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Altro che Ikea, all'ex Fiat arriva il presidente del Catania: che cosa sappiamo sul progetto

Come si trasforma l'area secondo il progetto scelto dai commissari Blutec tra i 5 presentati in risposta al bando. I dettagli sul futuro dell'area e dei lavoratori

  • 27 marzo 2024

Lo stabilimento ex Blutec di Termini Imerese

Una vicenda che ha tenuto col fiato sospeso l’intera Sicilia e, soprattutto, gli oltre 500 lavoratori da (troppo) tempo in attesa di risposte. Adesso, però, per l’ex stabilimento Blutec di Termini Imerese c’è un progetto (anche parecchio ambizioso) e un nome molto conosciuto.

Partiamo dal progetto: si punta a far diventare l’area industriale di Termini Imerese un grande polo di sviluppo del Mediterraneo, grazie anche alla presenza di una infrastruttura portuale di tutto rispetto. Il tutto, sembrerebbe, a partire da novembre quando dovrebbe diventare pienamente operativo il terminal container gestito da MSC.

Passiamo, adesso, invece, al nome dell’aggiudicatario: Ross Pelligra, imprenditore italo australiano, patron del Catania. È stato proprio il suo progetto ad essere stato scelto (erano cinque in totale quelli presentati in risposta al bando) dai commissari Blutec.

La notizia è arrivata al termine dell’incontro, tenutosi al Mimit, dove erano presenti il ministro delle Imprese e del Made in Italy, Adolfo Urso, il ministro del Lavoro, Marina Calderone, i rappresentanti della Regione Siciliana, il Sindaco di Termini Imerese Maria Terranova e l’Assessore alla reindustrializzazione Giuseppe Preti, il presidente dell’Autorità del Mare della Sicilia Occidentale, Pasqualino Monti, i commissari di Blutec e i rappresentanti sindacali.
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Quale sarà, adesso, però, il prossimo step? Prima dell’estate, ha fatto sapere il ministro Urso, verrà realizzato un incontro per presentare a possibili investitori, provenienti da tutto il mondo, le opportunità di insediarsi nell’area industriale termitana, che punta a diventare ancora più attrattiva non soltanto grazie alla presenza di un porto commerciale e logistico, ma anche per via del progetto di un interporto collegato al sistema ferroviario.

Il progetto di Pelligra, intanto, prevede una prima fase di bonifica per, poi, passare ad attrezzare la zona e renderla pronta per accogliere insediamenti produttivi.

Dopo tanti anni di tentativi finora andati a vuoto, il primo cittadino di Termini Imerese ora ha intenzione di tenere i riflettori accesi sulla questione: «Quel che è certo – prosegue il sindaco, Maria Terranova – è che noi vigileremo attentamente sulle prospettive di sviluppo del sito, fornendo, come sempre, il massimo contributo e con l’obiettivo di mettere, innanzitutto, in sicurezza i lavoratori. Intanto, come città, abbiamo presentato al Ministro, che è sembrato interessato, una nostra proposta di interporto».

L’intervento, presentato dal primo cittadino, riguarda la realizzazione del progetto di interporto all’interno di una parte dello stabilimento ex Fiat attraverso una sua rifunzionalizzazione parziale.

Si parla di un complesso organico di strutture e servizi integrati e finalizzati allo scambio di merci tra le diverse modalità di trasporto, comunque comprendente uno scalo ferroviario idoneo a formare o ricevere treni completi e in collegamento con porti e aeroporti.

«Si tratta, dunque, di realizzare un’infrastruttura dotata di un terminal ferroviario che consenta un elevato livello di integrazione e di coordinamento delle infrastrutture di trasporto esistenti e quelle di progetto finalizzate ad un ottimale trasporto delle merci con le modalità disponibili – precisa Maria Terranova -.

I vantaggi di una realizzazione all’interno dell’area dello stabilimento sarebbero notevoli, come un’economia nel costo complessivo dell’opera, ma anche una riduzione dei tempi di realizzazione, la riallocazione funzionale di parte del personale ex Fiat (circa 100 dipendenti) e zero consumo di ulteriore suolo. Per non parlare, poi, della possibilità di inserimento sinergico di una Zona Franca Dogale».

