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Orchestra Sinfonica Siciliana: Rath e le musiche di Dohnányi e Bartók

In apertura la <i>Suite in fa diesis minore</i> di Ernö Dohnányi seguita dalla celebre <i>Musica per archi, percussione e celesta</i> di Béla Bartók

  • 27 novembre 2003

Programma dedicato a due compositori ungheresi della fine dell’Ottocento quello dell’Orchestra Sinfonica Siciliana per i concerto di venerdì 28 novembre alle 21.15 (repliche sabato alle 17.30 e domenica alle 11) al Politeama Garibaldi di Palermo: in apertura la Suite in fa diesis minore di Ernö Dohnányi seguita dalla celebre Musica per archi, percussione e celesta di Béla Bartók. Queste due pagine saranno dirette da un musicista assiduo del podio della Sinfonica, György Györivány Rath, anch’egli ungherese.

Dohnányi, nato a Bratislava nel 1877 e morto a New York nel 1960, studia pianoforte e composizione a Budapest, divenendo sin da giovanissimo un acclamato interprete della tastiera. Docente di pianoforte a Berlino, con lo scoppio della Prima Guerra Mondiale ritorna in patria e viene nominato direttore del Conservatorio in cui aveva studiato. Dopo la Seconda Guerra Mondiale decide di trasferirsi negli Stati Uniti, dove ha continuato a insegnare in una Università della Florida. Permeate da uno stile sinfonico di derivazione tipicamente brahmsiana (il compositore di Amburgo era un estimatore delle prime partiture del giovanissimo ungherese) le composizioni di Ernö Dohnányi rivelano tutte una orchestrazione accurata e un facile fluire della linea melodica. Eseguita per la prima volta a Budapest nel 1910, la Suite in fa diesis minore presenta una struttura solida, ma al contempo delicata, animata da originali spunti melodici. Assai diverse sono le premesse teorico-formative e lo stile musicale di Béla Bartók – nato in un piccolo paese della Transilvania nel 1881 – del quale la Sinfonica eseguirà la Musica per archi, percussione e celesta.

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Più aperto alle sollecitazioni innovative delle avanguardie di fine Ottocento, Bartók viene considerato uno dei padri del Novecento musicale europeo. Formatosi anch’egli a Budapest, studia la tradizione romantica dominata dalla figura di Liszt, ma si appassiona a Brahms, Wagner e Strauss, e poi a Debussy e a Schönberg. Con l’amico e collega Zoltán Kodály, Bartók si interessa al folklore per la prima volta in modo per quanto possibile “scientifico”, catalogando origine ed evoluzione di migliaia di canti popolari, dapprima ungheresi e poi anche rumeni, moravi, bulgari, turchi, arabi. Tale interesse si riscontra, filtrato da una sensibilità assai colta e raffinata, anche nella sua produzione giovanile, che comprende soprattutto opere per pianoforte caratterizzate da uno stile molto percussivo, che la critica del tempo definiva “barbaro”, dal titolo di una sua significativa opera pianistica, l’Allegro barbaro. Nelle pagine per ensemble cameristico, nonché nelle partiture per orchestra, nell’opera Il castello del principe Barbablu e nel balletto Il mandarino meraviglioso scritte nei primi decenni del Novecento è riscontrabile un chiaro interesse per il teatro simbolista ed espressionista, mentre quelle degli anni Trenta, precedenti all’esilio volontario negli Stati Uniti sono probabilmente le più ispirate, in cui si evince una sensibilità per la costruzione formale e per la ricerca timbrica davvero personale e rivoluzionaria.

Tra le opere di questo periodo vi sono i sei Quartetti per archi, la Sonata per due pianoforti e percussioni e, infine, la Musica per archi, celesta e percussioni del 1936. Gli anni trascorsi negli Stati Uniti furono senz’altro di estrema povertà, segnati da condizioni di salute sempre più precarie. Nonostante tutto Bartók scrisse altri capolavori come il Concerto per orchestra o l’incompiuto Concerto per viola, in cui la sua scrittura appare semplificata e positivamente influenzata da un rinnovato studio dei grandi classici come Bach e Beethoven. Muore a New York nel 1945, alla vigilia del rientro in Ungheria dove era atteso con emozione da due aspiranti allievi, György Ligeti e György Kurtág. Gli abbonamenti ai tre turni settimanali della stagione costano da 80 a 250 euro, mentre l’ingresso al singolo concerto varia da 2,50 a 16 euro. Per ulteriori informazioni è possibile telefonare al numero 091.588001.

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