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Teatro Dante: l'Elettric Tour di Eugenio Finardi

Nuovi arrangiamenti elettrici e sonorità rock caratterizzano la nuova tournée, per suonare le sue canzoni storiche del suo percorso trentennale

  • 31 marzo 2011

Torna a Palermo dopo dodici anni di assenza: parliamo del grande Eugenio Finardi che porta il suo “Elettric Tour 2011”, con cui è impegnato dallo scorso 28 gennaio in giro nei migliori teatri e club d’Italia, anche a Palermo dove, venerdì 1 aprile, alle 21.15 (biglietti in vendita presso il circuito box office a 16.50 euro per la galleria e a 21.50 euro per la platea), si esibirà al Cineteatro Dante (piazza Lolli 21, Palermo).

Durante questa tournée il cantante milanese sta facendo riascoltare alcuni dei suoi più grandi successi discografici in una veste completamente rinnovata, grazie anche all’aiuto della sua nuova rock band di alto livello, facendo risplendere sotto un nuova luce brani come “Extraterrestre” (Blitz 1979), “Musica Ribelle” e “La Radio” (presenti invece nel suo secondo album “Sugo” del 1976). Una rivisitazione fortemente rock quella che sentiremo provenire dal palco del teatro quindi, nuovi arrangiamenti che hanno dato la possibilità al cantautore di tornare a suonare brani che non suonava da tempo. Dopo il concerto, Eugenio Finardi incontrerà i suoi fans durante “L’Extraterrestre After show” che si terrà Al Vinile, a poco più di cento metri dal teatro. Un’occasione, questa, per conoscere in maniera informale ed originale l’artista e l’uomo Finardi, il quale si racconterà attraverso le domande che fotografi, giornalisti, fan e amici gli rivolgeranno, in un'atmosfera molto intima.

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Lo avevamo lasciato nel 2008 quando diede alle stampe “Il cantante al microfono”, che tra l’altro quest’anno è diventato anche un dvd, un disco di musica classica per voce e sestetto d’archi, in cui eseguiva le canzoni del poeta russo Vladimir Vysotsky insieme all’ensamble Sentieri Selvaggi diretti dal maestro Carlo Boccadoro, interpretazione che gli è valsa la vincita della “Targa Tenco” proprio lo stesso anno. L'abbiamo ritrovato all’inizio del 2011, con la pubblicazione del libro “Spostare l'orizzonte - come sopravvivere a 40 anni di Rock”, scritto insieme ad Antonio D’Errico (edito da Rizzoli). Facendo un passo indietro, Eugenio Finardi inizia la sua carriera di cantante rock nel 1973 quando la Numero Uno, la casa discografica i cui proprietari erano Mogol e Battisti, pubblica il suo primo 45 giri con i due brani “Spacey stacey” e “Hard Rock Honey”. Da allora ha pubblicato ben 27 album di successo, e viene sempre considerato come uno tra i primi a portare il vero spirito e stile rock durante gli anni '70. Gli abbiamo posto qualche domanda:

Come vivi questo ritorno a Palermo?
In effetti vengo spesso e volentieri in Sicilia in concerti estivi, però è un onore portare la mia musica nel capoluogo presso il prestigioso teatro Dante.

Il repertorio dello storico Finardi ma arrangiamenti di un nuovo Eugenio. Parlaci di questa tua nuova veste, o meglio, di queste nuove vesti che hai voluto dare ai tuoi brani più cari...
Questo tour rappresenta un ritorno al mio suono degli anni '70 e molti brani come “Saluteremo il signor padrone”, vengono eseguiti con lo stesso spirito di allora, troverete piuttosto interessante ascoltare brani più recenti in questa versione che vede oltre me altri due chitarristi elettrici sul palco.

Trent’anni di carriera, quasi una trentina di album pubblicati, un libro e due opere teatrali. Cosa ci riserverà l’eclettico Finardi del futuro?
Sto studiando una macchina del tempo e un film a 5 dimensioni... In realtà mi sto occupando di chiudere un cerchio che mi ha portato ad esplorare la musica spirituale, il fado, la mia anima blues fino al più recente progetto di musica classica contemporanea su Vladimir Visotsky.

Hai iniziato negli anni '70, quando il rock in Italia godeva di buona salute. I tempi, da allora, sono sicuramente cambiati e in trent’anni ne hai avrai viste di cose. Come vedi il mondo del rock oggi? O, generalizzando, il mondo della musica oggi?
Il rock è diventato musica classica, mentre negli anni '70 era di rottura, ora, come il blues, questa musica ha i propri stilemi, una propria ritualità; ad esempio la band di giovani che mi accompagna in questo tour conosce la musica di allora come l'avesse studiata sui libri. La nuova frontiera forse c'è la riserva la classica contemporanea alla quale mi sono avvicinato con rigore.

In ultimo…ti va di presentarci i musicisti da cui ti stai facendo accompagnare?
Ho una band di validi musicisti quasi tutti torinesi: Claudio Arfinengo, alla batteria; Marco Lamagna, al basso; Giovanni Maggiore, alla chitarra elettrica; Paolo Zanetti, all'altra chitarra elettrica; il mio compagno ormai da 4 anni, il maestro Paolo Gambino alle tastiere.

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