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Blonde Redhead, tutto è fuorché rock

I tre eroi della scena indie americana si evolvono verso qualcosa che tutto è fuorché rock; le loro songs fanno pensare al cantautorato francese di Serge Gainsbourg

  • 16 luglio 2004

Il prato di piazza Magione a Palermo affonda sotto 3000 piedi, provenienti da ogni angolo della Sicilia, per assistere al concerto dei newyorkesi Blonde Redhead (detentori del titolo di campioni della categoria pesi massimi del post-rock), lunedì 12 luglio scorso, in occasione della prima serata dal “Balarm Rock Festival”, apputamento inaugurale di Kals'Art, la rassegna estiva di spettacoli organizzata dal Comune di Palermo. Un incontro che ha visto sul ring anche gli emergenti Postoko e Mari x, entrambi siciliani dallo spirito “indie”. E' stato uno scontro all'ultimo reef. I giovani Postoko si sono mossi bene, hanno tenuto il palco da leoni con un sound schietto ed aggressivo, queasi a evocare i primi Mogwai. Maxime (chitarra, voce), Giancarlo (chitarra), Saro (batteria), fra un reef e l'altro, dopo frequenti stop and go che tengono tutti col fiato sospeso, echeggiano i tappeti elettronici di Giovanni Torregrossa, in arte Keinmverbreitung. Il guru dell'elettronica palermitana, il profeta del rumore smodato come supremo ordinatore del caos per l'occasione sposa la causa psichedelica del gruppo e non é azzardato un paragone coi Motorpsycho affiancati da Deathprod. Performance niente male, un suono decisamente atletico. 

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Non demordono i Mari X, mantengono un contegno da indie-rock band sobria ed essenziale senza fronzoli ed effetti di sorta. La loro personalità si esplica negli slanci emo-core che prendono la rincorsa dagli altalenanti arpeggi di Gianfranco Marino (chitarra e voce) e da un bassista (Fabrizio Vittorietti) ed un batterista (Alessandro Guccione) che sembrano nati per suonare assieme. Molto dinamici, soprattutto nell'esecuzione dei brani di “Due”, l'ultimo album del gruppo. Energia elettrica allo stato puro. Quando salgono sul palco i Blonde Redhead sono appena le 22.30, salta subito agli occhi la divisa comune dei gemelli Pace e la vestaglina provocante di Kazu Makino. Se il trio fosse un triangolo (supposizioni maliziose di fan stimolati dalla vocina erotica di Kazu), sarebbe sicuramente isoscele dato che i gemelli sono identici. Aprono con una Anticipation di “Misery is a butterfly” che chiede al pubblico ancora un po' di pazienza per ascoltare i melodiosi sussurri di Kazu in una “In Particolar” di “Melody of certain damaged lemons” che fa sempre lo stesso effetto di sigla di cartoneanimato anni '80. Dello stesso album eseguono anche “Melody of certain three” ed “Hated because of great qualities” per poi gettarsi a capofitto nello psychoprog di “Futurism vs. Passeism part II”, nelle ritmiche ossessive di “Suimasen” e nel noise più sonicyouthiano del termine di “This is for me and i know everyone knows” del precedente lavoro “In an expression of the inexpressible”.

I tre eroi della scena indie americana si evolvono verso qualcosa che tutto è fuorché rock; le loro songs fanno pensare al cantautorato francese di Serge Gainsbourg del quale hanno anche registrato una cover “Slogan” e della sua compagna Jane Birkin la cui voce molto sensuale (ricordate “Je t'aime, moi non plus”?) pare ispirare i gemiti della giapponesina. Le suites di ispirazione barocca (a volte sembra di scoltare i lavori per organo di bach) sono un condensato di saggezza armonica che trova nell'organo e negli abbellimenti sintetizzati la sua realizzazione più scarna. E poi la musica dei Blonde Redhead richiama alla mente le immagini del cinema francese di François Truffaut e l'intensità nostalgica delle sue colonne sonore. A tal proposito la serata si conclude con “Falling man”, una dolce ninna nanna con la quale Kazu, la sua vocina timida accompagnata da una tastiera leggera dà la buonanotte al trastullato pubblico. Il prossimo appuntamento con il “Balarm Rock estival” è fissato per mercoledì 28 luglio al Deposito locomotivr Sant’Erasmo di Palermo (via Messina Marine), con il concerti degli inglesi Wire e i palermitani Laya e Sexymomo. L’ingresso costa 3 euro. Info su www.balarmrockfestival.com

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