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Milan-Palermo 3-3: Europa stiamo arrivando

Trentasettesima giornata, 20 maggio 2005, Milan-Palermo 3-3

  • 23 maggio 2005

Certo che il calcio è proprio strano! Se all’inizio del campionato ci avessero detto che il Palermo sarebbe tranquillamente arrivato in zona Uefa, molti tifosi stupefatti avrebbero esclamato: “Magari!”. Invece, ora che questo risultato è stato raggiunto meritatamente, i tifosi più esigenti storcono un po’ il naso pensando ad un sogno più grande sfuggito di mano da qualche settimana: la Champion’s League. Ma tralasciando i sempre incontentabili, il raggiungimento di questo obiettivo è sicuramente il giusto premio per una squadra che ha giocato un campionato esemplare, al massimo delle proprie possibilità e spinto da un entusiasmo che non è mai calato. E questo risultato il Palermo l’ha festeggiato davanti la TV, ovvero seguendo la partita del Messina che, perdendo a Brescia, ha matematicamente abbandonato l’Europa. I rosanero infatti hanno giocato un insolito anticipo di campionato a Milano, venerdì 20 maggio, contro un Milan con la testa già alla finale di Champion’s. Proprio per tale ragione Ancelotti ha schierato le seconde linee. Ma se le seconde linee si chiamano Abbiati, Rui Costa, Costacurta e Serginho, forse nessuno si è accorto della differenza. Mettiamoci pure che questi giocatori, dopo un anno di panchina, cercavano proprio l’occasione per mettersi in mostra ed ecco che quello che sulla carta poteva sembrare un match agevole, si trasforma in una gara difficile e con mille pericoli.

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I rossoneri partono subito aggressivi. I giocatori del Palermo, storditi da questo inizio così arrembante, non riescono a tenere il ritmo e Guidolin in panchina si sbraccia continuamente, come se volesse dire ai suoi ragazzi: “Io ve l’avevo detto!”. Dopo l’ennesimo errore difensivo, il Milan si trova con 3 giocatori nell’area rosanero. Il guardalinee si dimentica come funziona la regola del fuorigioco e dopo un batti e ribatti Serginho mette la palla in rete. Ma un minuto più tardi Costacurta, per anticipare Toni, da la palla di testa ad Abbiati, ma non si accorge che il portiere è troppo avanti e la palla si insacca. 1-1, tutto da rifare. La pressione del Milan però è continua e bastano 3 tocchi per arrivare sottoporta. Un bel colpo di tacco di Crespo permette a Serginho di ritrovarsi ancora tutto solo davanti a Guardalben ed il centrocampista brasiliano trafigge la porta rosanero per la seconda volta. A questo punto il Palermo si sveglia, come se avesse preso le misure e la partita diventa bella. Seguono una serie di azioni da una parte e dall’altra fino a quando Tomasson, pur sbagliando il tiro, indovina una traiettoria imprendibile per Guardalben e consegna alla sua squadra un 3-1 che sembra aver quasi chiuso la gara. Ma il Palermo non ha alcuna intenzione di subire il contraccolpo ed attacca con continuità.

Nella ripresa il Milan cala nettamente di ritmo ed il Palermo nutre la speranza di portare a casa un risultato. L’arbitro Tombolini assegna un rigore al Palermo per un atterramento di Abbiati ai danni di Zauli. Sul dischetto va Toni che mette la palla nell’angolo alto alla sinistra di Abbiati. Ma l’arbitro fa ripetere, Toni cambia angolo ma il risultato è lo stesso: la palla entra ed il Palermo sente di aver riaperto la partita. Pochi minuti dopo un azione ripetuta consente a Barone di trovarsi in area e di trafiggere ancora Abbiati. È un 3-3 al quale i tifosi non speravano più. La partita finisce qui perché entrambe le squadre, stanche, smettono di pressare e si limitano a controllare. Un risultato giusto, che regala definitivamente lo scudetto alla Juventus, ma soprattutto regala al Palermo l’Europa, un sogno insperato se consideriamo che solo 3 anni fa Palermo-L’Aquila era il match clou della giornata! Ora che tutto è stato compiuto, si aspetta di festeggiare completamente domenica prossima, quando arriverà la Lazio degli ex Filippini. Potrebbe però trattarsi della partita più triste perché voci sempre più insistenti dicono che Guodolin lascerà la panchina rosanero e già si fanno i nomi del suo possibile successore.

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