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Una bella siciliana bionda e con gli occhi di ghiaccio: chi era la "Lili Marleen italiana"

Si esibì nelle caserme e poi al fronte. Anche in Grecia, a pochi chilometri dai combattimenti. La versione italiana della struggente canzone la cantarono tutti

Elio Di Bella
Docente e giornalista
  • 28 febbraio 2023

Lina Termini

Anche i soldati italiani ebbero la loro “Lili Marleen” ed era una splendida siciliana bionda dagli occhi di ghiaccio.

La celebre struggente canzone che l’attrice e cantante tedesca Marlene Dietrich (trasferitasi in America nel 1930) cantò per le truppe Alleate e che divenne presto la "canzone di tutti i soldati al fronte" ( che ricordava loro un amore lasciato a casa), ebbe, infatti, anche una versione italiana, composta da Nino Rastelli.

“Tutte le sere sotto quel fanal presso la caserma ti stavo ad aspettar anche stasera aspetterò e tutto il mondo scorderò con te, Lili Marleen…”: sono i primi versi in italiano della canzone. A cantarli per i soldati italiani dal 1941 sino alla fine del conflitto fu l’artista Lina Termini.

Si esibì prima nelle caserme e poi sul fronte; persino in Grecia, a pochi chilometri dalla zona dei combattimenti. Per i suoi riccioli biondi e quegli gli occhi penetranti, come Marlene Dietrich, fu presto soprannominata la “Lili Marleene italiana”. La versione italiana di “Lili Marleen” la cantarono o la canticchiarono tutti anche in Italia.
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Fece da sottofondo durante tragiche ritirate, nelle lunghe attese nelle trincee, a frettolosi sfollamenti o nei ricoveri antiaerei di città. Pochi (anche nella sua città natale) ricordano oggi che, Carmela Termini, in arte Lina, è nata in Sicilia, ad Agrigento, durante la prima guerra mondiale, l’undici gennaio 1918.

La guerra pertanto ha “inseguito” la sua nascita e la sua giovinezza. Dalla Città dei Templi, si trasferì con la famiglia a Torino, dove il padre Luigi, ferroviere, venne distaccato.

Questa fu anche la sua fortuna perché nel capoluogo piemontese potè frequentare il Conservatorio Statale “Giuseppe Verdi” fino al quarto anno. Nel 1938, quando aveva appena vent’anni, vinse al concorso radiofonico, “Gara nazionale per gli artisti della canzone” della EIAR che si teneva a Torino.

Si affermò subito come una delle voci più interessanti della musica leggera, tra la fine degli anni Trenta e l’inizio degli anni Quaranta. Una delle “bacchette” di punta delle orchestre radiofoniche, il maestro Cinico Angelini, la scoprì e grazie a lui Lina Termini esordì dai microfoni della EIAR, l’ente radiofonico nazionale, nel capodanno del 1939 con l’orchestra Angelini, cantando “Quando cadrà la prima stella”.

Contemporaneamente iniziò la sua carriera discografica per la Cetra, la casa discografica cui rimase legata per tutta la sua carriera.

Prestissimo arrivò anche il cinema: la prima volta nel 1940 con un cameo nel film-documentario di Giacomo Gentilomo “Ecco la Radio”, nel ruolo di sé stessa, unico suo ruolo cinematografico accreditato. Si trattava di una pellicola autocelebrativa, prodotta dalla EIAR; la seconda volta cantando “Una Romantica Avventura”, canzone tratta dal valzer composto da Alessandro Cicognini, tema del film omonimo diretto da Mario Camerini in lizza al festival della Mostra del Cinema di Venezia di quell’anno.

Fu un anno intenso il 1940: incide, sotto la direzione del maestro Pippo Barzizza, “La Pupa della Nonna”, un brioso swing in coppia con un’altra stella della canzone di quegli anni, Silvana Fioresi. Venne accompagnata in quel periodo, in tante esibizioni dall’orchestra di Pippo Barzizza, attraversando l'Italia, dapprima a Bologna, poi a Montecatini e in altre località.

Dal 1942 milioni di italiani canteranno “Ma l’amore no”, la canzone più famosa di Lina Termini, che ancora oggi gode di buona popolarità. Era diretta da Angelini e venne incisa per la Cetra.

“Ma l’amore no” fu certamente il cavallo di battaglia della cantante: ripetutamente trasmessa in radio, fu uno dei leitmotiv del periodo bellico. "Ma l'amore no" è tratta dal film "Stasera niente di nuovo" interpretato tra gli altri dalla immensa Alida Valli. E’ entrata di buon diritto nel novero delle "evergreen" di casa nostra.

All’apice della popolarità, nel 1943, Lina si sposa con Francesco Guerra e nello stesso anno mette al mondo la figlia, Elisabetta. Era il preludio di un cambio di vita: nel 1944, infatti, dice addio alla sua breve e folgorante carriera artistica ritirandosi definitivamente a Torino, fino alla morte sopraggiunta il 21 aprile del 2004, alla bella età di ottantasei anni. Riposa, accanto al marito (Francesco Guerra, nato nel 1917 e scomparso nel 1998), al Cimitero Monumentale di Torino.

Questa figlia di Agrigento con il suo timbro delizioso ha contrassegnato un pezzo importante della nostra canzone italiana. Tra le altre sue canzoni più famose ricordiamo anche “Sempre”, “Forse tornerò”, “Sento nel cuor”, “Partirai”, “Alba triste”, “Ricordami”, “Primo bacio ed Illusione”, e insieme alla sorelle Lescano, “Cucù” e “Venezuela”.
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