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Primato "fortunato"? Chiamiamolo carattere

  • 6 novembre 2006

Altro giro altra corsa. Non riesci a godere di un successo o di una sconfitta che già devi correre a comprare il biglietto per l’impegno successivo. E’ il frutto di un calcio “Carrariano”, frutto di compromessi e di una gestione banditesca. A cosa serve un campionato a venti squadre? A chi giova una partita ogni tre giorni? Ci auguriamo che l’unica riforma seria e definitiva del commissariamento in federcalcio sia quella di ritornare ad un campionato di A a 16-18 squadre, così da consentire a giocatori e pubblico di rifiatare.

E così, a perdere nel giovedì di coppa è stato principalmente il pubblico che ha incassato tre sconfitte in una sola partita: nel risultato, sul piano tecnico e su quello economico. E ne spieghiamo i motivi. Il tifoso ha incassato una sconfitta, ad opera del Newcastle, quando il risultato più giusto sarebbe stato il pareggio e non solo. L’infreddolito tifoso ha dovuto osservare il Palermo-2 per necessità. E’ vero che il cosiddetto Palermo-2 ha espugnato Londra e Francoforte ma è altrettanto vero che a prezzi non proprio di saldo ha goduto di uno spettacolo ridotto. Non Corini ma Parravicini, non Bresciano ma Munari, non Di Michele ma Tedesco: ecco a cosa il pubblico ha assistito giovedì al Barbera.

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Ma con una partita ogni tre giorni come dare torto a Guidolin nello schierare una formazione così diversa? E’ chiaro che oltre a curare tattica e tecnica il tecnico di Castelfranco Veneto (e non solo lui) è costretto a dosare forze ed uomini come i vecchi farmacisti usavano fare con il bilancino per le medicine. Ma la sconfitta più cocente arriva dalla inspiegabile politica societaria sui prezzi dei tagliandi di coppa. Ancora una volta tentiamo di spiegarci i motivi che spingono il management rosa a praticare prezzi così alti in periodi di vacche magre come quelli attuali. Ci sforziamo ingenuamente di ritenere il calcio uno sport popolare dove passione e colori dovrebbero essere sempre tenuti in debita considerazione ma, probabilmente, qualcuno in società non la pensa allo stesso modo.

Ed allora ci godiamo il primato del Palermo. Non sappiamo quanto durerà né ci interessa saperlo. Di certo, chi chiama in causa la fortuna come componente principale del primo posto in classifica mastica poco di calcio. Ci dispiace che l’abbia fatto Galeone, navigato uomo di calcio, ma ancor di più dispiace vedere storcere il muso a parecchi palermitani. Occorre ricordare che, a nostra memoria, poche squadre stravincono le partite. Per essere chiari, è quasi impossibile vincere a man bassa tutti i match, magari tra gli olè del pubblico. In fondo, "basta" segnare un gol più dell’avversario soffrendo le pene dell’inferno.

Questo Palermo non è dotato di fuoriclasse ma di buoni giocatori che, sotto l’attenta regia di un tecnico pratico e duttile come pochi, fanno del cinismo e della concretezza oltre che della concentrazione le armi migliori. Il carattere è un’altra componente essenziale: quale squadra avrebbe superato la Fiorentina in casa propria dopo aver pareggiato quasi allo scadere? Quale squadra in svantaggio di un gol contro una discreta formazione inglese avrebbe preso nel secondo tempo a pallonate l’avversario?

Un pensiero va rivolto a chi in questo momento straordinario si trova fuori dal contesto: Andrea Caracciolo. Il ragazzo attraversa un periodo poco fortunato ed il rapporto con il pubblico non l’aiuta di certo. Deve convincersi che ha fatto parte della nazionale e a certi livelli non si arriva per caso, ma deve anche imparare a sgomitare per abbattere il fantasma di se stesso. Abbiamo l’impressione che al primo fischio crolli e tutto gli riesca difficile. Se vuole davvero ritrovarsi, deve mettere rabbia e giocare con il sangue agli occhi ponendosi come obiettivo di trasformare i fischi in applausi. Farebbe anche bene a non etichettarsi come centravanti d’area ma seguire le indicazioni del tecnico che ne ammira tecnica e progressione. Definendosi centravanti la gente aspetta i gol e quando non arrivano piovono critiche e fischi. Realisticamente in società devono cominciare a guardarsi intorno per tutelare un prezioso investimento e per mettere a disposizione della squadra un giocatore che abbia le spalle larghe e sia pronto ad un campionato come quello che sta effettuando il Palermo.

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