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Un restauro ambizioso e aperto all'Europa: il "raddoppio" di Palazzo Butera a Palermo

Massimo Valsecchi, collezionista milanese, prosegue nel grande progetto che porta in città un polo formativo punto di riferimento per i ricercatori. Ecco dove nascerà

Anna Sampino
Giornalista
  • 26 gennaio 2022

La vista da Palazzo Butera a Palermo

Un centro studi "aperto", un polo formativo punto di riferimento per ricercatori e studiosi d'arte provenienti da tutta Europa. Ma soprattutto un laboratorio culturale sull'identità e la storia siciliane.

È ambizioso il progetto che sta dietro il restauro di Palazzo Piraino, che eredita e completa il più ampio progetto di Palazzo Butera, così come pensato da Massimo Valsecchi che lo acquistò nel 2016.

Per il collezionista milanese l'arte ha una funzione educativa, uno strumento di innovazione: un "catalizzatore di sviluppo sociale". Così i luoghi d'arte devono essere aperti e fruibili. Palazzo Piraino vuole essere questo: un luogo aperto ad artisti e artigiani locali, studiosi e ricercatori.

Se Palazzo Butera ha una funzione espositiva, contenitore - ma sempre aperto e fruibile - della straordinaria collezione di Massimo Valsecchi e Francesca Frua De Angeli. Il "vicino" (l'edificio si trova proprio a fianco) Palazzo Piraino avrà un ruolo più formativo.
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Un centro studi dedicato principalmente alle arti e ai mestieri, dove si farà ricerca anche a partire dall'esperienza diretta di Palazzo Butera come esempio di restauro e riutilizzo di un edificio storico.

«Palazzo Piraino è pensato come il naturale completamento di Palazzo Butera. Sarà un polo di formazione e ricerca diretto sul campo. Metteremo a disposizione di studenti e ricercatori l'esperienza reale acquisita dal restauro di Palazzo Butera.

In modo aperto e assolutamente trasparente e fruibile, come una vera e propria scuola di arte e mestieri». A raccontare ciò che sarà Palazzo Piraino è l'architetto Giovanni Cappelletti, responsabile del progetto architettonico.

«Un'importante novità - anticipa Cappelletti -. Alcuni artisti le cui opere sono esposte tra le collezioni di Palazzo Butera lasceranno qui i loro archivi cartacei, così da poterli consultare in fase di ricerca».

Obiettivo del centro è attrarre e accogliere studiosi e ricercatori, da ogni parte del mondo, che abbiano interesse a studiare e fare ricerca sui pezzi d'arte custoditi a Palazzo Butera. Perchè, per usare le parole dello stesso mecenate: «La collezione è un esperimento. Attraverso accostamenti di oggetti di culture ed epoche diverse, si può educare uno sguardo a comprendere le differenze culturali».

«I piani superiori di Palazzo Piraino verranno destinati a locali di foresteria, dove accogliere per più giorni o mesi studiosi, artisti e ricercatori - spiega Cappelletti -. Mentre a piano terra realizzeremo due grandi sale da utilizzare per convegni e conferenze. I piani intermedi ospiteranno piccole aule da destinare proprio all'attività di ricerca, quindi pensate per piccoli gruppi di persone».

Il cantiere è parzialmente avviato e una volta ottenuti i necessari permessi edilizi, i lavori entreranno nel vivo.

Non solo ricerca e studio. Ma anche un'occasione per un quartiere storico come la Kalsa, dove i due edifici storici sorgono uno accanto all'altro.

Il progetto dei Valsecchi è pensato come un catalizzatore di sviluppo sociale, a partire dal territorio in cui sorge.

Un polo culturale che attrae persone provenienti da tutto il mondo significa accendere i riflettori sul quartiere e su tutto ciò che lo caratterizza. Si genera un indotto importante costituito da hotel, locali, negozi, piccole botteghe e artigiani del territorio.

Insomma un'opportunità di sviluppo economico e sociale per tutta la zona.
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