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Il museo Mandralisca di Cefalù "sepolto" come Pompei?

Il museo Mandralisca di Cefalù è ormai da diversi mesi a rischio chiusura: la galleria contiene al suo interno il celebre "Ritratto d'uomo" di Antonello Da Messina

  • 29 luglio 2013

Sarà che l'immagine di un museo che chiude porta inevitabilmente con sé l'idea di una sconfitta, sarà che qui, in Sicilia, proprio il rapporto con i musei è sempre tendenzialmente problematico. Non perché manchino i materiali da esporre, anzi, tutt'altro, ma perché sembra quasi esserci una maledizione che impedisce alle gallerie dell'isola di funzionare come dovrebbero.

Ultimo episodio è quello riguardante il Mandralisca di Cefalù, galleria "interdisciplinare" che contiene al suo interno una pinacoteca, una collezione archeologica, un monetario, una raccolta malacologia e mobili ed oggetti appartenuti alla famiglia Mandralisca.

Fiore all'occhiello del museo sono due notissime opere: il "Ritratto d'uomo" (meglio noto come "Ritratto d'ignoto marinaio") di Antonello Da Messina e il cratere "del venditore di tonno" a figure rosse su fondo nero. Il connubio tra una delle più apprezzate località di mare e pregevoli oggetti d'arte sembrerebbe bastare per garantirne la sopravvivenza. Eppure non è così.

L'allarme in relazione alla chiusura è stato lanciato da Vittorio Sgarbi, attraverso un lungo comunicato diffuso in queste ore in cui attacca duramente il presidente della Regione Siciliana Rosario Crocetta: Si può immaginare che chiuda un Museo con un capolavoro come questo? - si legge - Certo è che la Sicilia patisce il suo destino. Quale autorità penserebbe, a Milano, di decidere o di consentire la chiusura del Museo Poldi Pezzoli? Ma in Sicilia questo può accadere, ed è il più evidente segno delle lacerazioni e delle ferite della mafia. A parole si combatte la mafia, intanto si chiude un Museo così straordinario nella bellissima e turistica Cefalù.

Ma non si vergogna Crocetta? Ha speso energie per contrastare i radar nelle basi americane per demagogia e retorica ed è stato del tutto sconfitto. Ma non si è preoccupato di fare ciò che la sua coscienza doveva imporgli: fare qualunque cosa per impedire questa serrata che umilia la cultura nei luoghi simbolici, con tutto il parlare che si fa della formazione dei giovani.

Crocetta non si rende conto che, come Pompei
- continua Sgarbi - la notizia della chiusura del Museo Mandralisca, e della sottrazione di Antonello, indignerà il mondo, se questa notizia uscirà dai confini delle cronache locali e nazionali. Provvederò a trasmetterla oltre che all'Ansa, alla Reuters e alla Bbc. E se Crocetta non avrà capito, perso nei fumi dei suoi stereotipi, rischierà di cadere, non per i radar delle basi americane, non per le contestazioni del Muos, ma per non aver garantito la dignità e l'apertura del Museo Mandralisca. Suo primo e trascurato dovere. Altro che radar. Primum: cultura, idee, sapere. Ovvero, la grande civiltà siciliana.

A firmare la condanna a morte del museo Mandralisca, diversi mesi fa, i tagli dell'ultima Finanziaria regionale: si attende adesso un incontro tra Crocetta, il sindaco di Cefalù Rosario Lapunzina e l'assessore ai Beni Culturali Mariarita Sgarlata. La prossima mossa? Sconosciuta, proprio come l'identità del marinaio di Antonello Da Messina; ci possiamo solo augurare che il sorriso beffardo di quel quadro non si trasformi in una triste espressione di commiato.

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