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Quando il genio incontra la farina: Federico ritorna a Palermo con la sua "street pizza"

L’amore per la sua terra l’ha fatto ritornare: Federico Mangano ha scommesso su Palermo per realizzare Biga, il suo progetto innovativo di una “street pizza” d’eccellenza

  • 29 ottobre 2019

Federico Mangano

Si dice che sia facile togliere un siciliano dalla Sicilia, ma che non sia altrettanto facile togliere la Sicilia dal cuore di un siciliano.

Federico Mangano, 30 anni, è uno di quei giovani siciliani a cui il coraggio di tornare e investire in Sicilia non è certo mancato. Dopo varie esperienze di studio e lavorative fuori porta, Federico ha scelto Palermo, la sua città d’origine, come punto di partenza per reinventarsi e realizzare "Biga", il suo progetto innovativo di una “street pizza” d’eccellenza.

«Sono partito a 19 anni per Milano, dove mi sono laureato in economia alla Cattolica – racconta Federico – e dopo la laurea mi sono spostato prima in Spagna e poi in Austria e infine in Veneto, dove lavoravo per un gruppo di ristoranti».

«Già da qualche tempo avevo in mente di creare qualcosa di nuovo che ripercorresse i sapori di tutti i prodotti italiani d’eccellenza – continua - e per farlo ho capito che dovevo ripartire da zero e rispolverare le miei origini siciliane, e così ho scelto Palermo come punto di partenza per il mio progetto».
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Andando contro lo stereotipo industriale dei classici fast-food, Federico ha deciso di lanciarsi in un’impresa ambiziosa: creare una “street pizza” di qualità, che racchiude in sé tutte le eccellenze del food locale ed italiano. Quindi, una street pizza sì, ma di alto livello: alacce di Lampedusa zona FAO 37, origano di Pantelleria, vastedda della Valle del Belice, speck IGP e provola delle Madonie, per non parlare poi della salsa di pomodorino ciliegino e della mozzarella fior di latte di vaccina siciliana a Km0 (guarda le foto sulla pagina Instagram).

Biga non è una semplice pizzeria, ma un forno 2.0. nel cuore pulsante del centro storico di Palermo, in via Maqueda 284 (guarda la pagina Facebook), dove a fare la differenza è l’utilizzo esclusivamente di prodotti a Km0 o che rispettano i disciplinari DOP e IGP.

«Ho scelto di chiamare il mio progetto “Biga” perché, oltre ad indicare nel linguaggio tecnico della panificazione una particolare lavorazione dell’impasto, mi ricorda il mio primo approccio alla pizza, quando in Veneto mi è toccato sostituire un pizzaiolo».

«Il nostro obiettivo è quello di offrire qualcosa di vero, fresco e artigianale, lontano dalla logica della grande distribuzione – continua Federico – e per questo abbiamo selezionato solo le migliori aziende siciliane e italiane, con l’intento di dare lustro alle produzioni locali che sono sempre sinonimo di qualità e anche di avvantaggiare lo sviluppo del nostro territorio».

Il locale ha le sfumature di un forno, di una salumeria e di un’enoteca, dove l’artigianalità e l’autenticità dei prodotti sono le parole d’ordine.

Biga non ha segreti e tutta la filiera di produzione avviene totalmente a vista: dallo staio delle pagnotte che hanno raggiunto la lievitazione finale, alla stesura manuale, per finire con la cottura e la farcitura.

Tra la creatività del genio e l’essenzialità dei prodotti d’eccellenza, Federico e Biga ribaltano l’idea dello street-food come cibo, si facile e veloce, ma anche salutare e di qualità, anche grazie ad uno speciale blend di farine utilizzate per l’impasto, di grano, di riso e di soia.

«Per la mia mission ho scelto il cuore del centro storico, perché mi offre più opportunità per far conoscere la mia filosofia culinaria di autenticità sia al palermitano che al turista - spiega – inoltre, da tempo ormai questa è una zona commerciale, battuta soprattutto da forestieri, e io ho voluto affermare un’idea in cui credo sentitamente, ossia quella di un palermitano che punta e investe sulla propria città».

«Per noi giovani spesso andare via non è facile, ma credo che ritornare e rimettersi in gioco sia ancora più complicato, ma alla luce della mia esperienza io sono contento di averlo fatto, grazie anche alla mia famiglia che ha condiviso la mia idea e che è al mio fianco in questo bellissimo cammino».
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