevendite sono a Palermo da Master Dischi (091.323151) e presso la libreria Modusvivendi (091.323493). È presente un servizio di bus-navetta a pagamento Palermo-Gibellina-Palermo con prenotazione obbligatoria effettuato dalla Società Cooperativa Mondo Donna (091.6221282 /333.6647053). Quest’anno sono inoltre previste particolari agevolazioni per i possessori del biglietto: per maggiori informazioni è possibile chiamare lo 0924.67844 o cunsultare l'articolo di Balarm al link www.balarm.it/articoli/vis.asp?idarticolo=6189.

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