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Anche i saldi sono in crisi: consumi ridotti del 20%

Nonostante l'avvio dei saldi, il 2013 parte con un calo dei consumi. Continua la crisi delle attività storiche di Palermo: difficoltà per Fiorentino e Flaccovio

  • 5 gennaio 2013

Anno nuovo, vita nuova, crisi vecchia: nel segno della continuità con il 2012, il 2013 si avvia con un calo dei consumi, nonostante l'inizio dei saldi di fine stagione, appuntamento solitamente molto atteso e sempre in grado di ridare ossigeno all'economia.

Nessuna grande ressa, niente file davanti ai negozi: già da prima di Natale la Regione siciliana aveva liberalizzato l'anticipo delle promozioni, per dare il via ufficialmente agli sconti nella giornata di mercoledì 2 gennaio.

I primi bilanci a livello locale hanno stimato un calo di circa il 20% nelle vendite, rispetto al 2011; a livello nazionale, le stime di Federconsumatori hanno previsto una riduzione della spesa media nel periodo dei saldi, pari a 219 euro a famiglia, con una contrazione della spesa del -18,8%.

Si compra poco, facendo attenzione ai prezzi: non ci si trova davanti ad un completo fallimento, ma non si può di certo parlare di una ripresa. Come ogni anno, molti i consigli per evitare spiacevoli sorprese, tra cui quelli di non acquistare capi d'abbigliamento che non è possibile provare e obbligare i commercianti in possesso del Pos ad accettare il pagamento con carte di credito e bancomat, oltre al classico controllo del prezzo "prima e dopo" l'applicazione dello sconto.

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Un ultimo anno decisamente infelice per le attività commerciali della città di Palermo: tante le saracinesche abbassate, i tagli al personale e le difficoltà per gli esercizi storici. Ultime da un punto di vista cronologico, la gioielleria Fiorentino e la libreria Flaccovio, che hanno riconfermato la cassa integrazione in deroga per i propri lavoratori. Per quanto riguarda Fiorentino, si è arrivati a 14 esuberi, contro i 27 chiesti dalla proprietà; a partire dalla prossima settimana, inoltre, verrà presentata la richiesta della cassa in deroga, per un accordo che dovrebbe coprire tutti i 49 lavoratori interessati per un anno.

Situazione diversa sul versante Flaccovio: l'azienda, che non aveva avanzato procedure di licenziamento, ha fatto richiesta per la cassa integrazione per sei mesi. Rimane ancora attivo l'allarme cessione per un dei punti vendita, ma si tratta di voci non confermate.

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