Proprio il futuro dei lavoratori è una delle cose su cui molti si interrogano: «Accogliamo sicuramente con favore la notizia della aggiudicazione dello stabilimento. Sin dal nostro insediamento ci siamo impegnati nel portare avanti, con determinazione, tutte le potenzialità del nostro porto: da quella commerciale, a quella turistica, dal diporto alla cantieristica. Nutro, chiaramente, ancora diversi timori sul fronte della salvaguardia dei livelli occupazionali», precisa Maria Terranova.

Secondo quanto emerso al tavolo, in 350 verranno assunti, per due anni, e impiegati per la riqualificazione dell’area. Altri 40 operai potranno andare in pensione da subito. Resta la questione aperta per tutti gli altri, circa 180 e per gli operai dell’indotto.

Le ipotesi sul tavolo, illustrate dalla ministra Calderone, su questo punto caldo, vanno dal riconoscimento del lavoro usurante, ma si parla anche della possibilità di prevedere altri due anni di Naspi allo scadere della Cig (previsto per il 4 novembre), per poi proseguire fino alla pensione.

Infine, tra le ipotesi, anche la costituzione di una nuova azienda di scopo pubblico che possa assorbire gli operai.

«Una situazione complessa quella dei lavoratori ex Blutec che va affrontata con una soluzione articolata e sistemica. L'assessorato del Lavoro della Regione Siciliana farà per intero la propria parte mettendo a disposizione le risorse previste, che ammontano a 30 milioni di euro, sia per le politiche passive che per quelle attive necessarie a far ripartire il ciclo produttivo.

Abbiamo già avviato le interlocuzioni per definire un programma di utilizzo delle risorse di concerto con il ministero del Lavoro, supportato dall'agenzia Sviluppo Lavoro Italia, e con le parti sociali.

Ci aspettiamo la disponibilità da parte di tutte le istituzioni coinvolte per un proficuo utilizzo delle risorse che abbiamo riprogrammato per la definitiva risoluzione di questa lunga vertenza», ha precisato l'assessore regionale al Lavoro, Nuccia Albano.

«Abbiamo sempre lavorato con tenacia assieme al governo nazionale per il rilancio dell’area industriale di Termini Imerese e per dare una prospettiva certa e sicura ai lavoratori e alle loro famiglie. Si compie un altro passo avanti per la riconversione dello stabilimento.

Un rilancio atteso ormai da tanti, troppi anni e che richiede azioni concrete e tempestive. Il governo regionale continuerà a mantenere alta l’attenzione e a fare la propria parte perché il progetto possa diventare concreta realtà e perché possa essere assicurata agli ex dipendenti una soluzione economica e lavorativa adeguata», dichiara il presidente della Regione Siciliana, Renato Schifani.

L’assessore regionale alle Infrastrutture Alessandro Aricò entra più nel dettaglio: «Abbiamo assicurato il nostro supporto per tutto quanto attiene alla logistica nella zona industriale attorno all'ex stabilimento Blutec. L'obiettivo è quello di rendere l'intera area funzionale e competitiva.

Tra l'altro, attraverso il rilancio degli Interporti siciliani potremo realizzare un vero e proprio polo industriale che invogli aziende nazionali e internazionali a investire su Termini Imerese trasferendo qui le proprie attività produttive».

Dopo oltre dieci anni «di false promesse, infatti, l’ex stabilimento della Fiat si avvia a non essere più una cattedrale del deserto – spiega l’assessore regionale alle Attività produttive Edy Tamajo –. Il gruppo Pelligra, stando alle parole del ministro Adolfo Urso, è specializzato nella riconversione di stabilimenti dismessi in parchi industriali.

I commissari hanno esaminato dei casi di successo. Da sempre il governo regionale è al fianco degli oltre 500 lavoratori ex Blutec, le cui sorti sono state al centro della nostra azione. Oltre ai 350 che saranno assunti da chi si aggiudicherà il bando, anche i restanti hanno avuto garanzie da parte della ministra del Lavoro».
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