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Qualificazione Uefa a tutti i costi

  • 3 aprile 2006

Nome e cognome dell’imputato: Paul Costantin Codrea. Pomeriggio da cani per il centrocampista di Timisoara che, con un puro atto di demenza calcistica, ha impedito al Palermo di agganciare le posizioni che valgono la qualificazione alla prossima Uefa Cup, ovvero sesto e settimo posto. Il ragazzo l’ha fatta grossa davvero e, non nuovo a certe intemperanze caratteriali e psicologiche, ha lasciato nel momento più delicato dell’incontro la propria squadra in dieci a fronteggiare un Ascoli che tentava di imprimere una sterzata alla partita. Il danno è stato causato da due motivi precisi: 1) il Palermo si è ritrovato in inferiorità numerica senza alcun centrocampista di ruolo da poter inserire; 2) Papadopulo ha dovuto inventare qualcosa scombussolando la squadra con l’avanzamento di Zaccardo e rinunciando a Di Michele, autentica spina nel fianco degli ascolani. Non sappiamo quali decisioni prenderanno staff tecnico e societario nei confronti di Codrea ma pensare a dei provvedimenti seri nei confronti del ragazzo rumeno ci sembra una soluzione.

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Motivi per sorridere ne abbiamo e, benché il pubblico alla fine abbia fischiato come sovente capita al "Barbera", la squadra rosa si è imbattuta in un avversario per niente facile da affrontare per caratura tecnica e disposizione in campo. Complimenti davvero a quest’Ascoli e al giovane tecnico Giampaolo che ha il merito di far giocare a memoria gli elementi a disposizione con repentini cambi di gioco ed imprevedibilità sulle fasce con un ragazzo in particolare, Foggia, dal futuro certo e radioso.
Sorridiamo per la ritrovata forma di Andrea Caracciolo, sulle cui qualità “qualcuno” aveva dubitato, e sulle condizioni atletiche della squadra che ci sono apparse buone. Il decisivo cambio di panchina ha portato in auge il lavoro di Bordon, preparatore atletico tra i più qualificati in Italia, e tale particolare riveste un’importanza fondamentale per gli “ultimi botti” di fine stagione.
Decisiva è stata la scelta della società di proseguire un progetto tecnico con Papadopulo in panchina. Qualsiasi altra scelta di zampariniana memoria sarebbe stata un autentico suicidio ed oggettivamente Papadopulo ha dato parecchio in questi quattro mesi.

Finalmente Zamparini si è accorto che non sempre il nuovo che avanza è indice di gioco e risultati, e si sarà anche accorto che sotto la gestione dell’attuale tecnico il parco giocatori si è rivalutato in termini consistenti. Chi tra i più ottimisti avrebbe scommesso un euro su Conteh o Brienza, su Biava e Codrea, su Mutarelli e di quanto la loro quotazione è salita? Zamparini si sarà accorto che la gestione di un gruppo è fondamentale nel ruolo dell’allenatore ed il buon “Papa” ha fatto centro anche in questo. Buon senso imporrebbe ad alcuni elementi della rosa in scadenza, o “scontenti”, di tacere in un periodo delicato della stagione. Non li aiuta il fatto di esternare ai mass media le situazioni personali, scelte che i tifosi non capiscono e, siamo sicuri, non approvano manifestando il proprio disappunto ad ogni passaggio sbagliato o presunta mancanza d’impegno. Brienza e Mutarelli potevano in tal senso risparmiarsi dichiarazioni poco opportune e stringere insieme a compagni e società un patto immaginario dove le vicende personali sono secondarie rispetto al finale di campionato e, soprattutto, alla semifinale di coppa Italia con la Roma. Resta il rammarico di un’occasione gettata alle ortiche dovuta essenzialmente alla "stupidità calcistica" di Codrea, ma accogliere un pareggio contro l’Ascoli come un disonore sarebbe altrettanto stupido. Lo straordinario Palermo di Guidolin della stagione passata a questo punto del campionato mollò la presa per mancanza di stimoli, e le ultime sei giornate si ridussero ad una farsa o quasi. Siamo certi che il Palermo di quest’anno si giocherà fino alla fine le proprie carte sia in campionato, dove resta in corsa per un posto Uefa, sia mercoledì 12 aprile allo stadio Olimpico nella decisiva semifinale di ritorno di Coppa Italia.

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