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Palermo-Chievo, facciamo subito chiarezza

  • 17 ottobre 2005

La domenica “pallonara” numero 8 del campionato si apre con le dichiarazioni tipo “di tutto di più” del presidente Zamparini per terminare con un pareggio che, viste come sono andate le cose in campo, sa di miracolo. Non è certo l’ora della crisi, dei processi e del “si salvi chi può” ma è chiaro che a questo punto va fatta un’analisi seria. In un articolo precedente, avevamo fatto presente che questa squadra non potrà mai competere con squadre come Juve, Inter e Milan ed oggi come allora bisogna che tutto l’ambiente, dal presidente all’ultimo dei tifosi, ne sia pienamente convinto, oltre che consapevole. Il Palermo è una ottima squadra, produce un buon calcio ed ha nel proprio organico otto nazionali, un allenatore preparato ed una società seria. Queste le certezze. Rispetto allo scorso anno l’età media si è abbassata notevolmente a discapito della necessaria esperienza che non può garantire il solo Corini, la squadra subisce troppi gol (quanti ne ha subito il Treviso) su azione e soffre di amnesie preoccupanti che rischiano di vanificare i notevoli sforzi dell’intera squadra nell’arco della stessa partita. Se vogliamo, possiamo archiviare la partita contro il Chievo e farla passare per una giornata storta dove almeno otto undicesimi della squadra pensava si trattasse di un allenamento, o possiamo fare i complimenti all’ ottima organizzazione di gioco della squadra clivense, ma restiamo dell’idea che qualcosina bisogna chiarirla subito.

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Guidolin, di recente, ha svelato un retroscena che ha influito pesantemente nella scelta di andar via da Palermo e cioè che la squadra rosa nel gennaio scorso non venne adeguatamente rinforzata secondo le sue indicazioni ed allora temiamo che anche il buon Gigi Del Neri non ha avuto in dote alcuni elementi espressamente indicati e richiesti. Uno di questi elementi, inseguito fino all’ultimo istante del calcio mercato estivo è Semioli e tutti oggi abbiamo capito il motivo di tanta insistenza del tecnico friulano che fonda il suo credo nel gioco delle fasce. Non ce ne vogliano le ali che compongono la rosa del Palermo ma riteniamo che l’unico giocatore di fascia adatto agli schemi di Del Neri sia Santana. Se pensiamo che Bonanni, preso a saldo del vecchio debito tra Sensi e Zamparini, ha grosse doti ma è stato catapultato in una realtà ancora troppo grande per lui e che Gonzalez non ha mai convinto fino in fondo e che Masiello è andato sempre in tribuna c’è da stare poco allegri. La difesa è un vero colabrodo! Ma in questo caso ci pare che l’età media è troppo bassa e manca una guida esperta e carismatica a dirigere l’intero reparto. Il problema portiere esiste da questa prospettiva perché, se escludiamo l’erroraccio dell’Olimpico, Santoni non pare avere grandi colpe sui gol presi. In attacco occorre avere pazienza con il nigeriano Makinwa ed occorre coccolarsi il talento di Caracciolo ma anche qui va chiarito il ruolo di Brienza.

Ciccio è un giocatore di indubbio talento che viene da un ottimo campionato, quello scorso, che gli è valsa la convocazione in maglia azzurra della nazionale ma con gli schemi rigidi che prevedono una seconda punta piuttosto che un fantasista abbiamo la sensazione che sia un pesce fuor d’acqua. Non sarebbe meglio per tutti che il buon Franco vada in una squadra con schemi più adatti ad esprimere il suo grande talento e magari arrivi in cambio una punta esperta che faccia da chioccia e che si renda utile a togliere le castagne dal fuoco all’occorrenza? Sul pubblico abbiamo già espresso parole di disgusto nei confronti dei fischi, specialmente se ingenerosi nei confronti di questo o di quel giocatore di casa, ma abbiamo la sensazione anche qui che tutto stia girando troppo velocemente e che le aspettative di classifica e primati vari stiano creando un vortice che ai primi risultati negativi (speriamo di no, ma arriveranno) si abbatterà con l’impatto di “Katrina”. L’antidoto è quello di spargere umiltà e soprattutto chiarezza dai mass media ai componenti la società rosanero.

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