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Palazzo Gangi chiude le danze: un tesoro storico all'asta

Il Palazzo del Gattopardo in vendita tra sopratasse e amarezza. Il forfait della principessa Mantegna e la rinuncia alla partita col futuro per la dimora di Piazza Vespri

  • 3 giugno 2016

Nessun Tancredi avrebbe resistito alla tua bellezza: con queste parole Burt Lancaster elogiava l’Angelica danzante nella celebre pellicola di Luchino Visconti: candele vibranti, e un valzer in quel lusso impeccabile di Palazzo Gangi Valguarnera, nel cuore di Palermo.

Era il 1963 e oggi, a cinquantatré anni di distanza, quella bellezza viene ceduta al miglior offerente, forse per troppo amore, forse per poco.

Arriva dalla principessa Carine Vanni Mantegna di Gangi la triste notizia della vendita della dimora storica di Piazza Vespri, che manda all’asta uno dei palazzi settecenteschi simbolo culturale nel centro storico della città.

Ottomila metri quadrati di maioliche e gemme perfettamente conservati, oltre tre milioni di euro spesi in vent’anni e la cura di chi ne ha amato ogni singola parete e arredo: il forfait della principessa rinuncia alla partita col futuro di un bene storico inestinguibile.

Le cause? Sopratasse e disinteresse istituzionale. Più carico fiscale, meno contributi dovuti, pur riconosciuti dalle Sovrintendenze, inflazione di dimore protette, pochezza culturale e rischio criminalità: questo il quadro dell’ennesima storia di sconfitte che svilisce nell’amarezza quello che fu e può continuare ad essere un tesoro di ricchezze.

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Vendere per sopravvivere? Forse per passare il testimone - magari all’ennesimo magnate straniero - a chi avrà ancora la forza di lottare contro un’economia insana. Dimenticata da Regione Comune, e dissanguata, si dice, dalle troppe “attenzioni” fiscali dello Stato, la nobile proprietaria insomma getta la spugna.

Ma la Sicilia non è l’unico caso, l’Italia tutta perde in ogni suo angolo il valore di dimore storiche, il cui utilizzo virtuoso potrebbe apportare grandi benefici a Regioni e Comuni: eppure prevalgono per di più sfruttamento e incomunicabilità.

Sarebbero 33 miliardi gli euro spesi dall’ADSI nel decennio 2005-2014, Associazione dimore storiche italiane, per la valorizzazione degli immobili storici vincolari nella Penisola, con importanti ricadute sulle imprese artigianali ed edili, ma occorrono ulteriori 13,6 miliardi d’investimenti da parte dei privati solo per il quinquennio successivo, soldi condizionati dalla mancanza di incentivi fiscali e da una crisi generalizzata.

L’economia insomma affossa anche gli antichi lignaggi e la notizia di Palazzo Gangi si aggiunge alla già discussa comparsa nei mesi scorsi, in un sito di vendite immobiliari online, di Palazzo Costantino, dimora sita ai 4 Canti. Palermo vacilla sul filo dello sviluppo tra gravi perdite e tentativi di valorizzazione.

Ma adesso che la cultura è soprattutto un fatto di politica, speriamo che la musica cambi melodia, per non rinunciare ancora a lungo a quel valzer allegro, moderato e lento che è la nostra storia.

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