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"La poltrona di Maria Carolina e il gelo di mellone"

Licia Cardillo Di Prima ed Elvira Romeo realizzano un prezioso lavoro a quattro mani frutto dell'esperienza narrativa e culinaria, unite dalla sicilianità

  • 8 marzo 2013

Cosa potrebbero mai avere in comune un'antica poltrona del Settecento e la ricetta del gelo di mellone, quello vero, casalingo, con due "l", pistacchi e gelsomino? In comune hanno una storia e mille storie insieme. Tante quante ne può contenere la memoria di due donne siciliane talentuose e appassionate. Tante quante può solleticarne l'estro narrativo, da un lato, e la sapienza culinaria, dall'altro. Perchè nulla è più evocativo di un sapore, soprattutto se viene da lontano, e nulla è più gustoso di un racconto ben raccontato.

Ce lo dimostrano, una volta di più, Licia Cardillo Di Prima ed Elvira Romeo con il loro lavoro a quattro mani: dalla scrivania dell'una alla cucina dell'altra, dalla penna al matterello, ecco un'alchimia tra le più preziose. Nata per caso (come spesso accade nella vita), fecondata da due talenti gemelli, alimentata dalla passione per la propria terra, la magia si realizza in poco più di 100 pagine di puro piacere.

"La poltrona di Maria Carolina e il gelo di mellone", edito da Dario Flaccovio (144 pagine, 12 euro), racconta prima di tutto un incontro: quello di un'insegnante di lettere appassionata di vini e di un'avvocato con la passione della cucina. Due mondi apparentemente distanti ma dalle radici comuni, che hanno trovato modo di avvicinarsi e mescolarsi, anche grazie a un'avventura letteraria.

E poi racconta la Sicilia, quella dei gloriosi fasti e quella della terra brulla, quella dei baroni e quella dei servi, quella di una regina dal mitico fondoschiena e di una poltrona capace di attraversare i secoli e i giorni e diventare leggenda. Ma anche la Sicilia delle cucine, le cucine delle madri e delle figlie, dei nobili e dei poveracci, di ieri e di sempre.

Così, se nel libro restano separati i racconti di Licia Di Prima e le ricette di Elvira Romeo, è pur vero che la lettura si arricchisce di continui rimandi. E così le storie che scorrono rapide e gustosissime sotto gli occhi risvegliano sapori perduti, rievocano pietanze d'altri tempi, ridanno corpo e aroma a una Sicilia immutabile nei secoli: l'impanata di pesce spada, le braciole di tonno con l'uvetta, i rotolini di melenzane e persino il Syrah dell'Arancio, facendo capolino tra i personaggi, anticipano ed esaltano il piacere delle ricette vere e proprie. Che verranno solo dopo, qualche pagina più in là. Ingrediente dopo ingrediente. Dose dopo dose.

Ecco cos'hanno in comune una vecchia poltrona dal passato glorioso e il gelo di mellone. Una perfetta alchimia di cose e parole. Di più: di parole che rievocano cose. E dunque sapori, profumi, gesti, storie, la Sicilia intera. Tutta da assaporare. E da ricreare ogni giorno: in cucina, naturalmente.

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