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Romeo e Giulietta, due amanti al Lelio

  • 14 marzo 2005

Confrontarsi con Shakesperare non è cosa di tutti i giorni, né è da tutti né per tutti; confrontarsi con Shakespeare, insomma, non è cosa facile. Ma è proprio quello che fa Giuditta Lelio con questo suo allestimento (e rilettura) di “Romeo e Giulietta”, in scena sabato 19 marzo alle 21,30 e domenica 20 alle 17,15 al teatro Lelio di Palermo (via Antonio Furitano 5/a). Per la stesura del testo Shakespeare non conobbe di certo le versioni italiane della vicenda di Romeo e Giulietta e cioè “La storia di Ganozza e Maritozzo da Siena” nel Novellino di Masuccio Salernitano (1476), tanto meno “la Istoria novellamente ritrovata di due Nobili Amanti” di Luigi da Porto (1530) o la novella IX della seconda parte delle Novelle di Brandello (1554). Già il Da Porto aveva trasferito la novella da Siena a Verona chiamando i due amanti Romeo Montecchi e Giulietta Cappelletti sulla scorta del dantesco riferimento (cfr. Purgatorio Canto VI,106). Shakespeare sceglie, come fonte, un “poema tragico”, introducendo quelle modifiche alla vicenda che indicano chiaramente lo stadio evolutivo della sua drammaturgia: in primo luogo va osservata la volontà di fare un dramma di poesia riconoscibile come tale ed infatti Shakespeare, al pari di Brooke, pone come prologo al suo poema un sonetto. Da notare che l’86% del testo è in versi, e che tali versi sono, per un quinto circa, rimati o disposti in forme chiuse.

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È fondamentale sottolineare che l’Autore mise mano alla stesura del testo appena dopo la riorganizzazione delle compagnie teatrali; si era infatti nel 1594 e, quindi, dopo quasi due anni di chiusura dei teatri londinesi a causa della epidemia di peste che colse la Città. E, quindi, non poteva avere chiara idea delle capacità degli attori per cui scriveva. Shakespeare si fidava quindi sulla fama già raggiunta e si poneva, come obiettivo, non solo la rappresentazione in Teatri pubblici ma, meglio, in quelli che erano i Teatri di Corte e/o i Teatri privati. L’intento di ricondursi alla commedia aulica francese o italiana è reso evidente poi dalla presenza di un sonetto come prologo al secondo atto. È “giovane” Shakespeare quando pensa e scrive il testo ma, prescindendo già dalla stereotipata divisione del testo in cinque atti, procede per sequenze di continuità temporale. L’azione si svolge in cinque giorni (dal mattino della domenica alla notte del giovedì pomeriggio) e si colloca in quattro sequenze accortamente dosate in misura decrescente sì da sottolineare il progressivo incalzare dell’azione drammatica. Queste le note al testo, per il resto si rimanda il lettore allo spettacolo. In scena al fianco di Lavinia Desideri (Giulietta) e di Andrea Galatà (Romeo), Roberto Burgio, Francesco Franceschiello, Danila La Guardia, Carmine Maringola, Fabio Manno, Michele Morfino, Giuseppe Provinzano. Per info e prenotazioni telefonareal numero 091.6819122. Biglietti al costo di 15 euro (intero) e 13 euro (ridotto Cral).

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