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La “Norma” di Bellini al Massimo

  • 27 marzo 2006

Sarà la “Norma” di Bellini la protagonista del prossimo appuntamento al teatro Massimo di Palermo (piazza Verdi) per il cartellone della stagione di opere e balletti di quest'anno, che vedrà le luci del palcoscenico il 2 aprile alle ore 20.30 (ANNULLATE le repliche in seguito alle agitazioni con repliche comprese fra il 4 e il 13 dello stesso mese), per la regia di Walter Pagliaro. «Fiasco!!! Fiasco!!! Solenne fiasco!» scrisse il compositore catanese al suo amico e librettista Felice Romani in una lettera all’indomani della prima dell’opera, un insuccesso dettato da scelte stilistiche poco convenzionali e che fecero storcere il naso al pubblico. Una sconfitta che però consolidò gradatamente il consenso della platea e che tenne il cartellone per ben trentaquattro sere, annunciando così il trionfo dell’eroina druida e del suo autore. «Norma, tra le creazioni di Bellini, è quella che è più ricca di vera melodia, unita con profondo realismo alla passione intima», dichiarò Richard Wagner. La drammatica storia della sacerdotessa fu tratta dalla “Norma” di Soumet, che trovava il suo archetipo in Medea (la madre che, per punire l’amante infedele, uccide se stessa e i figli, che nel libretto di Romani vengono invece risparmiati) e nella “Vestale” di Spontini. Il libretto di Felice Romani valorizza l’elemento corale dando vita al rito druidico, che trova spazio nella grande pagina musicale di “Casta Diva”, una partitura che diede non poche difficoltà al celebre soprano Giuditta Pasta: si dice infatti che, durante i venti giorni di prove estenuanti, la cantante tentò di farsi sostituire nella parte (tecnicamente detta “cavatina”), ma Bellini le consigliò di studiare più attentamente, in modo che i significati musicali potessero essere resi appieno.

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Sacerdotessa di Irminsul e figlia di Oroveso, capo dei Druidi, Norma, già amata dal proconsole romano Pollione, è poi da lui abbandonata per la novizia Adalgisa. La tragedia lirica in due atti è immersa in un contesto storico che vede fronteggiare Galli contro Romani. Ed è proprio nella celebre invocazione alla divinità lunare “Casta Diva” che Norma chiede la pace fra i due popoli, implorando di allontanare il momento della guerra. La sacerdotessa fa passare per divini i suoi desideri personali ed esorta alla pazienza: un sommossa dei Galli metterebbe in pericolo Pollione, che tuttavia viene preso e condannato al rogo, poiché è accusato di aver profanato il santuario. Norma offre a questo punto la libertà al proconsole romano, purché accetti di rinunciare ad Adalgisa e di tornare da lei: egli rifiuta e la protagonista confessa ai Druidi di aver anteposto i suoi voleri a quelli dei Galli. Mentre la folla prega, Norma e Pollione avanzano verso il fuoco mortale. Ricordiamo, fra gli interpreti principali di questo allestimento, Dimitra Theodossiu (Norma) e Riccardo Zanellato (Oroveso). I biglietti (il cui prezzo oscilla fra 9 euro e 97 euro) si potranno acquistare nei giorni di spettacolo da un'ora prima a mezz'ora dopo l'inizio della rappresentazione, mentre quelli prenotati vanno acquistati almeno tre giorni prima della rappresentazione. Per maggiori informazioni su abbonamenti, riduzioni e prenotazioni telefonare allo 091.6053580 o al numero verde Hellò Ticket 800.907080.

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