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Moda Mediterranea 2005: vetrina-incontro per la moda siciliana

  • 4 aprile 2005

Spostare il baricentro della moda da Milano a Palermo: impresa ardua ma desiderio e obiettivo degli organizzatori di "Moda Mediterranea 2005", vetrina della fashion-moda nostrana che si terrà tra il 7 ed il 10 luglio 2005 tra Palermo e Segesta. Un evento importante, che permetterà di puntare i riflettori sulla nostra Isola, sulla quale approderanno anche diversi rappresentanti dei mercati esteri, da sempre estimatori della nostra arte sartoriale, come Francia, Germania, Inghilterra, ma anche Usa e America del Sud. Questo darà una valenza diversa all’iniziativa, che non si ridurrà esclusivamente ad essere una sfilata ma che diventerà momento di incontro e di confronto tra il mercato italiano e quello straniero. Da parte dei promotori dell’evento, tra i quali ricordiamo il Consorzio Sicilia Produce e la Camera di Commercio di Palermo, c’è la volontà non soltanto di sostenere il made in Italy, ma soprattutto di lanciare e valorizzare il mondo dell’abbigliamento “made in Sicily”.

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Il responsabile del settore moda per la Confartigianato Guido Torretta, sostiene che «i nostri sartori lavorano per le grandi griffe che sfruttano le capacità della nostra produzione artigiana. Bisogna quindi acquisire le capacità per stare sul mercato da soli coinvolgendo anche le aziende e il mondo della formazione, le scuole professionali, l’Ipsia di Palermo e Partinico, l’istituto d’arte di Bagheria, l’Accademia delle Belle Arti». Le adesioni pervenute al progetto da parte degli stilisti sono già 70, una commissione costituita dai promotori dell’iniziativa le esaminerà tenendo in considerazione alcuni requisiti, tra i quali i volumi di produzione ed il design dei modelli prodotti. La qualità è un altro punto fondamentale: il timore e la conseguente demonizzazione dei mercati a basso costo del lavoro, come quello cinese di cui tanto si è parlato negli ultimi tempi, trovano una via d’uscita concreta e costruttiva solo se riconvertiti in spirito di competizione. Ancora una volta sembra esserci tutta la volontà da parte di molti di riorganizzare e potenziare le risorse che la nostra terra ed i siciliani posseggono, ed anche se l’ostruzionismo mentale ed istituzionale è ancora troppo presente, non possiamo che accogliere con gioia ed appoggiare le buone idee, sperando di potere al più presto parlare di buone nuove.

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