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Addio al noto drammaturgo Michele Perriera

Il grande drammaturgo e scrittore palermitano, fondatore del Gruppo '63 e direttore della scuola di teatro Teatès, si è spento dopo una lunga malattia

  • 11 settembre 2010

Michele Perriera, scrittore e regista palermitano, una delle voci più importanti ed autorevoli del panorama teatrale nazionale, si è spento dopo aver lungamente lottato contro un male incurabile, all'ospedale Giglio di Cefalù. Aveva 73 anni. Solo qualche settimana fa, al Castello a Mare di Palermo, la città aveva voluto omaggiare il grande maestro con uno spettacolo di Filippo Luna, mettendo in scena uno dei suoi testi più belli, “Il piano segreto”, attraverso il quale il pubblico aveva potuto ammirare, ancora una volta, la sua capacità profetica e il suo sguardo acuto e profondissimo sulla realtà, oltre ogni tempo e ogni spazio.

Nato a Palermo nel 1937, Perriera è stato uno dei protagonisti della vita culturale siciliana e italiana, animatore instancabile di iniziative che favorissero il progresso civile di un popolo, attraverso lo strumento a lui più congeniale, il Teatro. Fondatore del Gruppo ’63, il suo scopo, condiviso dai tanti grandi intellettuali che aderirono al movimento, fortemente critici nei confronti delle opere letterarie ancora legate a modelli tradizionali tipici degli anni cinquanta, era quello di sperimentare nuove forme di espressione, rompendo con gli schemi tradizionali. A questo suo credo, Perriera è rimasto fedele fino all’ultimo, come dimostra la coerenza della sua produzione drammaturgia e narrativa, la sua inconfondibile poetica che lo ha reso una delle voci più originali del ‘900. Scrittore sempre lucido, dotato di uno sguardo trasversale sulla realtà e sul senso dell’esistere, ci ha lasciato immortali opere di narrativa, come “La principessa Montalo” (1963), “Il romboide” (1969), “Il piano segreto” (1984), nonchè i romanzi “A presto” (1990), “Delirium cordis” (1995), e “Finirà questa malìa” (2004), l'affresco autobiografico di una città, il suo testamento autobiografico “Romanzo d'amore” (2002) e il recente “La casa” (2007).

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Nel 1994 era stato chiamato a dirigere la collana di teatro della prestigiosa casa editrice Sellerio, con cui ha pubblicato la memoria-intervista Marcello Cimino, “Vita e morte di un comunista soave” (1991), “Anticamera” (1994), “La spola infinita” (testo che è stato insignito del "Premio Mondello" 1995), “Con quelle idee da canguro. Trentasei anni di note ai margini” (1997), “Atti del bradipo” (1998), “Ritorno” (2003). Tante e indimenticabili poi le sue regie, di cui è anche autore dei testi, “Morte per vanto” (1970/1995), “I pavoni” (1983/1997), “Ogni giorno può essere buono” (1993), “Anticamera” (1994), “Dietro la rosata foschia” (2001), “Pugnale d'ordinanza” (2004/2005), “Buon appetito” (2004/2005) e "Come, non lo sai?" (2008). La sua assoluta conoscenza e padronanza del mezzo espressivo teatrale si evidenzia ancora nella riscrittura del “Macbeth” di Shakespeare (1973) e de “Le sedie” di Ionesco (1974). Fra le altre regie più note, si segnalano, “Il gabbiano” di Cechov (1981), “Occupati d'Amelia” di Feydeau (1983), “La cantatrice calva di Ionesco” (1985), “I fisici” di Durrenmatt (1987), “Aspettando Godot” (1985) e “Finale di partita” di Beckett (1992).

Fortemente convinto della necessità di trasmettere la Cultura e aprire al linguaggio teatrale le giovani generazioni, per anni è stato insegnate di italiano, presso la scuola media statale 41ma di Palermo. Meritoria è stata ancora la sua attività di direttore del teatro e della scuola di teatro Teatès di Palermo, vera fucina di talenti, punto di riferimento per più di una generazione di attori e registi palermitani e non solo. Dal gennaio 1997 al dicembre 2005, inoltre, ha diretto la Scuola di Teatro del Comune di Marsala. Anche per tutto questo, nel 2006 gli è stato conferito il Premio della Critica Teatrale.

Con la morte di Perriera, la cultura italiana perde uno dei suoi interpreti migliori, tra i pochi ancora in grado di sollevare il pubblico nelle sfere più alte del pensiero e della riflessione più profonda, in virtù di un linguaggio onirico e visionario di cui sentiremo la mancanza, nel convincimento che non nascono spesso sensibilità di questo genere, capaci di accompagnare la crescita civile di una nazione. Alla moglie Lisa e ai figli Giuditta e Gianfranco il più profondo cordoglio. Il funerale si terrà lunedì 13 settembre alle ore 11 presso la chiesa di San Luigi, in via Ugdulena a Palermo.

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