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Dominique De Beir e la passione dell’arte

  • 10 maggio 2005

La Francia incontra Palermo e subito questo connubio scatena nuove idee, nuove suggestioni, in particolare la fantasia di un’artista, Dominique De Beir (www.dominiquedebeir.com), dà vita a qualcosa di inedito. La mostra “Gli attrezzi della mia passione” allestita ai Cantieri culturali alla Zisa (visitabile fino al 19 maggio dal martedì al sabato dalle ore 14.00 alle ore 19.00), presentata dal Centre Culturel Français de Palerme et de Sicile con un testo in catalogo di Paola Nicita, coniuga le atmosfere di Palermo, i suoi chiaroscuri con la creatività della De Beir che rimane quasi folgorata dalle tradizioni, dai riti religiosi che si svolgono in città in tempo di Pasqua. Non è più la santa portata in processione dai fedeli l’oggetto della “passione”, come testimonia il video “Gli attrezzi della mia passione o la passione degli attrezzi” realizzato in collaborazione con Vincent Côme, ma la carta, i materiali che nelle mani dell’artista subiscono, con gestualità veloce e quasi ossessiva, graffi tagli e perforature.

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Sacro e profano si legano indissolubilmente nei lavori di questa artista che ha inventato e commissionato ad orafi, fabbri e ceramisti palermitani una nuova versione degli oggetti legati alla passione di Cristo che la De Beir utilizza durante un performance per realizzare grandi scatole bucherellate all’interno delle quali il fruitore ha la possibilità di entrare. Nell’ambito di questa mostra inoltre sono intervenuti in un workshop alcuni artisti palermitani, Marco Crescimanno e Giuseppe Stassi, insieme agli artisti francesi Anne Clémence de Grolle, gli artisti di Picardie, Catherine Larré, Olivier Michel e il gruppo Uncorporeted, per una riflessione collettiva sui concetti di frammento, memoria, fragilità. Dalla tradizione nasce, dunque, l’innovazione, senza dimenticare “come interi pezzi crollano, di palazzi, di paesaggio, di memoria”, scrive la De Grollée che realizza “Paesaggio eccelente”, un vero e proprio puzzle magnetico che riproduce palazzi abusivi non ancora ultimati e che si mescolano ai reperti archeologici rischiando di sopraffare tradizione, paesaggio e storia di un luogo.

Un occhio non abituato alla nostra realtà ci mette in guardia di fronte al deterioramento culturale che giorno per giorno viviamo, rendendo stra-ordinario ciò che noi percepiamo come ordinario e mettendo in relazione tradizione e innovazione nel costringerci a riflettere sulle possibilità di dialogo tra queste, tra l’interno e l’esterno, come ha fatto la De Beir bucherellando le grandi scatole realizzate con le casse della frutta. Il dialogo culturale tra Francia e Sicilia avrà seguito nell’allestimento di questa esposizione ad Amiens presso il Centre Culturel Le Safran nel dicembre del 2005. In quest’ambito, inoltre, gli artisti palermitani saranno ospitati in Francia per un periodo di residenza.

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