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Da Palermo a Grey's Anatomy: questa volta a diventare "vip" è una ricerca medica

"Non potevo crederci" dice Maria Giovanna Francipane: gli autori del medical drama l'hanno chiamata per prendere in prestito una delle sue ricerche e usarla nella serie

  • 21 febbraio 2018

La ricercatrice Maria Giovanna Francipane

La Sicilia è apprezzata nel mondo per svariati motivi: dalla cultura all’arte, passando per il cibo e la calda accoglienza. Da qualche giorno spicca però un nuovo valore aggiunto: il lavoro di ricerca di Maria Giovanna Francipane, ricercatrice palermitana della Fondazione Ri.MED.

La ricerca della Francipane – risultato di giornate intere trascorse tra esperimenti, analisi di dati, articoli scientifici, studio ed incontro - è protagonista di una delle puntate più importanti della serie tv Grey’s Anatomy.

Ripercorrendo in breve l’episodio, al Grey Sloan Hospital si svolge la “Surgical Innovation Contest”, una competizione di tecniche chirurgiche innovative: tra loro una si aggiudicherà un premio di cinque milioni di dollari.

Tra queste compare la ricerca della Francipane: l’idea alla base della ricerca svolta da Francipane è “preso in prestito” dalla dottoressa Meredith Grey, tra le protagoniste più importanti della serie. Durante un intervento, Meredith è colpita da un’idea innovativa: “piccoli frammenti di organo possono svolgere la stessa funzione di un organo intero".
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"Trapiantando cellule epatiche nel linfonodo (come la milza) possiamo rigenerare mini-fegati in grado di ripristinare la funzionalità epatica in pazienti i cui fegati non funzionano più”.

La ricerca è risultato di anni di lavoro iniziati a Palermo: «dopo un percorso universitario ed un dottorato presso l’Università di Palermo mi sono trasferita negli USA grazie ad una borsa di studio bandita dalla fondazione Ri.Med» dichiara Francipane, sottolineando l’importanza svolta dalla ricerca italiana all’estero.

La chiamata dagli autori di Grey’s Anatomy è arrivata come un fulmine in ciel sereno: «Quando il laboratorio è stato contattato dagli scrittori di Grey’s anatomy non potevo crederci - racconta - Io sono una grande fan di questa serie televisiva e guardando i vari episodi ho avuto la sensazione che gli autori prendessero spunto da casi clinici e ricerche sperimentali reali ma mai avrei immaginato che un giorno sarebbero stati interessati anche alle nostre ricerche»,

L’episodio andato in onda è una sorta di traguardo mediatico che permette una maggiore coscienza della condivisione dei risultati, che si producono in un laboratorio, con il mondo esterno.

«Spesso chi non fa ricerca fa fatica a immaginare che i nostri risultati possano essere letti ed utilizzati da persone che si trovano molto distanti da noi - commenta ancora - La condivisione è preziosa per tutti, non solo per i ricercatori, ma anche per i pazienti e la gente comune e ben venga la condivisione attraverso la tv».

La sua città, Palermo, si è fatta subito sentire, tra messaggi di affetto e complimenti, che permettono alla ricercatrice di sentirsi a casa. «È sempre bello sentire il calore dei propri conterranei, Palermo mi manca, ma il mio obiettivo è ritornarci in futuro. Sono molto legata alla mia città, perché mi ha offerto tanto».

Il lavoro della ricercatrice è motivo di orgoglio per tutta la ricerca medica italiana trapiantata all'estero, che grazie allo strumento televisivo può essere trasmessa “in chiaro” in tutte le case del mondo.
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