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Neverland: alla ricerca del Peter Pan che è in noi

  • 15 febbraio 2005

Finding Neverland
Regno Unito, U.S.A.2004
Di Marc Forster
Con Johnny Depp, Kate Winslet, Dustin Hoffman, Julie Kristie, Radha Mitchell

I bambini non dovrebbero mai andare a dormire, si svegliano più grandi e senza accorgersene diventano adulti. In questa frase è racchiusa l’essenza di questo film che narra le vicende che portarono James Barrie a scrivere l’indiscusso capolavoro della sua vita: Peter Pan. Barrie è uno scrittore di successo: scozzese di nascita, vive a Londra con la moglie Mary, in una bella casa, e le sue commedie teatrali sono sempre frutto di particolare interesse. Ma Barrie è un tipo poco convenzionale: soffre l’ambiente in cui vive e non riesce a vedere i macchinosi interessi che si celano nei rapporti tra le persone. Sarà il casuale incontro con Sylvia e i suoi 4 figli a ridargli il piacere di vivere e di scrivere una storia che, traendo spunto dalla realtà, si condisce di fantasia e di emozioni. Il regista Marc Forster, trovandosi di fronte ad una sceneggiatura simile, temeva che il film potesse prendere una piega troppo melodrammatica e sentimentale e, per tale ragione, ha preferito non accentuare determinati aspetti, rimanendo un po’ fra le righe e lasciando molte cose alla fantasia del pubblico. Ne è venuto fuori un film semplice e delicato, che affronta problematiche di un certo spessore (come la morte dei genitori e il conseguente dolore dei figli ancora troppo piccoli) senza scadere nel banale e nella lacrima facile. Ma il film commuove proprio per questa sua delicatezza e lascia nello spettatore una domanda: che fine ha fatto il nostro essere bambini? E perché lo abbiamo perso dimenticando persino come eravamo un tempo? Neverland è l’isola che non c’è, quel posto che esiste solo nella nostra fantasia ed esiste solo se noi ci crediamo. Quella di Barrie può sembrare la storia di un uomo che, incapace di accettare la vita che lo circonda, preferisce chiudersi nel suo mondo fantastico, come un bambino che non vuole crescere.

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Ma la realtà è qualcosa da cui non si può prescindere e la fantasia è solo lo strumento che ci aiuta ad affrontarla meglio e a riconciliarci con la nostra natura, semplice e spontanea, che abbiamo perso nel lungo percorso che ci ha portati ad essere adulti. Paradossalmente a quanto si possa pensare, il Peter che ha ispirato Barrie è un bambino che ha voglia di crescere troppo in fretta e che ha perso la capacità di sognare. Il vero Peter Pan è lui, James Mathew Barrie, ovvero il suo creatore. Il film ci regala un inedito Johnny Depp. L’irrequieto attore questa volta non si trova a fronteggiare spiriti o a risolvere misteri inquietanti, e sembra perfettamente a suo agio in un ruolo più “paterno” e sognatore. Bravissima, come sempre, Kate Winslet, una mamma che antepone la felicità dei figli alla propria. Nel cast anche Dustin Hoffman, che già con Peter Pan aveva avuto a che fare (come dimenticare il suo Capitan Uncino?). Questa volta è un impresario molto con i piedi per terra e molto pratico. Ottima anche la regia che ci regala degli splendidi passaggi tra realtà e fantasia di pregevole fattura. Tra le scene più belle la ricostruzione dell’Isola che non c’è, un vero paradiso tra i giardini. Tra le scene più commoventi il dialogo tra James e Peter sulla panchina: “Ogni cosa è possibile, basta che tu ci creda”. Da vedere, ma solo se siete ancora capaci di sognare. E non dimenticate i fazzolettini!

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