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La cozza, bruttina stagionata o mitilo afrodisiaco?

  • 7 giugno 2007

INGREDIENTI PER 4 PERSONE:
Un kg e mezzo di cozze, 300 gr di pomodori maturi pelati, olio extra vergine, qualche spicchio d’aglio, un po’ di prezzemolo, sale e pepe

Per lui: dicesi “cozza” fanciulla di non bello aspetto, che ha un’unica ricchezza, un’amica che fa seccare le cannarozza. In genere la fanciulla è saggia, guardinga, di notevolissimo acume, detiene un potere straordinario, spesso inconsapevole: ha la fiducia incondizionata della squinzia da arpionare. Ciò significa che per arrivare alla preda occorre lavorarla bene. Per lei: preziosa amica, molto sveglia, i cui consigli sono spesso fondati avvertimenti contro manovre di avvicinamento a tenaglia. Occorre tenersela cara, ingraziarla con incoraggiamenti che potenzino le sue enormi qualità. (2) f. s. mitilo che vive sugli scogli, la cui preparazione può aprire interessanti trattative riguardo gli sviluppi di relazioni fra rappresentanti di categorie diverse… Nota anche come afrodisiaco frutto di mare. È opportuno lavorarle bene. La scelta è molto importante. Così come la pulizia. Se sono cozze di allevamento basta lasciarle in acqua per un’ora, sciacquarle e cuocerle, se sono cozze di scoglio, le più buone, si faticherà di più perché non solo si devono togliere i parassiti, le incrostazioni bianche a forma di cratere, con l’apposito coltellino, ma si dovrà togliere anche la barbetta tirandola verso l’alto. Una volta pulite si offrono varie versioni: una vuole che si cuociano le cozze a fuoco vivo in un tegame dai bordi alti con il coperchio insaporendo con un filo d’olio extra vergine e abbondante aglio, shakerando dall’alto al basso, per facilitare l’apertura dei gusci. Bastano pochi minuti ed è pronta l’impepata.

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Tocco finale: una bella cafuddata di pepe nero e a piacere spicchi di limone. Un’altra versione, più camurrusella, vuole che le cozze una volta scoppiate, seguendo la ricetta precedente, vengano tolte dai gusci, anche se non è necessario - io per esempio non lo faccio mai- e tenute in caldo. Il sugo rimasto va filtrato e conservato. Nel frattempo si imbiondisce qualche spicchio d’aglio con l’olio extra vergine e si uniscono i pomodori pelati, si fa cucinare per un quarto d’ora, il tempo che i pomodori si ammorbidiscano, il sugo filtrato, si lascia insaporire per un’altra decina di minuti, senza fare stringere troppo. Si preparano i crostini con le fette di pane, preferibilmente di paes e. Infine si uniscono le cozze, una bella spolverata di peperoncino e una manciata di prezzemolo tritato. Si serve subito bello cavuru cavuru e, secondo me, deve essere tassativo l’utilizzo delle mani, che può risultare molto godurioso. Un ritorno archetipico al contatto col cibo, e chissà che non si aprano le porte del cielo…

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